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Corsa contro il tempo per il PNRR: il Governo taglia la burocrazia ambientale. Fabbriche “scudate” se hanno già l’AIA o l’AUA

L’Italia ha incassato l’ottava rata del PNRR.  Ora però i soldi vanno spesi e i cantieri vanno chiusi entro giugno 2026. Dato che la burocrazia resta il freno principale, il Governo ha calato la mannaia con il Decreto Legge 19 febbraio 2026, n. 19. È un pacchetto di norme d’urgenza che cambia le regole del gioco su autorizzazioni, bonifiche e gestione rifiuti, per permettere alle aziende di lavorare senza l’ansia dei timbri infiniti.

Pace fatta tra Comuni e Fabbriche sulle “Industrie Insalubri”

La norma più attesa dall’industria manifatturiera risolve un paradosso storico. Fino a ieri, un’azienda super-controllata, dotata di moderne autorizzazioni ambientali (AIA o AUA rilasciate da Regione o Provincia), rischiava comunque limitazioni dai Sindaci sulla base di una legge sanitaria del 1934 (le “industrie insalubri”).

Il nuovo Decreto dice basta: se hai l’AIA, l’AUA o le autorizzazioni per emissioni e scarichi, esci automaticamente dalla lista delle industrie insalubri. È una semplificazione enorme che garantisce certezza a chi investe e produce nel rispetto dell’ambiente.

Bonifiche più veloci e sconti per la logistica RAEE

Le novità non si fermano qui. Per chi deve costruire capannoni o infrastrutture su aree ex-industriali, i tempi si accorciano: se le Regioni non decidono in fretta quali opere si possono fare durante una bonifica, intervengono le regole dello Stato per non bloccare i lavori.

Un respiro di sollievo arriva anche per i distributori di elettronica professionale (computer, server, macchinari per aziende): viene cancellato l’obbligo del ritiro a domicilio “uno contro zero”.

Chi vende alle imprese non sarà più costretto a fare il servizio gratuito di ritiro dei vecchi rifiuti elettronici se il cliente non compra niente di nuovo.