La pubblicazione da parte di IRENA del report statistico annuale definisce il quadro di riferimento per l’analisi delle tendenze macroeconomiche che governano la transizione energetica internazionale. La crescita del 9,8% registrata dalla generazione elettrica rinnovabile nel corso del 2024, a fronte di un marginale +1,4% delle fonti fossili tradizionali, dimostra come la competitività economica delle tecnologie pulite sia ormai consolidata su scala globale.
Il traguardo strutturale del 10.000 Twh
Raggiungere la quota record di 9.836 TWh, pari al 31,7% del paniere elettrico mondiale, rappresenta un traguardo strutturale che impone un ripensamento profondo delle strategie di investimento da parte dei grandi gruppi industriali e dei fondi sovrani, orientando i flussi di capitale verso il potenziamento della capacità installata e l’adeguamento delle infrastrutture di rete.
Questo scenario costringe i decisori politici a rimodulare le agende energetiche nazionali, accelerando l’abbandono dei sussidi ai combustibili fossili per convogliare le risorse pubbliche verso lo sviluppo dei sistemi di accumulo e l’integrazione delle reti di trasmissione transfrontaliere, elementi indispensabili per garantire la stabilità dei mercati in presenza di elevate quote di energia pulita intermittente.
La traiettoria COP31 e la sfida industriale dell’elettrificazione al 2035
L’obiettivo formalizzato dalla futura presidenza turca della COP31, che fissa al 35% la quota di elettrificazione della domanda finale di energia entro il 2035, traccia una rotta industriale estremamente ambiziosa.
Per conseguire questo target, sarà necessario innalzare la percentuale di fonti rinnovabili nella produzione elettrica mondiale fino al 78% entro il 2035, imponendo una velocità di installazione annua pari a circa 2,5 volte i livelli attuali. Questo cambio di scala richiede una mobilitazione di capitali senza precedenti storici e una profonda revisione delle procedure autorizzative nazionali nei paesi aderenti.
L’elettrificazione spinta dei consumi nei settori dei trasporti e dei processi industriali manifatturieri rappresenta la leva principale per abbattere le emissioni di gas a effetto serra.
La transizione della supply chain industriale verso il vettore elettrico pulito consentirà di ridurre la vulnerabilità economica del sistema produttivo alle fluttuazioni dei prezzi delle materie prime fossili, incrementando la resilienza e la competitività delle imprese sui mercati internazionali tracciati dai framework ESG.
Disaggregazione geografica dei flussi e trend installativi al 2025
L’analisi territoriale dei dati IRENA evidenzia come l’Asia continui a esercitare una leadership assoluta nella transizione energetica, con una produzione rinnovabile di 4.589 TWh (+14,3%) trainata dalla massiccia penetrazione del solare fotovoltaico ed eolico in Cina.
L’Europa consolida la propria posizione a 1.758 TWh (+7,2%), seguita dal Nord America a 1.535 TWh (+5,8%) e dal Sud America a 1.047 TWh (+2,9%). Nonostante l’incremento annuo della capacità installata globale abbia raggiunto nel 2025 il picco massimo storico di 693 GW (portando la potenza complessiva a 5,2 TW, pari al 49,5% del totale mondiale), il report evidenzia una frenata relativa: la quota di rinnovabili nell’espansione totale della nuova capacità 2025 è scesa all’85,7% rispetto al 92,7% del 2024.
Questo rallentamento percentuale indica che, in alcuni quadranti geografici in via di sviluppo, il soddisfacimento della crescente domanda di energia elettrica avviene ancora tramite il ricorso a impianti termoelettrici tradizionali a carbone o gas a basso costo. Risulta pertanto essenziale che le istituzioni finanziarie internazionali potenzino gli strumenti di de-risking per attrarre capitali privati verso le energie rinnovabili nelle economie emergenti dell’Africa e dell’America Latina, garantendo uno sviluppo ecologico omogeneo e globale.
