In consultazione fino al 3/6/2026 due atti UE che rivedono le informazioni ambientali da inserire nei bilanci di sostenibilità delle imprese obbligate ed inoltre definiscono gli standard di rendicontazione volontari per quelle non tenute al report. Si tratta di due proposte di regolamento della Commissione UE che incidono sulla disciplina relativa ai bilanci “non finanziari” delle imprese (Direttiva 2013/34/UE) e che si inseriscono nel trend “semplificatorio” avviato dall’UE con il “Pacchetto Omnibus” del 2025. L’obiettivo è duplice: aumentare la trasparenza climatica dei grandi brand e fornire alle PMI uno strumento agile per certificare la propria sostenibilità.
La revisione degli ESRS e la materialità degli impatti
Il report di sostenibilità deve cessare di essere un onere burocratico per diventare una leva di competitività.
La revisione degli standard ESRS proposta dalla Commissione punta a focalizzare l’attenzione delle imprese sulla “doppia materialità”: l’impatto dell’azienda sul pianeta e l’impatto dei cambiamenti climatici sul bilancio aziendale.
Eliminando i dati non essenziali, l’Europa intende facilitare la lettura dei report da parte degli investitori ESG, garantendo che le risorse finanziarie vengano indirizzate verso attività realmente sostenibili. Le imprese italiane, già all’avanguardia in molti settori della circolarità, hanno ora l’occasione di contribuire alla definizione di parametri che valorizzino le eccellenze.
Standard volontari per le PMI: competitività nelle filiere
Le piccole e medie imprese, sebbene escluse dagli obblighi diretti della CSRD, subiscono una pressione crescente per fornire dati di sostenibilità ai propri partner commerciali.
La creazione di standard volontari europei (VSME) mira a risolvere questo paradosso, fornendo un “passaporto ESG” semplificato che le PMI potranno utilizzare per rispondere a tutte le richieste degli stakeholder. Questo permetterà alle piccole aziende di risparmiare tempi e costi, evitando di dover compilare questionari differenti per ogni cliente. Partecipare alla consultazione entro il 3 giugno è fondamentale per assicurare che questi standard siano realmente a misura di piccola impresa e non rappresentino un ulteriore peso amministrativo.


