Approvata dall’Unione europea la metodologia che le imprese devono utilizzare per fare certificare alla Ue che la loro attività si dimostra efficace nella cattura e stoccaggio della CO2 secondo la normativa di settore. Alla base della novità il regolamento 2024/3012/Ue con cui l’Ue aveva istituito un sistema volontario per ottenere un certificato che dimostra la capacità di assorbire in modo permanente il carbonio. Questo standard tecnico è il primo del suo genere a livello mondiale e mira a stabilizzare il mercato dei crediti di carbonio di alta qualità, fornendo alle imprese uno strumento certo per valorizzare i propri investimenti in tecnologie di rimozione e contribuire attivamente alla neutralità climatica dell’intero continente.
Criteri tecnici per la rimozione permanente e lo stoccaggio geologico
La nuova metodologia definisce parametri rigorosi per la rimozione del carbonio in formazioni geologiche e lo stoccaggio a lungo termine in prodotti durevoli.
Le imprese dovranno certificare non solo la quantità di CO2 assorbita, ma anche la “permanenza” della rimozione, assicurando che non vi siano rischi di rilascio del gas in atmosfera per un periodo di tempo secolare.
Il sistema prevede audit indipendenti e criteri di monitoraggio satellitare per validare le affermazioni delle aziende, garantendo che ogni tonnellata di carbonio rimosso corrisponda a un beneficio climatico reale e inalterabile.
Questo approccio basato sulla scienza è fondamentale per dare credibilità al mercato dei certificati e per incentivare l’industria a adottare soluzioni di ingegneria climatica all’avanguardia.
Impatto industriale e lotta al greenwashing nel mercato dei crediti
L’adozione di una metodologia univoca è un’arma potente contro il greenwashing. Le imprese che investono in tecnologie di rimozione possono ora contare su un riconoscimento ufficiale che valorizza i loro sforzi ESG di fronte a investitori e consumatori.
Questo sistema incentiva l’industria a investire in impianti di cattura della CO2, offrendo una via d’uscita economica per le emissioni residue che non possono essere abbattute con le tecnologie attuali. Per l’Italia, leader in molte tecnologie di ingegneria ambientale, questo rappresenta un’opportunità straordinaria per esportare competenze e posizionarsi al centro della nuova economia del carbonio europea, attirando capitali legati alla decarbonizzazione profonda e alla protezione del clima globale.


