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CCS, idrogeno e metano: il governo disegna la nuova architettura energetica nazionale

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera a uno schema di disegno di legge che si preannuncia come uno dei pilastri della politica industriale ed energetica italiana per il prossimo decennio. Su proposta del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto, è stato approvato il DDL “Collegato Energia” alla Legge di Bilancio 2025-2027, un provvedimento strategico che conferisce al Governo la delega per costruire un quadro normativo organico su tre fronti cruciali della decarbonizzazione: la filiera della cattura e stoccaggio della CO2 (CCS), il mercato dell’idrogeno e il contrasto alle emissioni di metano. Si tratta di una mossa che non solo riordina materie complesse e tecnologicamente avanzate, ma designa anche un arbitro centrale per i nuovi mercati energetici: l’ARERA, la cui autorità viene estesa e rafforzata. L’obiettivo è creare regole chiare per attrarre investimenti, garantire la sicurezza delle infrastrutture e allineare l’Italia ai più recenti e ambiziosi regolamenti europei.

Articolo 1: la nascita di un quadro giuridico per la filiera CCUS

Il primo e più corposo articolo del disegno di legge affronta il tema della Carbon Capture, Utilisation, and Storage (CCUS). Per la prima volta, si mira a superare la frammentazione normativa per disciplinare l’intera catena del valore: dalla cattura dell’anidride carbonica emessa dai siti industriali, al suo trasporto e stoccaggio geologico permanente. Il Governo avrà 12 mesi per emanare i decreti legislativi attuativi, seguendo principi direttivi ben precisi.

Complementarietà, non sostituzione

Il criterio fondamentale è che la CCUS dovrà essere sviluppata in piena coerenza con gli obiettivi del PNIEC e in un’ottica di complementarietà rispetto alle fonti rinnovabili e all’efficienza energetica. La norma chiarisce così la sua funzione strategica: non un’alternativa alla transizione rinnovabile, ma uno strumento indispensabile per abbattere le emissioni nei settori industriali hard-to-abate (come cementifici e acciaierie), dove il solo ricorso all’elettrificazione non è sufficiente.

La regolazione dei monopoli naturali

Il testo riconosce una realtà economica fondamentale. Le attività di trasporto tramite rete e di stoccaggio geologico della CO2 presentano le caratteristiche di un monopolio naturale. Per questo motivo, la loro gestione economica e l’accesso alle infrastrutture non possono essere lasciati al libero mercato. Il disegno di legge stabilisce quindi che queste attività strategiche siano sottoposte alla regolazione dell’ARERA. Sarà l’Autorità a definire le tariffe di accesso alle reti, i criteri di connessione e gli obblighi di servizio, garantendo equità e trasparenza per tutti gli operatori.

Standard di Sicurezza

Viene delegata al Governo anche la definizione di rigorosi standard tecnici di qualità e sicurezza per ogni segmento della filiera, un passaggio essenziale per assicurare la protezione ambientale e ottenere la necessaria accettabilità sociale (la cosiddetta social license to operate).

Articolo 2: ad ARERA le competenze in tema di idrogeno

Il secondo articolo segna un’altra tappa fondamentale, questa volta per il vettore energetico del futuro. In attuazione della Direttiva (UE) 2024/1788, l’Italia designa formalmente l’ARERA come autorità di regolazione nazionale per il settore dell’idrogeno.

Questa attribuzione non è una mera formalità.

Significa conferire ad ARERA tutti i poteri e gli strumenti, anche sanzionatori, già previsti dalla sua legge istitutiva (L. 481/1995) per governare lo sviluppo del mercato dell’idrogeno.

L’Autorità sarà quindi responsabile dei seguenti aspetti:

  • definire le regole per l’accesso alle future reti di trasporto e ai siti di stoccaggio dell’idrogeno.
  • stabilire la metodologia per il calcolo delle tariffe.
  • garantire la separazione contabile (unbundling) tra i diversi operatori della filiera.
  • vigilare sulla trasparenza e la non discriminazione nel mercato.

Per far fronte a queste nuove e complesse responsabilità, il disegno di legge prevede un conseguente e necessario potenziamento della struttura dell’Autorità, con un incremento della pianta organica di 12 unità di ruolo, da reclutare con profili di alta specializzazione tecnica.

Oltre la CO2 e l’idrogeno: l’attuazione del regolamento sul metano

Infine, sebbene non dettagliato negli articoli di delega qui analizzati, il provvedimento si pone l’obiettivo cruciale di dare piena attuazione al Regolamento UE 2024/1787.

Questa normativa europea impone agli operatori del settore energetico (gas, petrolio e carbone) obblighi stringenti di monitoraggio, comunicazione e riduzione delle emissioni di metano, un gas serra con un potenziale climalterante molto più elevato della CO2 nel breve periodo. Il “Collegato Energia” fornirà quindi la cornice nazionale per recepire tali obblighi, definendo il sistema sanzionatorio e le procedure di controllo.

In conclusione, con questo disegno di legge il Governo non si limita a normare delle tecnologie, ma imposta una visione di lungo termine per la politica industriale, riconoscendo che la transizione ecologica dei settori produttivi richiede un quadro di regole chiare, stabili e governate da un’autorità indipendente e competente.