La Legge n. 36/2026 ridisegna la compliance ambientale italiana. Il dossier analizza le implicazioni operative per le imprese: dal nuovo diritto alla riparazione dei beni alla tracciabilità dei dati sulle emissioni tramite il portale UE. Un focus specifico è dedicato alla gestione delle spedizioni di rifiuti e ai nuovi standard di ecodesign per i prodotti da costruzione.
Ecodesign, riparazione e responsabilità del produttore
La Legge di Delegazione Europea 2025 porta con sé un cambio di paradigma per chi produce e distribuisce beni.
La delega per attuare la direttiva sul “diritto alla riparazione” (2024/1799/UE) obbligherà le imprese a rivedere i servizi post-vendita e la disponibilità dei pezzi di ricambio, in linea con le nuove norme sulla progettazione sostenibile (ESPR). I produttori di beni energivori e di prodotti da costruzione dovranno confrontarsi con specifiche tecniche di dettaglio sempre più stringenti.
Per il settore tessile, l’introduzione imminente dell’EPR nazionale significherà dover finanziare e organizzare il fine vita di ogni capo immesso sul mercato, trasformando la gestione dei rifiuti tessili in una funzione aziendale strategica e integrata nella supply chain.
Tracciabilità delle emissioni e spedizioni di rifiuti
Sotto il profilo dei controlli ambientali e della rendicontazione, la legge abilita il Governo a implementare il nuovo portale delle emissioni industriali (Regolamento 2024/1244/UE).
Per le aziende in AIA, questo si traduce in un obbligo di raccolta dati più granulare e digitale, superando il vecchio registro E-PRTR. Parallelamente, l’esecuzione del regolamento sulle spedizioni di rifiuti (2024/1157/UE) imporrà l’uso obbligatorio della piattaforma DIWASS, digitalizzando interamente i flussi transfrontalieri.
Le imprese devono prepararsi a un’interoperabilità forzata: ogni movimento di rifiuto o dato emissivo sarà visibile in tempo reale a livello unionale.
Questo inasprimento della tracciabilità, unito alla nuova disciplina sulle sostanze ozono-lesive, richiede un aggiornamento immediato dei sistemi di gestione ambientale (ISO 14001/EMAS) per evitare sanzioni che la nuova legge delega il Governo a inasprire significativamente.


