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“Organizzazione Aziendale, Circolare e sostenibile” : negli shop on line in vendita il nuovo volume della collana “L’economia Circolare dispiegata”

È on line il terzo volume della nuova collana dal titolo “L’Economia circolare dispiegata”, dal titolo “Organizzazione Aziendale – Circolare e sostenibile”. Il volume è dedicato a chi intende approcciare ai fondamenti dell’economia in generale e dell’economia ambientale in particolare; a quelli dell’economia aziendale ed ai concetti basilari dell’organizzazione aziendale, al marketing e alle principali forme di gestione di un Azienda, in un’ottica di sostenibilità ambientale.

L’economia circolare dispiegata

“Organizzazione Aziendale, Circolare e sostenibile” costituisce il terzo volume della nuova collana dal titolo “L’Economia circolare dispiegata”, di cui verrà successivamente illustrato il contenuto (vedi il successivo paragrafo “Presentazione”), non prima di aver compreso il significato attribuito al termine “Economia Circolare”, il visibile filo rosso che lega assieme le diverse monografie che la compongono.

Ciascuna di esse è stata sviluppata con l’obiettivo di evidenziare i principi cui dovrebbero essere ispirati i comportamenti di Cittadini, Imprese, e Pubbliche Amministrazioni chiamati ad implementarli, i quali possono rendere, se correttamente attuati, “circolare” il nostro sistema economico.

L’economia circolare consiste in un innovativo modello di produzione e consumo, concepito in modo tale da assicurare la condivisione, il prestito, il riutilizzo, la riparazione, il ricondizionamento ed il riciclo dei materiali e prodotti esistenti, affinché essi abbiano un ciclo di vita più lungo possibile.

Protraendo in tal modo l’esistenza di prodotti e servizi, dal cui utilizzo possono originare scarti, ne deriva, in modo correlato, la riduzione dei rifiuti prodotti nel tempo.

Salito in cima alle priorità assunte dalla Comunità Europea (CE) di recente, la sua finalità principale appare quella di consentire il maggiore recupero del rifiuto, una volta divenuto tale al termine della sua vita utile, laddove ciò sia possibile sotto il profilo tecnico e/o economico (ovvero quello dei singoli materiali di cui si compone), con lo scopo di reintrodurli nuovamente nel ciclo economico, generando evidenti ricadute positive in termini di risorse naturali a disposizione per il genere umano e preservazione dell’Ambiente in generale.

Così facendo, viene costantemente generato valore, tramite il riutilizzo, all’interno dei cicli di produzione, di quanto residua dagli stessi rifiuti ed è nuovamente utilizzabile come materia prima seconda dopo aver cessato la qualità di rifiuto (End of Waste, EoW), oppure in altro modo (ad esempio, come energia).

Se è vero che un modello circolare appare come opzione assolutamente da prediligere in termini assoluti, per quanto sopra motivato, perché solo negli ultimi anni è divenuta urgente la necessità di implementarlo?

La motivazione è presto spiegata: fino a pochi anni fa, il genere umano viveva nella illusione che le materie prime utilizzate per la realizzazione delle proprie attività fossero disponibili in quantità illimitate.

Di conseguenza, le risorse ambientali presenti sul nostro pianeta venivano sfruttate in maniera indiscriminata, senza prevedere un costruttivo riutilizzo degli scarti dei processi di produzione di beni e servizi che ne contemplavano il loro impiego.

Ne scaturiva l’applicazione un modello di tipo “lineare”, fondato, al contrario, sullo schema “estrarre, produrre, utilizzare e gettare”, ad oggi impraticabile, in quanto basato sulla elevata disponibilità dei materiali e dell’energia, facilmente reperibili, e a basso prezzo.

Il fallimento del modello lineare ed il ricorso alla sua naturale alternativa, quello circolare, risiede fondamentalmente nella volontà umana di realizzare uno sviluppo economico senza limiti e nell’incoscienza che, in taluni casi, una volta superati, non è più possibile tornare indietro.

Tale atteggiamento comporta, nei fatti, una crescente domanda di materie prime vergini, ovvero un progressivo esaurimento delle risorse a nostra disposizione, molte delle quali divenute oggi indispensabili per il funzionamento dell’economia, la cui necessità, oltre la soglia utile alla loro rigenerazione, non rappresenta l’unica spiegazione alla loro progressiva indisponibilità.

In altre parole, oltre al desiderio di aumentare il proprio benessere individuale, sopra la soglia della semplice sopravvivenza, anche il solo incremento demografico, ovvero la crescita della popolazione a livello planetario, ha indotto una maggiore richiesta di tali risorse finite.

Questo rende chiaro perché la linearità, nell’utilizzazione di questi fattori di produzione, non sia più perseguibile; sul piano macroeconomico, purtroppo, si denota che, il soddisfacimento di tale bisogno, crea una dipendenza da altri Paesi, da cui non è esente anche l’Italia, così come avviene per altri Stati membri della Comunità Europea.

Un ulteriore, sgradevole, conseguenza di tale stile, attiene all’impatto negativo sul clima che l’uso di un modello lineare determina; infatti, conducendo processi di estrazione e utilizzo delle materie prime senza criterio, viene originato un grave impatto sull’equilibrio ambientale raggiunto faticosamente, aumentando contemporaneamente il consumo di energia e le emissioni di anidride carbonica (CO2), ed in generale di gas “climalteranti”.

Vale la pena sottolineare, a tal proposito, che un uso più razionale delle materie prime può contribuire a diminuire tali emissioni.

Senza l’intervento dell’Unione Europea (UE), che, con specifiche disposizioni normative sul punto, è intervenuta sin dai primi anni ’70 del secolo scorso, probabilmente la presa di coscienza e l’esperimento di azioni concrete a sostegno del modello non avrebbero avuto luogo, ed oggi non si ricercherebbe la circolarità.

È stato proprio l’intervento del Legislatore comunitario, primo al mondo, a consentire la maggiore applicazione di un sistema basato sulla prevenzione e sul recupero, con l’adozione di misure ad ampio raggio d’azione, dalle disposizioni riguardanti la prevenzione della produzione dei rifiuti al design ecofriendly dei prodotti (tale, cioè, da originare, una volta utilizzati, la minore quantità di rifiuti).

L’economia circolare non presenta, come principale ricaduta, unicamente il bene dell’Ambiente in senso lato, ma comporta anche la creazione e lo sviluppo di attività produttive aventi connotati “green”.

Limitando l’osservazione al territorio comunitario, le stime della Commissione parlano di un risparmio netto annuo di €600 miliardi per le imprese, pari all’8% del fatturato annuo, con il quale verrebbero ridotti, allo stesso tempo, le emissioni totali annue di gas serra del 2-4%.

In particolare, la transizione verso un’economia più circolare appare come particolarmente vantaggiosa, sotto diversi profili, in quanto può determinare:

  • incremento dell’occupazione;
  • Impulso all’innovazione e alla crescita economica;
  • riduzione della pressione sull’ambiente;
  • maggiore sicurezza a riguardo della disponibilità di materie prime;
  • aumento della competitività.

Non solo.

I consumatori possono beneficiare di prodotti più durevoli e innovativi in grado di far risparmiare e migliorare la qualità della vita.

Ad esempio, si stima che il ricondizionamento dei veicoli commerciali leggeri, in luogo del riciclo, potrebbe consentire un risparmio di materiale pari a €6,4 miliardi all’anno (circa il 15% della spesa per materiali) e €140 milioni in costi energetici, con una riduzione delle emissioni di gas serra pari a 6,3 milioni di tonnellate.

Presentazione

Il volume è dedicato a chi intende approcciare ai fondamenti dell’economia in generale e dell’economia ambientale in particolare; a quelli dell’economia aziendale ed ai concetti basilari dell’organizzazione aziendale, al marketing e alle principali forme di gestione di un Azienda, in un’ottica di sostenibilità ambientale, esplorando altresì la rendicontazione ambientale e sociale, con l’obiettivo di fornire gli strumenti di base per acquisire le conoscenze fondamentali e necessarie alla costituzione di un’impresa, alla definizione della struttura utile per vincere le sfide poste dal mercato di riferimento e realizzare così la mission imprenditoriale desiderata.

Particolare attenzione viene dedicata alla esplorazione dell’Azienda, intesa come strumento di cui l’Uomo, ovvero l’Imprenditore, si serve per svolgere attività di produzione e consumo di beni e servizi, consentendo al Lettore di apprenderne la conoscenza, ovvero delle modalità secondo le quali deve essere strutturata, e come deve essere analizzato il mercato per poter realizzare un incontro ottimale tra la propria offerta e quanto domanda il mercato.

Si assume che l’impresa rivesta un ruolo centrale nel sistema economico: a tale scopo si introdurrà l’Economia aziendale, come quella disciplina che ne studia i comportamenti, ed il cui scopo fondamentale è quello di svolgere attività economica finalizzata alla realizzazione di beni e servizi (output), per consentire il soddisfacimento dei bisogni dei clienti, utilizzando le leve del marketing, a sua volta impiegata per consentire il raccordo tra la stessa ed il mercato.

Tra le altre cose, verranno illustrati:

  • i concetti fondamentali ed i principi alla base dell’economia, per illustrare i profili della disciplina;
  • le basi dell’economia dell’ambiente, al fine di spiegare i fondamenti della disciplina e le sue origini, a partire dagli anni ‘60 in avanti, e i limiti ecologici (l’elemento ambientale come costo esterno, i limiti all’utilizzazione delle risorse rinnovabili e quelle non rinnovabili, e la nozione di economia terrestre come economia di frontiera);
  • la nozione di economia estesa, trattando vari argomenti come il bilancio dei materiali, la natura multifunzionale delle risorse ambientali, e il rapporto tra esternalità e beni pubblici;
  • la natura di un’impresa ed i meccanismi di funzionamento;
  • le principali tipologie di gestione aziendale;
  • Le principali modalità di rilevazione aziendale;
  • le principali tipologie di organizzazione di un’impresa, le strategie ed i modelli più diffusi applicati nelle aziende;
  • i capisaldi di redazione ed interpretazione di un bilancio aziendale e i metodi della rendicontazione aziendale.
  • Il marketing come disciplina e le sue implicazioni operative nello svolgimento delle attività aziendali.

Diversi, a tale scopo, sono gli obiettivi perseguiti:

  • illustrare gli elementi fondamentali della disciplina dell’economia;
  • mostrare le basi dell’economia aziendale;
  • fornire un inquadramento del diritto come disciplina;
  • consentire la conoscenza dell’impresa ed apprendere l’organizzazione aziendale, spiegando le principali forme;
  • applicare i principi della sostenibilità ad un’attività aziendale;
  • definire la rilevazione aziendale e illustrare delle principali modalità;
  • Illustrare il bilancio di esercizio, ovvero la rendicontazione contabile;
  • mostrare cosa sono e come vengono svolte le rendicontazioni alternative a quelle contabili;
  • individuare le strategie per poter collocare sul mercato i propri prodotti e servizi.

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Le “Procedure Ambientali” costituisce il primo volume della nuova collana dal titolo “L’Economia circolare dispiegata”, il visibile filo rosso che lega assieme le diverse monografie che la compongono, ciascuna delle quali è stata sviluppata con l’obiettivo di evidenziare i principi cui dovrebbero essere ispirati i modi di operare di cittadini, imprese, e pubbliche amministrazioni chiamati ad implementarli, i quali possono rendere, se correttamente attuati, “circolare” il nostro sistema economico. Per acquistare la tua copia, clicca qui!