La geolocalizzazione satellitare diventa il cuore tecnologico della Categoria 5 dell’Albo. Il dossier esamina le specifiche hardware e software richieste per l’interazione con il portale RENTRI, fornendo una guida operativa per l’attestazione del requisito entro la scadenza del 30 giugno. Viene analizzato il rischio operativo di cancellazione dei mezzi e la necessità di integrazione tra sistemi GPS e FIR digitali.
Specifiche tecniche e gestione dei dati di percorso
L’obbligo di geolocalizzazione introdotto dall’Albo richiede l’adozione di sistemi satellitari capaci di produrre dati di percorso precisi e condivisibili.
Sotto il profilo tecnico, il sistema deve registrare le coordinate geografiche ad intervalli temporali definiti, tali da generare una sequenza che ricostruisca fedelmente il percorso dal sito di carico a quello di destino.
La deliberazione specifica che i dati devono poter essere esportati in formati standard per consentire l’interazione con il sistema RENTRI. Non è sufficiente avere un GPS commerciale: il dispositivo deve essere associato in modo univoco alla targa e al telaio, e l’operatore deve poter visualizzare i tragitti attraverso mezzi informatici messi a disposizione dall’azienda per eventuali controlli della Polizia Stradale o degli ispettori ARPA.
Questo livello di dettaglio è essenziale per la futura associazione automatica tra il percorso rilevato e il Formulario Digitale.
L’onere dell’attestazione: istruzioni per il caricamento telematico
L’adeguamento tecnico deve essere formalizzato attraverso un’istanza telematica sul portale dell’Albo Gestori. Le imprese con parchi veicolari numerosi devono prestare particolare attenzione: l’obbligo di attestazione riguarda ogni singolo autoveicolo (esclusi motoveicoli e rimorchi). La procedura prevede l’indicazione del tipo di sistema installato e la dichiarazione di conformità ai requisiti minimi. È un passaggio che non ammette proroghe: il termine ultimo del 30 giugno 2026 è perentorio. L’invio dell’istanza aggiorna automaticamente l’idoneità tecnica del mezzo nel database dell’Albo, mettendolo al riparo dalla cancellazione d’ufficio che scatterà allo scoccare del 1° luglio. Il consiglio operativo è quello di verificare tempestivamente con i propri fornitori di flotte GPS l’esportabilità dei dati nei formati richiesti dal decreto direttoriale collegato.
Rischio di cancellazione e procedure di reinserimento
Cosa succede se un mezzo viene cancellato il 1° luglio? La circolare n. 2/2026 è chiara: l’autoveicolo perde l’autorizzazione per la Categoria 5. Per riabilitarlo, l’impresa dovrà presentare una nuova istanza telematica di integrazione del parco mezzi, dimostrando l’avvenuta installazione del sistema di geolocalizzazione.
Tuttavia, durante il tempo necessario per la nuova istruttoria, il mezzo non potrà trasportare rifiuti pericolosi. Ancora più critico è il rischio sanzionatorio per l’impresa: se la cancellazione dei mezzi non adeguati fa scendere la dotazione veicolare sotto i minimi di categoria, la Sezione regionale avvierà un’azione disciplinare che può compromettere l’intera iscrizione. La geolocalizzazione, dunque, smette di essere un accessorio logistico e diventa un elemento costitutivo della legalità d’impresa nel settore dei rifiuti speciali pericolosi.


