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Facciamo i conti con la transizione: torna in presenza la XIII Conferenza nazionale per l’efficienza energetica presso Palazzo Rospigliosi

Si tiene oggi l’analisi degli Amici della Terra che ripropone la chiave dell’efficienza energetica per conseguire una riduzione graduale, ma certa e progressiva, delle emissioni climalteranti in Italia e in tutto il mondo, basata su un’ampia gamma di soluzioni disponibili e sul trasferimento di tecnologie. Affronteremo questi temi anche alla luce degli esiti del G20 e della Cop26. La Conferenza si propone inoltre di discutere obiettivi, tempi e strumenti del Green Deal europeo che, con il programma di attuazione Fit For 55, ha già mostrato evidenti contraddizioni e inadeguatezze. Per Confindustria Cisambiente, interviene Stefano Sassone, Direttore Area Tecnica.

Tema e struttura del Convegno

Nella prima sessione, martedì 23 novembre, le aziende, gli operatori, e le istituzioni del mondo dell’energia saranno sollecitati a presentare i propri risultati e le proprie attività basate sull’efficienza energetica, quali l’integrazione dei sistemi energetici con il recupero di ogni fonte di calore dispersa, lo sviluppo di infrastrutture che facilitino l’economia circolare, un rafforzato utilizzo dei certificati bianchi per stimolare l’innovazione nell’industria, la pianificazione dell’utilizzo dei combustibili alternativi per il settore dei trasporti, gli interventi per l’efficientamento, la messa in sicurezza e la riqualificazione degli edifici.

Invece, la seconda sessione, martedì 23 novembre pomeriggio, si soffermerà sui costi sociali, ambientali ed economici degli scenari di transizione analizzando criticamente i propositi e la stessa realizzabilità di una decarbonizzazione basata esclusivamente su rinnovabili elettriche e politiche di elettrificazione parziali e velleitarie.

La terza sessione, mercoledì 24 novembre, presenterà uno studio sull’efficacia delle politiche di incentivazione delle pompe di calore.

La quarta sessione, mercoledì 24 novembre pomeriggio, sarà dedicata al tema dell’attuazione del Global Methane Pledge che si è affermato come uno dei principali risultati della Cop26. L’Italia deve svolgere un ruolo di capofila a livello europeo su questo terreno a partire dal documento di indirizzi per una “Strategia italiana per la riduzione delle emissioni di metano della filiera del gas naturale”.

Politici ed esperti, rappresentanti delle istituzioni europee e del Governo sono invitati a partecipare alla

discussione.

Per il programma

Cliccare qui

Per seguire i lavori della conferenza

E’ possibile seguire i lavori della conferenza in diretta dal canale youtube di Amici della Terra.

  • 23/11/2021 – ore 09.30 – Priorità per la transizione: proposte, attività e opportunità per una decarbonizzazione efficace  
    https://youtu.be/MM9T_ToPL7M
  • 23/11/2021 – ore 14.30 – Costi sociali, ambientali ed economici della transizione: Le contraddizioni delle politiche basate sul catastrofismo 
    https://youtu.be/kXLEE-DQlyw
  • 24/11/2021 – ore 09.30 – Per una elettrificazione utile e razionale:Le opportunità offerte da una progressiva elettrificazione dei consumi 
    https://youtu.be/B8WAEBuduh0
  • 24/11/2021 – ore 14.30 – Il ruolo dell’Italia per il Global Methane Pledge: La riduzione delle emissioni di metano nelle politiche di decarbonizzazione dopo la COP 26 
    https://youtu.be/-d8nu_IUrOs

Clicca sul link delle sessioni a cui sei interessato e poi sul tasto.

Climate Analytics: la diminuzione di 1,5 ° C rimane fuori portata

Con uno studio sviluppato sulla base degli annunci effettuati nell’ambito della recente COP26 svolta nella città di Glasgow, mostrano che, in realtà, occorre mantenere cautela sulle stime predisposte. La strada da percorrere è ancora lunga.

Le evidenze dell’indagine

Un recente studio condotto dalla Società USA climate analytics mostra l’esigenza di mantenere parecchia cautela sulle misure che sono state annunciate nel corso della COP26, l’annuale conferenza sul clima, svolta quest’anno nella città di Glasgow (Scozia), cui hanno partecipato i Grandi della Terra, fra cui l’Italia. Prima di vedere quanto emerso dall’analisi, un breve profilo dell’estensore dell’indagine.

Climate Analytics è stata costituita nel 2008 per portare la scienza e l’analisi politica all’avanguardia per affrontare uno dei problemi globali più urgenti del nostro tempo: il cambiamento climatico indotto dall’uomo. Il team si compone di circa 100 persone conta 32 diverse nazionalità.

L’Azienda svolte attività di ricerca sul limite di temperatura di 1,5°C nell’accordo di Parigi e sui rischi e le vulnerabilità che questi paesi devono affrontare, valutando altresì i progressi sull’azione per il clima e come i governi possono agire in base alle loro politiche per mantenere il riscaldamento globale entro questo limite.

In particolare, CA parla di cautele da prendere sulle dichiarazioni effettuato.

In primis, occorre evidenziare che le riduzioni nelle stime relativa al decremento della temperatura al 2100 sono in gran parte il risultato dell’annunciato “impatto climatico zero”, da raggiungere nella UE entro il 2050.

Questo lascia ancora un enorme divario di emissioni nel 2030 e non lo è sufficiente per mantenere 1,5°C a portata di mano.

In un’analisi pubblicata di recente, l’Agenzia internazionale per l’energia (IEA) ha stimato che impegni attuali, molti dei quali non sono inclusi nella legge o nei documenti ufficiali nazionali, darebbe al mondo una probabilità del 50% di limitare il riscaldamento di fine secolo a 1,8°C, con una possibilità su quattro di superare i 2°C.1 Questo non è un percorso compatibile con l’Accordo di Parigi.

Perché il riscaldamento globale è legato direttamente alla somma totale di tutte le emissioni di CO2, ogni anno di un’azione ritardata al 2030 limiterà la nostra capacità di mantenere il riscaldamento a 1,5°C entro il 2100.

Lo scenario di impegni annunciati supera l’intervallo 2030 relativo ai livelli di emissione in percorsi compatibili a 1,5°C con un ampio margine, e continua a farlo fino alla metà del secolo.

Tra oggi e il 2050, il percorso previsto dalla IEA, pari ad una diminuzione di 1,8°C, determinerà l’emissione, in media, di 350 Gt di CO2 in più rispetto a ciò che si osserva nei percorsi di prevenzione e riduzione integrata dell’inquimento del -1,5°C.

Ciò comporterebbe una probabilità superiore al 25% di a livello di riscaldamento di picco superiore a 2°C. Questo non è compatibile con l’obiettivo della temperatura a lungo termine dell’Accordo di Parigi di “mantenere bene l’aumento della temperatura media globale” sotto i 2°C… e proseguendo gli sforzi per limitare l’aumento della temperatura a 1,5°C sopra i livelli preindustriali”

Lo studio di CA realizzato per l’Associazione “A Sud”

Un’altra indagine di CA  mostra invece che il nostro Paese dovrebbe dovrebbe ridurre le emissioni del 92% al 2030, rispetto ai livelli del 1990, sulla base dei princìpi dell’UNFCCC di Equità e Responsabilità comuni ma differenziate. Tale percentuale si ricaverebbe dalla responsabilità storica e attuale del nostro Paese e la sua capacità tecnologica e finanziaria, in conformità ai principi di “Equità” e “Responsabilità comuni ma differenziate”, pilatri della Convenzione ONU sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC), contribuendo sensibilmente all’aumento di temperatura del nostro Pianeta che, sarebbe avviato ad un riscaldamento pari a +2,4 °C entro la fine del secolo.

L’attuale obiettivo dell’Italia rappresenta un livello di ambizione così basso che, se altri paesi dovessero seguirlo, porterebbe probabilmente a un riscaldamento globale senza precedenti di oltre 3°C entro la fine del secolo.

Inoltre, il “carbon budget” residuo dell’Italia (quanto il nostro Paese può ancora emettere in termini di gas) tra il 2020 e il 2030, che risulta compatibile con il suo fair share[1] nel perseguimento dell’obiettivo di temperatura a lungo termine dell’Accordo di Parigi, ammonta al massimo a circa 2,09 GtCO2eq. Se gli attuali livelli di emissioni dovessero continuare, già nel 2025 l’Italia esaurirebbe il suo fair share di emissioni rilasciabili nel periodo tra il 2020 e il 2030”.

Nel documento è possibile rinvenire anche considerazioni sul Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), per cui viene evidenziato, come, se pienamente attuato, questo potrebbe consentire una riduzione, al 2030, di solo il 36% in merito alle emissioni di gas serra.

Il divario tra una riduzione delle emissioni per l’Italia che sia compatibile con l’obiettivo dell’Accordo di Parigi e la riduzione delle emissioni dalle politiche pianificate ammonta a circa 280 MtCO2e nel 2030.

NE segue che è necessario un rapido aumento delle misure di mitigazione e una rapida transizione verso un’economia decarbonizzata.

Inoltre, il nostro Paese potrebbe colmare parte del divario con impegni concreti per aiutare la mitigazione nei Paesi in via di sviluppo, se queste azioni di mitigazione fossero veramente aggiuntive, contribuendo a una mitigazione complessiva delle emissioni globali, senza che queste siano contabilizzate come parte integrante degli obiettivi di riduzione di quei Paesi.

[1] Il metodo che indica quale dovrebbe essere il contributo totale di un Paese per dare un giusto ed equo contributo agli sforzi globali per attuare l’Accordo di Parigi.

Le buone pratiche per il riuso, riduzione e riciclo, Mercoledì 24 Novembre 2021, ore 12.30

Confindustria Cisambiente organizza un convegno nell’ambito della Settimana Europea della Riduzione die rifiuti, per mostrare il proprio impegno, ma soprattutto le buone pratiche in termini di riuso, riduzione e riciclo dei rifiuti messe in campo dalle proprie Aziende. Modera l’evento Stefano Sassone.

Che cosè la settimana europea per la riduzione dei rifiuti

La Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (SERR) è un’iniziativa volta a promuovere la realizzazione di azioni di sensibilizzazione sulla sostenibilità e sulla corretta gestione dei rifiuti nel corso di una sola settimana nel mese di novembre.

La SERR consiste in una elaborata campagna di comunicazione ambientale che intende promuovere, tra i cittadini, una maggiore consapevolezza sulle eccessive quantità di rifiuti prodotti e sulla necessità di ridurli drasticamente. L’accento è quindi sulla prevenzione dei rifiuti e ogni azione della  Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti mostra come ogni attore della società – compresi i singoli cittadini – possa, in modo creativo, contribuire a ridurre i rifiuti in prima persona e a comunicare questo messaggio d’azione agli altri.

La Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti nasce all’interno del Programma LIFE+ della Commissione Europea con l’obiettivo primario di sensibilizzare le istituzioni, i consumatori e tutti gli altri stakeholder circa le strategie e le politiche di prevenzione dei rifiuti messe in atto dall’Unione Europea, che gli Stati membri devono perseguire, anche alla luce delle recenti disposizioni normative (direttiva quadro sui rifiuti, 2008/98/CE).

Confindustria Cisambiente

Confindustria Cisambiente è l’associazione del settore Ambiente ed Ecologia (che interessa e comprende anche il variegato mondo dei sottoprodotti e dell’energia rinnovabile proveniente da rifiuto e delle bonifiche) che è stata costituita nel 2016 all’interno di Confindustria.

La costola verde degli industriali italiani oggi può vantare, a meno di tre anni di vita, oltre 600 iscritti, un fatturato complessivo di oltre 15 miliardi di euro e 40 mila dipendenti.

Le Aziende che compongo il panorama associativo di Confindustria Cisambiente sono distribuite equamente nel territorio nazionale – isole comprese – e caratterizzano in modo altamente positivo l’intera filiera dell’Economia Circolare: dalla raccolta del rifiuto, al suo recupero di smistamento, al suo riciclo e smaltimento fino ad arrivare alla produzione di energia e di nuove materie prima da riutilizzare reinserendole nel circuito produttivo.

L’Associazione Cisambiente è saldamente legata alle Istituzioni di settore, al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (del quale può vantare i patrocini alle iniziative), esprime con il Comitato di Presidenza, con i Consiglieri Generali, il Direttore Generale e lo staff, un altissimo livello di professionalità che si muove attivamente nella Penisola attivando tutti quei circuiti e sensori che compongono il cuore dell’Economia Circolare, arrivando ad istruire le nuove generazioni con Progetto Formativi che vanno dalle scuole dell’obbligo fino all’Università.

I motivi alla base della partecipazione

Con la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (SERR) si pone l’accento sul comportamento di ogni singolo attore sullo scenario e come ciascuno possa, in modo creativo, contribuire a ridurre il proprio impatto con azioni quotidiane: Confindustria Cisambiente partecipa in quanto rappresenta uno degli attori principali sullo scenario dell’economia circolare, la quale si declina anche con azioni volte a sensibilizzare i soggetti coinvolti per renderli partecipi e perno essenziale attraverso il quale realizzare concretamente i principi della green economy.

Per la locandina dell’Evento. 

RIFIUTI E BUONE PRATICHE RIUSO RIDUZIONE E RICICLO I 24 novembre 2021 ore 12.30

CONAI: on line il nuovo sito sull’etichettatura ambientale

Novità dal CONAI per quanto riguarda l’obbligo di etichettatura ambientale degli imballaggi previsto dall’art. 219 del TUA. È disponibile on-line una nuova piattaforma a tale scopo dedicata.

Il nuovo sito per l’etichettatura

CONAI, consorzio nazionale imballaggi ha predisposto il nuovo sito sull’etichettatura degli imballaggi, cliccando qui.

Al momento il sito è in italiano ma nei prossimi giorni sarà reso fruibile anche in inglese, in tedesco  e in spagnolo.

Rispetto alla versione precedente, il sito consente una navigazione più organizzata e fruibile per l’utente, garantendo inoltre l’accesso a ulteriori contenuti, in particolare:

  • la lista degli 85 esperti “accreditati” grazie alle due edizioni del corso organizzato in partnership con TuttoAmbiente, a cui le aziende possono accedere per prendere contatti e richiedere consulenze dedicate. A tal proposito, vi informiamo che, vista la buona riuscita delle prime due edizioni del corso, è stata lanciata una terza edizione. Ulteriori informazioni sono disponibili qui.
  • una sezione dedicata alle “good ideas” di etichettatura à si tratta di quanto è stato inviato dalle aziende nell’ambito della Call for Good Ideas lanciata in occasione della CONAI Academy Week – Questioni di etichetta. La sezione sarà in continuo aggiornamento grazie a quanto le aziende continueranno ad inviareal Consorzio, tramite l’apposito form presente sul sito.
  • una sezione dedicata ai webinar della CONAI Academy.

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Book

E’ in libreria e sullo shop-on line di Amazon, il mio nuovo volume dedicato alle “Procedure Autorizzative Ambientali IIa Edizione. Cosa cambia con il “Semplificazioni bis” (DL n. 77/2021/)”.

Le “Procedure Ambientali” costituisce il primo volume della nuova collana dal titolo “L’Economia circolare dispiegata”, il visibile filo rosso che lega assieme le diverse monografie che la compongono, ciascuna delle quali è stata sviluppata con l’obiettivo di evidenziare i principi cui dovrebbero essere ispirati i modi di operare di cittadini, imprese, e pubbliche amministrazioni chiamati ad implementarli, i quali possono rendere, se correttamente attuati, “circolare” il nostro sistema economico. Per acquistare la tua copia, clicca qui!

 
 

Formazione

Eroghiamo corsi da remoto sui temi dei rifiuti e delle bonifiche.

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  • scrivi su Whatsapp oppure chiama il : + 39 334 27 12 424
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