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Fondo Centrale di Garanzia Riserva PON IC: focus sulle risorse REACT-EU

Il MISE rende operativa una delle misure introdotte in seguito all’assegnazione al Programma di fondi aggiuntivi resi disponibili dall’iniziativa europea REACT-EU. Il plafond a disposizione, complessivamente 1,8 miliardi di euro, è frutto dell’incremento delle risorse a supporto delle PMI attraverso la Riserva PON del Fondo Centrale di garanzia. In linea con REACT-EU, il PON IC rafforza con 500 milioni di euro le azioni per il sostegno all’accesso al credito delle imprese.

Il tema

La Riserva PON del Fondo Centrale di Garanzia rappresenta uno dei principali strumenti del PON Imprese e Competitività utili a rispondere agli effetti della perdurante emergenza sanitaria.

Inserita dal 2020, nell’ambito del percorso avviato dalla Direzione generale Incentivi alle Imprese del MiSE conclusosi con l’ultima riprogrammazione del PON (decisione della Commissione europea C(2021)5865 del 3 agosto 2021), tra le misure specifiche per rispondere alla crisi socioeconomica in atto, per essa è stata recentemente formalizzata l’assegnazione alla Riserva PON IC di ulteriori risorse finanziarie, a valere sulle risorse React-EU, per un importo complessivo di 500 milioni di euro[1], ed in particolare:

  • 400 milioni di euro vengono destinati alle regioni del Mezzogiorno
  • 100 milioni di euro sono indirizzati alle regioni del Centro-Nord.

Il termine per il riconoscimento del sostegno alle imprese,  attraverso le risorse React-EU, è il 31 dicembre del 2023.

Il rafforzamento dell’intervento del Fondo di garanzia, grazie alle risorse React-EU, si pone l’obiettivo di rispondere agli incrementati fabbisogni di liquidità delle imprese derivanti dalla crisi economica prodotta dall’emergenza sanitaria da Covid-19, operando in applicazione alle novità normative introdotte dal Decreto Liquidità. Tra gli altri elementi di novità, in linea con quanto definito dal Regolamento UE n. 2020/2221:

  • il sostegno attraverso le risorse React-EU prevede l’accesso alla garanzia pubblica del Fondo, a supporto dei finanziamenti concessi alle imprese, anche per le operazioni finanziarie garantite dal 1° aprile 2020;
  • per le spese relative alle operazioni ammissibili è previsto un tasso di cofinanziamento dell’Unione europea del 100%.

Per maggiori approfondimenti

Per la normativa di riferimento – Riserva Centrale Fondo di Garanzia REACT EU:

https://www.mise.gov.it/index.php/it/normativa/decreti-ministeriali/2043144-decreto-ministeriale-3-dicembre-2021-incremento-della-dotazione-finanziaria-della-riserva-pon-ic-del-fondo-di-garanzia-per-le-pmi

https://www.mise.gov.it/index.php/it/incentivi/impresa/fondo-di-garanzia-per-le-pmi


[1] A partire dall’introduzione del nuovo obiettivo tematico del Programma individuato nell’Asse VI “Promuovere il superamento degli effetti della crisi nel contesto della pandemia di COVID-19 e delle sue conseguenze sociali e preparare una ripresa verde, digitale e resiliente dell’economia”

Webinar “PON IC-REACT EU bando investimenti sostenibili 4.0”: on line, il prossimo 28 aprile 2022

L’evento, organizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico – Direzione Generale Incentivi alle Imprese, in collaborazione con CNA, sarà l’occasione per presentare il Bando Investimenti Innovativi 4.0, il regime di aiuto per il sostegno, sull’intero territorio nazionale, di nuovi investimenti imprenditoriali innovativi e sostenibili volti a favorire la trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa.

Il bando investimenti 4.0

Cos’è

Si tratta di regime di aiuto per il sostegno, nell’intero territorio nazionale, di nuovi investimenti imprenditoriali innovativi e sostenibili. L’obiettivo è favorire la trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa, al fine di superare la contrazione indotta dall’emergenza Covid e di orientare la ripresa degli investimenti verso ambiti strategici per la competitività e la crescita sostenibile del sistema economico.

La misura prevede la concessione e l’erogazione di agevolazioni in favore di programmi di investimento proposti da micro, piccole e medie imprese conformi ai vigenti principi di tutela ambientale e ad elevato contenuto tecnologico, coerente con il piano Transizione 4.0, con priorità per quelli in grado di offrire un particolare contributo agli obiettivi di sostenibilità definiti dall’Unione europea e per quelli volti, in particolare, a:

  • favorire la transizione dell’impresa verso il paradigma dell’economia circolare;
  • migliorare la sostenibilità energetica dell’impresa.

La dotazione finanziaria

La dotazione finanziaria complessiva dello strumento è pari a euro 677.875.519,57, di cui:

  • 250.207.123,57 euro per le Regioni del Centro – Nord a valere sulle risorse dell’iniziativa “REACT – EU” destinate all’Asse prioritario VI del Programma Operativo Nazionale (PON) “Imprese e competitività” 2014-2020, come modificato da ultimo con la decisione di esecuzione C(2021) 5865 finale, del 3 agosto 2021;
  • 427.668.396,00 euro per le Regioni del Mezzogiorno.

Una quota pari al 25% della dotazione finanziaria complessiva è destinata ai programmi proposti dalle micro e piccole imprese.

Quadro di riferimento

La misura, istituita con il decreto ministeriale 10 febbraio 2022, si pone in continuità con gli interventi promossi dai bandi “Macchinari Innovativi” (decreti ministeriali del 9 marzo 2018 e del 30 ottobre 2019), rispetto ai quali presenta comunque significativi elementi di novità.

L’intervento agevolativo è definito nell’ambito della comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final («Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19») e successive modificazioni e integrazioni, e, in particolare, della Sezione 3.13 (“Sostegno agli investimenti per una ripresa sostenibile”), ai sensi e nei limiti della quale sono concessi gli aiuti.

A chi si rivolge

Le agevolazioni sono concesse alle micro, piccole e medie imprese (PMI) che alla data di presentazione della domanda devono:

  • essere regolarmente costituite, iscritte e «attive» nel registro delle imprese;
  • essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali;
  • non essere già in difficoltà al 31 dicembre 2019, fatte salve le deroghe previste per le micro e piccole imprese dalla disciplina in materia di aiuti di riferimento;
  • trovarsi in regime di contabilità ordinaria e disporre di almeno due bilanci approvati e depositati presso il registro delle imprese ovvero aver presentato, nel caso di imprese individuali e società di persone, almeno due dichiarazioni dei redditi;
  • essere in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia e urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente ed essere in regola in relazione agli obblighi contributivi;
  • aver restituito somme dovute a seguito di provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero;
  • non aver effettuato, nei due anni precedenti la presentazione della domanda, una delocalizzazione verso l’unità produttiva oggetto dell’investimento;
  • non trovarsi in una delle situazioni di esclusione previste dall’art. 5, comma 2, del DM 10 febbraio 2022.

Cosa finanzia

I programmi di investimento devono:

  • prevedere l’utilizzo delle tecnologie abilitanti afferenti al piano Transizione 4.0. e l’ammontare di tali spese deve risultare preponderante rispetto al totale dei costi ammissibili del programma;
  • essere diretti all’ampliamento della capacità alla diversificazione della produzione, funzionale a ottenere prodotti mai fabbricati in precedenza o al cambiamento fondamentale del processo di produzione di un’unità produttiva esistente ovvero alla realizzazione di una nuova unità produttiva;
  • essere realizzati presso un’unità produttiva localizzata nel territorio nazionale;
  • rispettare le seguenti soglie di importo delle spese ammissibili:
  1. nel caso di programmi di investimento da realizzare nelle Regioni Molise, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna, spese ammissibili non inferiori complessivamente a 500 mila euro e non superiori a 3 milioni di euro e, comunque, all’80% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato
  2. nel caso di programmi di investimento da realizzare nelle Regioni Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Trentino Alto-Adige, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto, spese ammissibili non inferiori complessivamente a un milione di euro e non superiori a 3 milioni di euro e, comunque, all’80% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato
  • essere avviati successivamente alla presentazione della domanda;
  • prevedere un termine di ultimazione non successivo a dodici mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni.

Per i programmi caratterizzati da un particolare contenuto di sostenibilità, sono previsti specifici criteri di valutazione, che consentono all’impresa proponente di conseguire un punteggio aggiuntivo nell’ambito dell’attività di valutazione dell’istanza prevista per l’accesso alle agevolazioni.

Attività economiche ammesse

Sono ammesse le attività manifatturiere, ad eccezione delle attività connesse ad alcuni settori caratterizzati da limitazioni derivanti dalle disposizioni europee di riferimento (siderurgia; estrazione del carbone; costruzione navale; fabbricazione delle fibre sintetiche; trasporti e relative infrastrutture; produzione e distribuzione di energia, nonché delle relative infrastrutture) o a programmi di investimento che, arrecando un danno significativo agli obiettivi ambientali definiti a livello europeo, non garantiscono il rispetto del principio DNSH (Do No Significant Harm, “non arrecare un danno significativo”).

Sono inoltre ammesse le attività di servizi alle imprese elencate nell’allegato 4 del decreto 10 febbraio 2022.

Spese ammissibili

Sono ammissibili alle agevolazioni le spese strettamente funzionali alla realizzazione dei programmi di investimento di cui all’articolo 6 del decreto 10 febbraio 2022, relative all’acquisto di nuove immobilizzazioni materiali e immateriali, come definite agli articoli 2423 e seguenti del codice civile, che riguardino:

  1. macchinari, impianti e attrezzature
  2. opere murarie, nei limiti del 40% del totale dei costi ammissibili
  3. programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei beni materiali di cui alla lettera a)
  4. acquisizione di certificazioni ambientali

Per i progetti di investimento volti al miglioramento della sostenibilità energetica dell’impresa, sono, inoltre, ammissibili le spese aventi ad oggetto servizi di consulenza diretti alla definizione della diagnosi energetica di cui al decreto legislativo 4 luglio 2014 n. 102, nei limiti del 3% dell’importo complessivo delle spese ammissibili e a condizione che l’effettuazione della diagnosi non costituisca un adempimento obbligatorio per l’impresa ai sensi della normativa di riferimento.

Le agevolazioni

Le agevolazioni sono concesse, ai sensi e nei limiti di quanto previsto dalla sezione 3.13 del Temporary framework, nella forma del contributo in conto impianti, a copertura di una percentuale nominale massima delle spese ammissibili determinata in funzione del territorio di realizzazione dell’investimento e della dimensione delle imprese beneficiarie. In particolare:

  • per i programmi di investimento da realizzare nei territori delle Regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, il contributo massimo è pari al 60% delle spese ammissibili per le imprese di micro e piccola dimensione e al 50% per le imprese di media dimensione
  • per i programmi di investimento da realizzare nei territori delle regioni Basilicata, Molise e Sardegna, il contributo massimo è pari al 50% delle spese ammissibili per le imprese di micro e piccola dimensione e al 40% per le imprese di media dimensione
  • per i programmi di investimento da realizzare nelle Regioni Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Trentino Alto-Adige, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto, il contributo massimo è pari al 35% per le imprese di micro e piccola dimensione e al 25% delle spese ammissibili per le imprese di media dimensione

Termini e modalità di presentazione delle domande

Le agevolazioni sono concesse sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello. Le domande di agevolazione devono essere presentate, esclusivamente per via telematica, attraverso l’apposita procedura informatica messa a disposizione sul sito internet del Soggetto gestore Invitalia SpA.

Con decreto direttoriale 12 aprile 2022 sono disciplinati termini e modalità di presentazione delle domande:

  • a partire dalle ore 10.00 del 4 maggio 2022 è possibile, attraverso la procedura informatica raggiungibile sul sito del Gestore, procedere alla compilazione della domanda; 
  • dalle ore 10.00 del 18 maggio 2022 le domande compilate potranno essere inviate.

Normativa

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MISE: al via gli investimenti su componenti e sistemi elettronici

Con il Decreto Ministeriale 24 marzo 2022 “Horizon”, attivati da  parte del MISE i i finanziamenti per progetti di ricerca e sviluppo nel programma europeo Horizon.

Il tema

L’Italia deve assicurare il conseguimento dei target e degli obiettivi finanziari stabiliti nel PNRR, quali l’obiettivo di assegnare almeno 205 progetti presentati dalle imprese aggiudicatarie di partenariato Horizon Europe entro dicembre 2025 (target M4C2-2) e che essi presentino un investimento privato corrispondente dai 23 ai 286 milioni di euro a dicembre 2026 (target M4C2-00-ITA-28).

Inoltre il Decreto viene motivato dall’esigenza del nostro Paese di sostenere, nell’attuale congiuntura economica, la competitività di specifici ambiti territoriali o settoriali attraverso un intervento in grado di sviluppare condizioni favorevoli agli investimenti nella conoscenza e nell’innovazione e di promuovere relazioni più strette tra la comunità dei ricercatori e l’industria, contribuendo a stimolare l’innovazione scientifica tecnologica in modo da conseguire una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva nell’Unione europea.

L’idea di fondo è quella di promuovere relazioni più strette tra la comunità dei ricercatori e l’industria, in modo da conseguire una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva nell’Unione europea e di sostenere la valorizzazione economica dell’innovazione sull’intero territorio nazionale attraverso la sperimentazione e l’adozione di soluzioni innovative di alto profilo.

Pertanto, l’Atto va a definire i criteri generali per l’erogazione delle risorse finanziarie in favore dei progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale delle imprese italiane selezionati nei bandi emanati dalle istituzioni UE.

Il plafond previsto dal Decreto

Ciò premesso, il MISE ritiene, con l’atto, opportuno destinare 10 milioni di euro per sostenere le progettualità delle imprese italiane selezionate in talune call, emanate nel corso del 2021, dall’impresa comune KDT[1], a valere sulle risorse PNRR- Partenariati-Horizon Europe.

Per maggiori informazioni

Il testo del Decreto, in corso di registrazione alla Corte dei conti:

https://www.mise.gov.it/images/stories/normativa/Decreto_Ministeriale_horizon_24_03_2022.pdf

[1] Si tratta di un ‘Iniziativa Tecnologica Congiunta, che rappresenta il pilastro portante della strategia industriale dell’Unione europea nel campo dell’elettronica, intesa a contribuire, attraverso il finanziamento di progetti innovativi, sia a rafforzare l’autonomia strategica dell’Unione in materia di componenti e sistemi elettronici, per sostenere le esigenze future delle industrie e dell’economia in generale, sia a contribuire a raddoppiare il valore della progettazione e produzione di componenti e sistemi elettronici in Europa entro il 2030, agevolando la partecipazione di quanti sono impegnati nella ricerca e nell’innovazione.

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MiSE DGIAI  (Direzione generale per gli incentivi alle imprese): i nuovi obiettivi di sostenibilità 

In relazione alla fase di programmazione 2021-2027 individuati dal MiSE DGIAI obiettivi di sostenibilità di riferimento per la VAS del nuovo Programma Nazionale 21-27.  La Direzione avvierà la procedura di riferimento allo scopo di agevolare la partecipazione, a tutto il percorso, dei soggetti interessati.

Gli ambiti tematici

Gli ambiti tematici individuati sono:

  • Salute e benessere;
  • Biodiversità;
  • Gestione delle risorse naturali (aria, acqua, suolo);
  • Gestione del territorio, del paesaggio e dei beni culturali;
  • Modelli di produzione e consumo;
  • Ricerca e innovazione;
  • Decarbonizzazione dell’economia.

Il focus della programmazione 21-27

In particolare, nel periodo 2021-27 è la sostenibilità ad essere al centro dell’agenda internazionale. L’avvio della suddetta valutazione ambientale strategica coinciderà con la prima fase di consultazione (fase di scoping) tra l’Amministrazione, l’autorità competente in materia –la Direzione per le Valutazioni Ambientali del MiTE – e i soggetti individuati.

La procedura di Valutazione Ambientale Strategica prevederà due fasi di consultazione:

  1. coinvolgimento di un insieme di soggetti competenti in materia ambientale che visioneranno il Rapporto Preliminare, al fine di definire i contenuti del Rapporto Ambientale;
  2. consultazione aperta a tutti sui contenuti del Rapporto Ambientale, che potrà essere visionato per eventuali osservazioni, entro 45 giorni dalla pubblicazione, da parte del MiSE, dell’Avviso in Gazzetta Ufficiale.

Le novità della Programmazione 21-27 e gli impatti sulle attività di Valutazione

Tra le sfide del nuovo ciclo 21-27 e delle politiche di coesione, una novità rilevante è rappresentata dal rispetto del principio del Do No Significant Harm, che riguarda la necessità di valutare se un investimento possa o meno arrecare un danno significativo ai sei obiettivi ambientali (art. 9 del Regolamento Tassonomia):

  • Mitigazione dei cambiamenti climatici
  • Adattamento ai cambiamenti climatici
  • Uso sostenibile o protezione delle risorse idriche e marine
  • Economia circolare
  • Prevenzione e riduzione dell’inquinamento
  • Protezione e ripristino di biodiversità e degli ecosistemi.

La Valutazione Ambientale Strategica fornirà elementi utili anche alla valutazione del principio del «non arrecare danno significativo».

Il monitoraggio degli impatti ambientali significativi

Il monitoraggio degli effetti ambientali “significativi” prodotti dall’attuazione dei Piani e Programmi è un obbligo puntuale per gli Stati dell’Unione europea e, in questo contesto, la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) assume un ruolo rilevante per la fase di avvio dei Programmi.

La Valutazione Ambientale Strategica VAS valuta ex ante gli effetti che gli interventi promossi da Piani e Programmi producono sull’ambiente.

Non si limita soltanto all’impatto ambientale, ma, redatta parallelamente alla fase di avvio dei Programmi, quindi all’inizio di ogni ciclo, considera anche gli effetti che i piani e i programmi producono sul contesto economico e sociale.

Tra i principali obiettivi garantire un elevato livello di protezione dell’ambiente e migliorare la qualità decisionale in una ottica di sviluppo sostenibile, anche attraverso il coinvolgimento della società civile, che è coinvolta nelle fasi di definizione.

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Cingolani contro il caro Energia

Lo scorso 16 Marzo Roberto Cingolani è intervenuto sul tema del caro energia. Ecco la sue parole, rese nel corso di una informativa presso il Senato della Repubblica.

Intervento Cingolani su caro energia

Lo scorso 16 marzo, il prof. Roberto Cingolani ha realizzato una significativa informativa riguardante gli ulteriori rincari del costo dell’energia e le indicazioni fornite dall’Esecutivo al fine contrastarne gli effetti negativi su Cittadini ed Imprese, toccando i seguenti punti.

Il sistema di approvvigionamento energetico italiano è diversificato

Nell’aula del Senato, il Titolare del Dicastero della Transizione Ecologica ha innanzitutto premesso che :

  • il nostro Paese, ad oggi, dipende significativamente dalle importazioni di gas (95%);
  • negli ultimi vent’anni la tendenza mostrata è quella di un incremento delle importazioni dalla Russia e una diminuzione della produzione interna.

Ciò detto ha chiarimento come il nostro sistema di approvvigionamento e trasporto sia diversificato e resiliente rispetto ad altri Stati membri UE, constando di cinque gasdotti e tre rigassificatori.

Le forniture di gas naturale sono regolari

Le forniture sono regolari, sebbene l’Europa continui, ancora oggi, ad acquistare gas dalla Russia, per cui non si si manifestano, nell’immediato, problemi sul punto[1]: il Ministro ritiene necessario diversificare le fonti di approvvigionamento, chiarendo che sono state predisposte misure sul punto per accelerare tale processo.

L’aumento dei prezzi dei carburanti è inaccettabile e speculativo

Sul tema dell’aumento dei prezzi, Cingolani ha asserito che esso è inaccettabile e legato a speculazioni finanziarie, impattando maggiormente i Paesi che hanno un mix energetico ridotto.

La ricetta per aumentare la sicurezza energetica

La sicurezza energetica passa per le semplificazioni amministrative relative alla realizzazione degli impianti per le rinnovabili, considerando che si potrebbe intervenire anche con misure di contenimento dei consumi e di efficientamento.

Le problematiche legate all’importazioni del gas russo

LA questione dell’importazione del gas dalla Russia è è un problema da ritenersi superato nel lungo periodo, in quanto sono già state avviate misure strutturali, da coordinare con un pacchetto promosso dalla Comunità europea, rilasciato proprio questi giorni, per eliminare definitivamente la dipendenza, sotto questo profilo, da questo Paese.

L’Italia ha avanzato proposte alla Commissione europea, fra cui l’indicazione di un prezzo massimo europeo, il disaccoppiamento dei prezzi delle rinnovabili dal prezzo del gas.

Per quanto riguarda l’andamento del prezzo del carburante, dovuto in parte alla diminuita disponibilità di diesel, Cingolani ha ricordato che c’è un accordo fra Usa ed Europa per aumentare le quantità immesse sul mercato; il Governo ha inoltre ipotizzato accise mobili.

Per completezza alleghiamo il testo integrale dell’intervento del Ministro.


[1] considerati i volumi stoccati e le condizioni climatiche, mentre per l’inverno prossimo potrebbero manifestarci criticità legate ai fabbisogni di stoccaggio e all’evoluzione del prezzo del gas che determina quello dell’elettricità

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Progetti innovativi 4.0 e risparmio energetico: dal MISE 678 milioni per le PMI

Importanti novità per le piccole e medie imprese italiane (PMI). Varato dal Ministero dello sviluppo economico (MISE) un decreto che consente alle stesse di poter veder finanziati i propri progetti, purchè favoriscano la trasformazione digitale dell’attività manifatturiera attraverso l’utilizzo di tecnologie abilitanti individuate dal piano Transizione 4.0.

Il Decreto del MISE

Con un Decreto firmato MISE vengono disciplinati i finanziamenti garantiti dal programma d’investimento europeo React-Eu e dai fondi di coesione.

In particolare, i finanziamenti previsti dal nuovo regime di aiuti sono destinati per circa 250 milioni agli investimenti da realizzare nelle regioni del Centro – Nord, mentre circa 428 milioni sono previsti per quelli nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna). Di queste risorse, una quota pari al 25% è destinata ai progetti proposti dalle micro e piccole imprese.

L’entità dei finanziamenti

L’importo massimo agevolabile per ogni investimento innovativo non potrà essere superiore a 3 milioni di euro e dovrà favorire la trasformazione digitale dell’attività manifatturiera delle Pmi attraverso l’utilizzo di tecnologie abilitanti individuate dal piano Transizione 4.0. Una particolare attenzione verrà rivolta ai progetti che puntano a favorire l’ economia circolare, la sostenibilità ambientale e il risparmio energetico.

Condizioni per l’erogazione

Le imprese che richiederanno l’agevolazione non dovranno però aver effettuato, nei due anni precedenti la presentazione della domanda, una delocalizzazione verso uno stabilimento situato in un’altra parte dello Spazio Economico Europeo (SEE) che realizzi prodotti o servizi oggetto dell’investimento, impegnandosi a non farlo anche fino ai 2 anni successivi al completamento dell’investimento stesso.

Le agevolazioni verranno concesse utilizzando le possibilità offerte dal Temporary framework comunitario.

Il decreto è stato inviato alla Corte dei Conti per la registrazione. Le PMI interessate potranno presentare domanda nei termini e nelle modalità che verranno definite con un successivo provvedimento ministeriale.

Per maggiori informazioni

https://www.ponic.gov.it/sites/PON/news/PMI_678milioni_1495117762809

Sostegno per le grandi imprese in difficoltà: le caratteristiche del Fondo GID

Il Fondo GID (Sostegno Grandi Imprese),  è rivolto alle imprese in temporanea difficoltà finanziaria, per sostenere la ripresa o la continuità dell’attività, nell’ambito di piani, realistici e credibili, di rilancio dell’impresa o di un suo asset. Scopriamo tutte le caratteristiche in questo articolo.

In cosa consiste

Il Fondo opera attraverso la concessione di prestiti quinquennali a tasso agevolato a favore di Grandi Imprese e imprese in amministrazione straordinaria, ed è istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico, con una dotazione di 400 milioni di euro.

Il sostegno finanziario è stato autorizzato dalla Commissione europea nell’ambito del “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del Covid-19”: se la società ha ottenuto ulteriori aiuti in termini di garanzie o di tassi di interesse – per finanziamenti diversi – nell’ambito del citato regime comunitario, la somma di tali aiuti e del prestito del Fondo non potrà comunque superare il limite massimo del prestito come sopra dettagliato.

A chi si rivolge

Il Fondo è destinato alle Grandi Imprese e alle imprese in amministrazione straordinaria. Sono escluse le imprese a controllo pubblico diretto ed indiretto e quelle che operano nei settori bancario, finanziario e assicurativo. Non è prevista una valutazione del merito creditizio.

Requisiti soggettivi

Le imprese devono:

  • avere sede legale ed operativa in Italia
  • versare in situazione di temporanea difficoltà finanziaria in relazione alla crisi economica connessa con l’emergenza epidemiologica da Covid-19. Ai fini dell’accesso al Fondo sono considerate tali se presentano flussi di cassa prospettici inadeguati a far fronte regolarmente alle obbligazioni pianificate o se si trovano in situazione di difficoltà[1] sorta dopo il 31 dicembre 2019
  • non essere sottoposte a procedure di tipo liquidatorio

Cosa finanzia

Il Fondo Sostegno Grandi Imprese finanzia investimenti, costo del lavoro e capitale d’esercizio ed interviene concedendo prestiti agevolati a 5 anni finalizzati a sostenere la ripresa o la continuità dell’attività, nell’ambito di piani, realistici e credibili, di rilancio dell’impresa o di un suo asset.

Il rimborso avviene a partire dai 12 mesi successivi alla prima (o unica) erogazione, con un piano di ammortamento a rate costanti semestrali e posticipate al 31 maggio e 30 novembre di ogni anno.

Il tasso agevolato è pari allo 0,10% per il primo anno, 0,55% per il secondo e terzo anno e 1,55% per il quarto e quinto anno.

L’importo complessivo del finanziamento non può eccedere i 30 milioni di euro. Nel caso di più imprese beneficiarie appartenenti allo stesso gruppo, il limite si applica con riferimento all’intero gruppo. L’importo può  essere incrementato, fermi restando i limiti di seguito specificati, nel caso in cui al sostegno del piano aziendale partecipino, con proprie risorse, anche la Regione interessata ovvero altre Amministrazioni o Enti.

L’ammontare massimo del prestito non deve essere superiore, alternativamente:

  • al 25% del fatturato totale 2019;
  • al doppio della spesa salariale del 2019 o dell’ultimo esercizio disponibile.

Nel caso di imprese create dopo il 1° gennaio 2019, l’importo massimo del finanziamento non può superare i costi salariali annui previsti per i primi due anni di attività.

Come funziona

L’ammissione deve avvenire entro il 30 giugno 2022.

Il Fondo Sostegno Grandi Imprese prevede una procedura a sportello: non ci sono graduatorie.

Le domande vengono valutate da Invitalia in base all’ordine di arrivo, fino ad esaurimento dei fondi.

La delibera di ammissione deve essere adottata entro il 30 giugno 2022, salvo prolungamento del regime di aiuti Covid.

Analisi della domanda

Il percorso di valutazione comprende i seguenti passaggi:

  • la società presenta richiesta di finanziamento a Invitalia esclusivamente tramite la procedura informatica appositamente predisposta, allegando tutta la documentazione necessaria
  • Invitalia, entro 60 giorni dal ricevimento della domanda, procede alle verifiche di ammissibilità, chiedendo eventualmente integrazioni in caso di necessità (da fornire entro 10 giorni)
  • in caso di esito positivo della valutazione, Invitalia adotta la delibera di ammissione e richiede i documenti necessari per la stipula del contratto di finanziamento, a cui segue l’erogazione del prestito

La società è tenuta ad aprire un conto corrente dedicato da utilizzare esclusivamente per gli utilizzi del Fondo.

Il piano aziendale deve contenere dettagliate informazioni in ordine a:

  • la compagine societaria dell’impresa richiedente, con particolare riferimento alle capacità imprenditoriali;
  • la situazione di temporanea difficoltà finanziaria in essere
  • le azioni che si intendono porre in essere per sostenere la ripresa o la continuità dell’attività d’impresa al fine di ripristinare la redditività nel medio periodo e consentire il rimborso del finanziamento del Fondo a scadenza, nonché per ridurre gli impatti occupazionali connessi alla situazione di temporanea difficoltà finanziaria;
  • i fabbisogni e i tempi previsti per l’attuazione delle azioni citate
  • le ulteriori azioni che si intendono intraprendere ai fini di una eventuale operazione di ristrutturazione aziendale.

Il piano aziendale deve essere redatto, certificato e firmato digitalmente da professionisti aventi i requisiti previsti per l’iscrizione all’Albo – di cui all’articolo 356 e seguenti del decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14 (Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza) – e non collegati contrattualmente alla società incaricata della revisione legale obbligatoria o facoltativa del bilancio societario.

Fino all’ integrale rimborso del finanziamento la società è tenuta a fornire annualmente un rendiconto periodico per attestare il rispetto delle condizioni del finanziamento e il mantenimento degli impegni assunti.

Per maggiori informazioni

Cliccare qui: https://www.invitalia.it/cosa-facciamo/rafforziamo-le-imprese/fondo-gid/cose


[1] In relazione al settore di attività in cui operano, ai sensi dell’articolo 2, punto 18, del regolamento (UE) n. 651/2014, dell’articolo 2, punto 14, del regolamento (UE) n. 702/2014 o dell’articolo 3, punto 5 del regolamento (UE) n. 1388/2014.