La Commissione Europea ha dato il via a un’importante operazione di semplificazione per la rendicontazione di sostenibilità. Su sua richiesta, l’EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group) ha avviato una consultazione pubblica per rivedere i 12 standard ESRS, con l’obiettivo di alleggerire l’onere burocratico per le imprese senza sacrificare le ambizioni del Green Deal europeo. L’iniziativa nasce anche in risposta ai feedback ricevuti dalle prime aziende che quest’anno hanno dovuto redigere il loro report di sostenibilità secondo le nuove regole della direttiva CSRD.
Gli obiettivi della revisione: meno complessità, maggiore efficacia
Il lavoro dell’EFRAG si è focalizzato sul rendere gli standard più snelli e di facile applicazione. L’analisi ha portato a una serie di interventi mirati per migliorare la struttura e l’usabilità delle norme. E le principali modifiche proposte includono:
Semplificazione della doppia materialità
Il processo per identificare le informazioni rilevanti da rendicontare diventerà più agile.
Eliminazione delle sovrapposizioni
Saranno ridotte le ridondanze tra i diversi standard per evitare di fornire più volte le stesse informazioni.
Rimozione delle informative volontarie
Per fare chiarezza, tutti i punti di dati puramente volontari verranno eliminati dal corpo degli standard.
Introduzione di esenzioni
Sono stati previsti nuovi meccanismi di “sgravio” che permetteranno alle aziende di omettere alcune informative qualora la loro raccolta comporti costi o sforzi sproporzionati.
L’impatto della revisione
L’impatto di questa revisione è notevole: la bozza propone una riduzione del 57% dei dati obbligatori da rendicontare (se ritenuti materiali) e un taglio di oltre il 55% della lunghezza complessiva degli standard, rendendoli molto più accessibili.
Come partecipare alla consultazione
Per spiegare la logica dietro ogni modifica, l’EFRAG ha pubblicato, insieme alle bozze, una serie di documenti di supporto, come tabelle comparative e guide esplicative.
È possibile inviare i propri contributi fino al 29 settembre prossimo. Di particolare rilievo, come sottolineato nel dibattito, è il confronto sugli standard ambientali, che rappresentano un pilastro della transizione ecologica.


