:

Sostenibilità d’Impresa: L’UE ridimensiona la “Due Diligence”. Soglie più alte e scadenze posticipate al 2029

Il Parlamento Europeo ha approvato una revisione sostanziale della Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD). La riforma mira a semplificare gli oneri per le imprese, limitando il campo di applicazione alle sole grandissime aziende e ai partner commerciali diretti, posticipando l’entrata in vigore degli obblighi al luglio 2029.

Un nuovo perimetro per la responsabilità d’impresa

Con il voto del 16 dicembre 2025, il Parlamento Europeo ha sancito un cambio di rotta nella gestione degli obblighi ambientali e sociali per le imprese, approvando la proposta di modifica della Direttiva 2024/1760/UE (CSDDD).

L’obiettivo dichiarato è quello di razionalizzare le attività di “dovuta diligenza”, ovvero i processi che le aziende devono mettere in atto per identificare, prevenire e mitigare gli impatti negativi su diritti umani e ambiente lungo la loro catena del valore.

La novità più rilevante riguarda il drastico innalzamento delle soglie dimensionali per l’assoggettamento alla norma.

Gli obblighi non riguarderanno più una vasta platea di grandi imprese, ma saranno circoscritti esclusivamente ai colossi con un fatturato superiore a 1,5 miliardi di euro e con più di 5.000 dipendenti (per le aziende extra-UE, vale il solo criterio del fatturato). Inoltre, il raggio d’azione della vigilanza viene ristretto: le imprese dovranno monitorare solo le proprie attività e quelle dei partner commerciali diretti, escludendo di fatto i fornitori indiretti o remoti, spesso difficili da controllare.

Tempistiche dilatate e stop alla responsabilità civile

La revisione interviene pesantemente anche sul calendario applicativo e sul regime sanzionatorio. In primo luogo, agli Stati Membri viene concesso un anno supplementare per il recepimento della direttiva, spostando il termine al 26 luglio 2028.

Di conseguenza, l’operatività concreta dei nuovi obblighi per le imprese slitta al 26 luglio 2029, offrendo un più ampio margine di adeguamento rispetto alla scadenza originaria del 2028.

Un altro aspetto cruciale per il mondo imprenditoriale è la soppressione della previsione sulla responsabilità civile comune a livello UE per i casi di inadempimento.

Questo significa che le eventuali mancanze nel monitoraggio non si tradurranno automaticamente in un meccanismo di risarcimento danni armonizzato a livello comunitario, riducendo i rischi legali per le multinazionali. Infine, viene alleggerita la burocrazia interna: la frequenza del monitoraggio sull’efficacia delle misure adottate passa da annuale a quinquennale.