L’Unione Europea ha stabilito i nuovi valori limite per il settore uso del suolo e foreste (Lulucf) per il periodo 2026-2029, fissando i tetti annuali vincolanti di assorbimento della CO2 che ciascuno Stato membro dovrà rispettare. I parametri traducono l’obiettivo europeo di riduzione delle emissioni prodotte dal settore dell’uso del suolo e silvicoltura, incluso nel quadro 2030 per il clima. Il provvedimento mira a trasformare il suolo in una leva strategica per la neutralità carbonica, imponendo agli Stati traiettorie di miglioramento della capacità di sequestro naturale che compensino le emissioni dei settori “hard-to-abate”.
Budget annuali di assorbimento e gestione del suolo
La determinazione dei limiti per il quadriennio 2026-2029 impone ai governi nazionali una pianificazione territoriale senza precedenti.
Ogni Stato membro ha ricevuto un obiettivo quantitativo di tonnellate di CO2 equivalente da assorbire attraverso foreste, zone umide e terreni agricoli.
Se la gestione del suolo producesse emissioni nette superiori ai limiti, lo Stato sarebbe obbligato ad acquistare quote o a implementare misure di ripristino d’emergenza.
Questo quadro normativo spinge per la transizione verso il carbon farming e per una silvicoltura “climate-smart”, dove la crescita delle biomasse viene monitorata millimetricamente. Per l’Italia, l’obiettivo è valorizzare le foreste degradate e i suoli agricoli impoveriti, trasformandoli in pozzi di assorbimento certificati che possano contribuire al bilancio climatico nazionale, garantendo la coerenza con il Green Deal.
Monitoraggio digitale e integrità del sequestro di carbonio
Per assicurare che gli assorbimenti siano reali e non puramente cartacei, l’Unione Europea introduce criteri rigorosi basati sul monitoraggio satellitare e sulla reportistica geospaziale.
La metodologia Lulucf richiede la mappatura di ogni cambiamento d’uso del suolo — dall’urbanizzazione alla deforestazione — sottraendo istantaneamente il carbonio perso dal budget nazionale.
Questo sistema di contabilità climatica previene il greenwashing e garantisce l’integrità dei dati ambientali europei.
Per le imprese del settore forestale e agricolo, il nuovo regolamento apre la strada ai mercati dei crediti di carbonio regolamentati, dove la capacità di sequestro del suolo diventa un asset finanziario remunerabile.
La sfida operativa sarà armonizzare i catasti forestali regionali con i requisiti di monitoraggio UE, garantendo una trasparenza totale sulla permanenza della CO2 rimossa dall’atmosfera.


