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Reporting ESG: Semplificazione in arrivo, escluse le PMI quotate e ridotti i dati da comunicare

Prosegue l’iter di revisione della Direttiva CSRD sul reporting di sostenibilità. Il Parlamento UE ha approvato modifiche che escludono le PMI quotate dagli obblighi e innalzano le soglie per le grandi imprese. Prevista anche una semplificazione degli standard ESRS e l’eliminazione degli standard settoriali specifici.

Innalzamento delle soglie e tutela delle PMI

In parallelo alla revisione della Due Diligence, le istituzioni europee stanno procedendo speditamente verso un alleggerimento degli oneri legati alla rendicontazione societaria di sostenibilità (Corporate Sustainability Reporting Directive – CSRD).

Il testo approvato dal Parlamento il 16 dicembre 2025 punta a ridurre drasticamente la platea dei soggetti obbligati. Secondo le nuove disposizioni, l’obbligo di redigere il report di sostenibilità scatterà solo per le grandi imprese che superano i 1.000 dipendenti e un fatturato di 450 milioni di euro.

Una decisione che taglia fuori non solo le medie imprese precedentemente incluse, ma esenta totalmente le PMI quotate, che secondo la normativa vigente avrebbero dovuto iniziare a rendicontare nel 2029 sui dati 2028.

Questa mossa risponde alle crescenti preoccupazioni sulla competitività e sui costi amministrativi che gravano sulle realtà produttive di minori dimensioni.

Snellimento degli standard ESRS

L’intervento di semplificazione non si limita al “chi”, ma agisce anche sul “cosa” bisogna comunicare. La proposta approvata prevede una revisione degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), con l’obiettivo di ridurre la mole di dati e indicatori richiesti. In particolare, viene eliminato l’obbligo per la Commissione Europea di adottare standard specifici per i diversi settori di attività, che avrebbero comportato un ulteriore livello di complessità tecnica.

Le imprese potranno quindi focalizzarsi su un set di indicatori più snello e trasversale. Questo processo si inserisce in una strategia più ampia che coinvolge anche il settore finanziario: è infatti in cantiere una revisione del Regolamento SFDR per alleggerire gli obblighi informativi anche per gli operatori dei mercati finanziari.