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Cronoprogramma attuazione PNRR: Cingolani firma il Decreto

Adottato il cronoprogramma per l’attuazione del PNRR. Con esso vengono individuate le azioni, gli obiettivi e le misure da perseguire nella definizione delle politiche istituzionali per assicurare un’effettiva transizione verso un’economia di tipo circolare.

La strategia verso un modello di economia circolare passa per l’attuazione del PNRR

Il ministro della Transizione Economica, Prof. Roberto Cingolani ha firmato il Decreto per l’adozione del cronoprogramma di attuazione della Strategia Nazionale per l’Economia Circolare, il documento che individua le azioni, gli obiettivi e le misure da perseguire nella definizione delle politiche istituzionali per assicurare un’effettiva transizione verso un’economia di tipo circolare. Il cronoprogramma contiene i dettagli relativi alle tempistiche e alle azioni previste dalla Strategia e ne costituisce parte integrante.

La governance della Strategia è affidata all’Osservatorio per l’economia , in corso di istituzione presso il Ministero della Transizione Ecologica. L’Osservatorio avrà anche il compito di monitorare, definire e quantificare i target intermedi e di fornire gli indirizzi per l’eventuale integrazione e aggiornamento del cronoprogramma.

Il report sull’attuazione della Strategia per l’Economia Circolare, comprensivo del cronoprogramma aggiornato, sarà pubblicato annualmente sul sito istituzionale del MITE.

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PNRR, a che punto siamo?

Il Ministero della Transizione Ecologica fa il consueto punto della situazione sullo stato di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Giunto al quarto resoconto, viene sottolineato come in questi primi mesi del 2022 il Ministero della Transizione Ecologica (MiTE) ha dato impulso per l’avvio o l’accelerazione di molte delle misure relative alla Missione 2 “Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica”.

Il PNRR come volano di crescita per il Paese

rappresenta per l’Italia l’occasione di lasciare una preziosa eredità alle generazioni future, contribuendo ad una crescita economica più robusta, sostenibile e inclusiva. Data l’attuale situazione sui mercati dell’energia, le misure PNRR rappresentano inoltre una risposta strutturale ad una maggiore indipendenza ed efficienza dei mercati (e.g., tramite lo sviluppo delle rinnovabili, dell’efficienza energetica, dell’idrogeno e del biometano) e per questo la loro piena e rapida attuazione è ancora più importante.

Maggio 2022

Il PNRR rappresenta per l’Italia l’occasione di lasciare una preziosa eredità alle generazioni future, contribuendo ad una crescita economica più robusta, sostenibile e inclusiva. Data l’attuale situazione sui mercati dell’energia, le misure PNRR rappresentano inoltre una risposta strutturale ad una maggiore indipendenza ed efficienza dei mercati (e.g., tramite lo sviluppo delle rinnovabili, dell’efficienza energetica, dell’idrogeno e del biometano) e per questo la loro piena e rapida attuazione è ancora più importante.

In questi primi mesi del 2022 il Ministero della Transizione Ecologica (MiTE) ha dato impulso per l’avvio o l’accelerazione di molte delle misure relative alla Missione 2 “Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica”. Di seguito una breve nota che descrive:

Una sintesi degli obiettivi e dello stato di avanzamento complessivo delle misure del Piano a titolarità MiTE;

Una visione di insieme dei principali risultati conseguiti nel corso dei primi mesi del 2022;

Un approfondimento su Milestone e Target (M&T) conseguiti e attesi per il 2022

Sintesi degli obiettivi e dello stato di avanzamento complessivo

Tramite il PNRR il MiTE si propone di accelerare e rendere l’Italia un campione globale della transizione ecologica [v. Allegato – Tavola 2, pagina 4]. In particolare: i) rendere l’Italia più resiliente agli inevitabili cambiamenti climatici; ii) rendere il sistema italiano più sicuro e più sostenibile nel lungo termine garantendone la competitività; iii) sviluppare una leadership internazionale industriale e scientifica nelle principali filiere della transizione; iv) assicurare una transizione inclusiva ed equa, massimizzando i livelli occupazionali e contribuendo alla riduzione del gap tra le Regioni; v) aumentare consapevolezza e cultura su sfide e tematiche ambientali.

È importante evidenziare come le fondamentali misure del PNRR facciano parte di un più ampio portafoglio di incentivi e riforme promosse dal MiTE per raggiungere gli obiettivi al 2030 e 2050, quali i meccanismi di supporto alle rinnovabili (e.g., decreti FER) o per la tutela dei Parchi e delle biodiversità (e.g., il programma ‘Parchi per il Clima’). Le risorse del PNRR, quindi, concorrono insieme ad altre misure al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità e hanno un ruolo soprattutto di incentivo e catalizzatore della trasformazione, in primis grazie alle riforme previste dal Piano.

Il MiTE è titolare della porzione più rilevante della Missione 2 ‘Rivoluzione Verde e transizione ecologica’ con 34,71 miliardi articolati su 26 investimenti e 12 riforme, suddivisi in 4 componenti: 1) Economia circolare e agricoltura sostenibile; 2) Energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile; 3) Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici; 4) Tutela del territorio e della risorsa idrica [Per i dettagli su investimenti e riforme v. Allegato – Tavole 3 e 4, pagine 5 e 6].

Un’attenzione particolare nella destinazione delle risorse delle iniziative a titolarità MiTE è dedicata alle Regioni del Sud, al fine di eliminare le disuguaglianze territoriali. Ad ogni modo, risulta necessario uno speciale sforzo progettuale da parte dei proponenti perché questa attenzione ‘ex-ante’ (ad esempio prevedendo in fase di bando una quota da destinare in via prioritaria al Sud) si traduca poi effettivamente in progetti implementati.

Ai fini del monitoraggio e della rendicontazione europea, il PNRR italiano prevede complessivamente 527 tra Milestone e Target (M&T). Il MiTE ne ha la quota più importante, pari a 89 distribuiti nel corso degli anni di attuazione del Piano [v. Allegato – Tavola 5, pagina 7].

Come dettagliato in seguito, il piano di attuazione delle misure procede nei tempi. Il MiTE ha pienamente realizzato tutti gli impegni del 2021 (i 7 M&T ‘europei’, cioè da rendicontare alla Commissione europea). Quest’anno dovrà raggiungere ulteriori 20 M&T, di cui 11 nel primo semestre del 2022 [v. Allegato – Tavola 6, pagina 8]. Il MiTE ne ha già conseguiti 5 in anticipo (di cui 4 – quelli relativi alle riforme – sono in attesa della conferma di rendicontazione da parte della Commissione Europea), e per i rimanenti 6 le procedure sono in corso di finalizzazione. In parallelo, per monitorare strettamente questi impegni, sono state introdotti anche M&T ‘italiani’, che rappresentano step intermedi nei cronoprogrammi per il raggiungimento degli obiettivi europei. È importante evidenziare che i M&T europei segnano le tappe fondamentali, ma il quadro di insieme che descrive lo stato di avanzamento di tutti gli interventi del PNRR è molto più ricco e composito, così come illustrato nelle sezioni successive.

Note:1 Incluso anche un investimento in M3 (Green Ports, per 0,3M€)

Principali risultati conseguiti nel corso dei primi mesi del 2022

In questi primi mesi del 2022 il MiTE ha dato impulso all’avvio o all’accelerazione di molte delle misure previste, nonché al completamento della struttura organizzativa di missione. In particolare [v. Allegato – Tavola 1, pagina 2]:

Nei primi mesi dell’anno sono stati conseguiti 5 degli 11 M&T europei attesi per il primo semestre:

M2C4 I3.2 ‘Digitalizzazione dei parchi nazionali e delle aree marine protette’: è stato emanato il DM e la relativa direttiva ai Parchi e alle aree marine, con cui si è avviato un percorso di accompagnamento all’implementazione;

M2C1 R1.3 ‘Supporto tecnico alle autorità locali’: è stato approvato l’accordo per il piano d’azione per la creazione di capacità a sostegno degli enti locali;

M2C3 R1.1 ‘Semplificazione e accelerazione delle procedure per la realizzazione di interventi per l’efficientamento energetico’: sono stati introdotti gli elementi di semplificazione e accelerazione delle procedure previsti dal PNRR, incluso l’avvio del Portale in collaborazione con Enea;

M2C4 R2.1 ‘Semplificazione e accelerazione delle procedure per l’attuazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico’: è stato accelerato il processo per la semplificazione del quadro giuridico relativo2;

M2C4 R4.2 ‘Misure per garantire la piena capacità gestionale per i servizi idrici integrati’

Sono state concluse 6 importanti procedure di ricezione di proposte progettuali, per oltre 2,7 miliardi di euro:

M2C1 I1.1 ‘Realizzazione nuovi impianti di gestione rifiuti e ammodernamento impianti esistenti’;

M2C1 I1.2 ‘Progetti faro di economia circolare’;

M2C1 I3.1 ‘Isole verdi’;

M3C2 I1.1 ‘Interventi per la sostenibilità ambientale dei porti’;

M2C1 I3.3 ‘Cultura e consapevolezza su temi e sfide ambientali’;

M2C2 I3.5 ‘Ricerca e sviluppo sull’idrogeno’.

Sono state avviate procedure per ulteriori circa 5 miliardi:

M2C2 I2.1 ‘Rafforzamento smart grid’;

M2C2 I2.2 ‘Interventi su resilienza climatica delle reti’;

M2C2 I5.2 ‘Idrogeno’;

M2C4 I3.1 ‘Tutela e valorizzazione del verde urbano ed extra urbano’.

Si è accelerato il confronto con principali stakeholders su nuove procedure per oltre 8 miliardi di euro prossime all’avvio:

M2C2 I1.2 ‘Promozione rinnovabili per le comunità energetiche e l’autoconsumo’, per le quali è stata definita con le Regioni la governance più adeguata;

M2C2 I1.4 ‘Sviluppo del biometano’, con focus sia sulle esigenze delle associazioni di categoria che sulle necessità di approfondimenti richiesti da parte della Commissione Europea;

M2C2 I3.2 ‘Utilizzo dell’idrogeno nei settori hard to abate’, con focus sulle esigenze espresse dalle associazioni di categoria e sui chiarimenti in materia di definizione di idrogeno verde ai fini PNRR da parte della Commissione Europea;

M2C3 I3.1 ‘Sviluppo di sistemi di teleriscaldamento’, con focus sulle esigenze espresse dalle associazioni di categoria;

M2C2 I1.1 ‘Sviluppo Agrovoltaico’, sia con partner tecnici che con associazioni di categoria;

M2C2 I4.3 ‘Sviluppo infrastrutture di ricarica elettrica’, per cui è stata avviata una consultazione pubblica sullo schema di proposta.

Infine, sono state portate avanti ulteriori importanti iniziative per accelerare l’attuazione del PNRR:

M2C2 R1.1 ‘Semplificazione delle procedure di autorizzazione per gli impianti rinnovabili onshore e offshore’: sono state introdotte numerose semplificazioni tramite i recenti provvedimenti in materia di energia;

È stato siglato il protocollo con il Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie per l’identificazione ed il supporto ai progetti regionali ‘flagship’;

È stata rafforzata la struttura di Missione PNRR del MiTE (descritta in seguito), anche attivando le convenzioni di supporto previste dal MEF a favore dei beneficiari/ attuatori;

Sono stati avviati studi dedicati ad analizzare potenziali criticità quali l’impatto degli attuali livelli di inflazione sulle misure e la disponibilità delle filiere produttive necessarie alla implementazione nei tempi degli interventi.

Note:1 Ulteriore rafforzamento della capacità amministrativa tramite decreto direttoriale in emanazione

Approfondimento su Milestones e Targets (M&T)

A dicembre 2021 il MiTE ha già conseguito con successo 7 M&T “UE”[v. Allegato – Tavola 7, pagina 10].

Sono stati avviati i bandi per nuovi impianti di gestione rifiuti ed ammodernamento di quelli esistenti e per progetti “faro” di economia circolare. Grazie ai progetti che verranno selezionati sarà possibile migliorare la gestione dei rifiuti urbani e rafforzare le infrastrutture per la raccolta differenziata, sia ammodernando gli impianti di trattamento sia realizzandone di nuovi, contribuendo a colmare il divario tra le regioni del Nord e quelle del Centro-Sud. I bandi si sono chiusi con ottimi risultati di adesione [v. Allegato – Tavola 8, pagina 11], con richieste per un valore di oltre 6 miliardi sulla linea 1.1 (a fronte di 1,5 miliardi di dotazione) e oltre 4 miliardi sulla linea 1.2 (a fronte di 0,6 miliardi di dotazione). Nonostante il buon “tiraggio” complessivo della misura, per massimizzare la partecipazione da parte delle aziende e delle Pubbliche amministrazioni del Sud a febbraio è stata decisa una proroga di un mese, accompagnata da azioni di capacitazione per i proponenti, che – come evidenziato in Tavola – ha significativamente contribuito ad una maggiore partecipazione. È opportuno ricordare che uno degli obiettivi definiti nella Decisione di esecuzione dell’approvazione del PNRR italiano è la riduzione di 20 punti percentuali della differenza tra la media delle tre Regioni con i risultati migliori per quanto riguarda i tassi di raccolta differenziata e quella delle tre Regioni con i risultati peggiori (concentrate al Sud).

È stato prorogato il superbonus al 110% per l’efficientamento energetico degli edifici, per il quale si è tuttavia ritenuto necessario un correttivo per porre un freno all’eccessiva lievitazione dei costi riscontrata in tempi recenti, venendo incontro anche alle esigenze del settore e dell’efficientamento energetico. In particolare, è stato firmato il Decreto che fissa i tetti massimi per gli interventi, aggiornando i massimali vigenti per l’Ecobonus aumentandoli almeno del 20% in considerazione dell’aumento del costo dei beni determinato anche dal maggior costo delle materie prime e dell’inflazione. I massimali, che saranno rivisti annualmente, non sono omnicomprensivi in modo da tener conto dell’eterogeneità dei possibili interventi, e pertanto sono stati esclusi IVA, oneri professionali e costi di posa in opera. Per tutti i costi non previsti nel Decreto si farà riferimento ai i prezziari predisposti dalle Regioni e dalle Province autonome o ai listini delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura competenti o ai prezziari della casa editrice DEI. Per queste voci, al fine di evitare speculazioni, sarà comunque indispensabile l’asseveramento della congruità della spesa da parte di un tecnico abilitato e un rafforzamento dei controlli sulle asseverazioni.

È entrato vigore il decreto legislativo teso a promuovere l’uso del biometano. Il decreto attuativo è ormai finalizzato e la discussione con la Commissione Europea alle battute finali.

È stato avviato il Piano Operativo per il sistema di monitoraggio integrato, con il quale si vuole sviluppare una soluzione di eccellenza internazionale per la tutela del territorio, facendo leva sulle soluzioni più innovative a disposizione.

È stato approvato, con DM 493 del 30.11.2021, il Piano di forestazione urbana ed extraurbana ed è stato inoltre pubblicato l’avviso pubblico per la presentazione dei progetti di forestazione.

È stata introdotta una importante riforma sui servizi idrici, che consentirà di ridurre le perdite e aumentare la sicurezza e la digitalizzazione della rete.

Infine, è entrato in vigore il programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico.

Come già precisato, nel corso del primo semestre del 2022 il MiTE deve conseguire ulteriori 11 M&T “UE”, di cui 4 relativi a investimenti e 7 relativi a riforme [v. Allegato -Tavole 9 e 10, pagine 12 e 13]; 5 M&T sono stati sostanzialmente già conseguiti (di 4 la rendicontazione è in corso di validazione da parte della Commissione Europea).

Per quanto riguarda gli investimenti:

La prima milestone (conseguita nel primo trimestre 2022) è relativa alla misura Digitalizzazione dei parchi nazionali e delle aree marine protette. L’iniziativa si propone di investire 100 Mln € per la conservazione della natura, l’introduzione di servizi ai visitatori e la semplificazione amministrativa dei 24 parchi nazionali e delle 31 aree marine protette. A marzo è stato dato avvio allo sviluppo dei servizi digitali e all’accelerazione del processo di semplificazione amministrativa per i parchi e le aree marine protette, tramite l’emanazione di un decreto dedicato (D.M. n. 127 del 22 marzo 2022), con il quale è stata raggiunta la milestone relativa all’investimento. I prossimi passi includono la finalizzazione della convenzione per i servizi ai visitatori e della semplificazione amministrativa e l’avvio delle attività di conservazione e monitoraggio degli habitat e delle specie a rischio.

Entro fine giugno sono previste milestone UE per tre investimenti, tra cui Cultura e consapevolezza su temi e sfide ambientali. La misura si propone di destinare complessivamente 30 Mln € per sviluppare contenuti ‘omni-channel’, introdurre una piattaforma aperta che contenga il materiale più rilevante e avviare attività di comunicazione alla cittadinanza. Entro la fine di giugno verrà lanciata la piattaforma web e saranno stipulati gli accordi con gli autori per realizzare e mettere a disposizione 180 podcast e lezioni video per le scuole e creazione di contenuti. Nelle scorse settimane il MiTE ha firmato il Protocollo con la RAI e il Ministero dell’Istruzione per la produzione e distribuzione di video lezioni e, con il supporto di Invitalia, è stato emanato il bando per attività creativa e di produzione che alla chiusura ha ricevuto oltre 15 proposte progettuali in competizione. L’aggiudicazione del bando avverrà nella prima metà di giugno 2022 e l’avvio della piattaforma web nella seconda metà del mese.

Entro giugno si assegneranno inoltre tutti i contratti di ricerca e sviluppo sull’idrogeno, per 160 Mln €, su 4 filoni di ricerca: i) produzione di idrogeno verde, ii) sviluppo di tecnologie per lo stoccaggio e il trasporto dell’idrogeno e per la trasformazione in altri derivati e combustibili verdi; iii) sviluppo di celle a combustibile; iv) sistemi intelligenti di gestione delle infrastrutture. Il Piano di Ricerca è stato approvato (con Enea come affidatario) ed è stato firmato anche l’Accordo di Programma per 110 milioni di euro. I bandi per gli ulteriori 50 milioni di euro, di cui 30 destinati ad imprese private e 20 ad Università ed enti di ricerca pubblici, hanno chiuso la ricezione delle proposte il 16 maggio, con oltre 95 progetti presentati per 245 milioni di euro. L’aggiudicazione dei bandi avverrà nella seconda metà del mese di giugno 2022.

Infine, sempre a giugno 2022, con l’assegnazione delle risorse agli interventi IPCEI, sarà aggiudicata la prima componente di risorse per la costruzione di capacità industriale per la produzione di elettrolizzatori. L’iniziativa, la cui dotazione complessiva è di 450 Mln €, punta a consolidare e creare competenze proprietarie in Italia e a sviluppare una supply chain europea nella produzione ed utilizzo di idrogeno (assicurando capacità di 1 GW in Italia). Per queste finalità, il MiTE ha completato una ricognizione del mercato ed ha avviato un tavolo di lavoro con il MiSE. Ad aprile è stato emanato il cd Decreto Elettrolizzatori (D.M. 168 del 27 aprile 2022) che prevede tre linee di intervento: una per il finanziamento di interventi già istruiti attraverso un percorso nazionale ed europeo IPCEI (Important Projects of Common European Interest); una per il finanziamento tramite un bando di nuove progettualità; infine una per selezionare progetti finalizzati allo sviluppo della filiera produttiva degli elettrolizzatori attraverso un meccanismo analogo a quello dei Contratti di Sviluppo, a gestione MiTE.

Per quanto riguarda le riforme, il MiTE ne ha realizzate 4 in anticipo rispetto alla scadenza di giugno:

Nel primo trimestre del 2022 è stata conseguita la Riforma 1.1 della Componente 3 relativa alla semplificazione e all’accelerazione delle procedure per la realizzazione degli interventi di efficientamento energetico negli edifici. Per il completamento della riforma ‘efficienza energetica’ sono stati necessari alcuni passaggi normativi tra cui l’emanazione della riforma PREPAC ed il monitoraggio del Sismabonus (rispettivamente nel DL Energia e nel DL PNRR 2). Ad aprile, inoltre, il MiTE ed ENEA hanno messo in servizio le prime funzionalità del Portale nazionale sulla prestazione energetica degli edifici.

Un altro traguardo europeo è stato raggiunto nell’ambito della Riforma ‘Supporto tecnico alle autorità locali’, tramite l’approvazione dell’accordo per lo sviluppo del piano d’azione per la creazione di capacità a sostegno degli enti locali.

L’Italia ha anche realizzato la riforma sulla ‘Semplificazione e accelerazione delle procedure per gli interventi contro il dissesto idrogeologico’: nella legge di bilancio 2022, infatti, è stata introdotta la semplificazione del quadro giuridico e più recentemente con il DL 30 aprile 2022, n. 36 sono state introdotte alcune modifiche al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. In particolare, è stato previsto che si possa procedere anche senza il parere della Conferenza Stato-Regioni in merito ai piani di Bacino qualora non si sia pronunciata entro trenta giorni dalla richiesta. Tale disposizione comporta una semplificazione e accelerazione dei processi poiché intende evitare un blocco dell’iter previsto. Inoltre, è stato disposto che per favorire l’accelerazione degli interventi anche le Autorità di bacino distrettuali possano avvalersi del supporto delle società in house del MiTE, allargando la sfera d’azione degli interventi contemplati, poiché si aggiunge al “ripristino ambientale” la dicitura “e di tutela del territorio e delle acque”. In tal modo le Autorità di bacino distrettuali possono operare in maniera più autonoma, agevole e con un campo d’azione più ampio.

Con la legge di bilancio 2022 e con le integrazioni previste nel DL 30 aprile 2022 è entrato in vigore il nuovo quadro giuridico relativo alle misure per garantire la piena capacità gestionale per i servizi idrici integrati.

Entro fine giugno è infine previsto il raggiungimento di tre ulteriori M&T che riguardano:

Due riforme relative alla Componente 1 ‘Economia circolare e agricoltura sostenibile’ che consistono nell’entrata in vigore del decreto ministeriale di adozione della Strategia Nazionale per l’Economia Circolare e nell’entrata in vigore del decreto ministeriale che approva il Programma Nazionale per la Gestione dei Rifiuti. Queste riforme sono incorso di ultimazione. Per quanto riguarda la strategia nazionale per l’economia circolare, è stata completata la consultazione con gli stakeholders e sono stati ricevuti più di 100 contributi; è stata invece avviata la consultazione pubblica per il Programma nazionale per la gestione dei rifiuti, attualmente in procedura di VAS.

La Riforma ‘Misure per la competitività dell’idrogeno’. Tramite il DL 30 aprile 2022, n. 36 sono entrati in vigore gli incentivi fiscali a sostegno della produzione e del consumo di idrogeno verde, che prevedono che il consumo di energia elettrica da fonti rinnovabili in impianti di elettrolisi per la produzione di idrogeno verde non sarà soggetto al pagamento degli oneri generali afferenti al sistema elettrico. Inoltre, l’idrogeno così prodotto non sarà sottoposto ad accisa. A breve è atteso il relativo DM di attuazione.

Oltre agli 11 M&T sopra descritti ai fini del monitoraggio e rendicontazione UE, in questi mesi il MiTE conseguirà ulteriori M&T procedurali (definiti ‘italiani’), che riguardano molteplici interventi sia di investimento che di riforme. Tra i principali:

Infrastruttura di ricarica elettrica (740 Mln €): la misura si propone costruire le infrastrutture necessarie per promuovere lo sviluppo della mobilità elettrica, realizzando entro il 2026 oltre 20.000 punti di ricarica rapida in superstrade e nei centri urbani. La prossima milestone riguarda l’emissione dell’avviso pubblico per i cofinanziamenti, per cui dopo un’analisi tecnica con RSE S.p.A. (Ricerca sul Sistema Energetico) si è avviata una breve consultazione per recepire ulteriori considerazioni da parte degli stakeholders.

Rinaturazione area Po (360 Mln €): la misura si propone di avviare una diffusa azione di rinaturalizzazione per riattivare i processi naturali con azioni di ripristino ambientale che interessano l’area del Po, una delle sei aree prioritarie per la connettività ecologica e l’adattamento ai cambiamenti climatici. L’eccessiva “canalizzazione” dell’alveo e il consumo di suolo – che ha visto negli ultimi 50 anni una significativa perdita di aree di esondazione naturale con la riduzione dei servizi ecosistemici – hanno aumentato il rischio idrogeologico e la frammentazione degli habitat naturali. È quindi indispensabile avviare una diffusa azione di rinaturalizzazione lungo tutta l’area. La sottoscrizione di un Accordo tra il MITE, le Regioni interessate, l’Autorità di Bacino del Fiume Po e l’Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPo) ha dato avvio alla fase di attuazione della misura che ha previsto la sottoscrizione, a livello territoriale tra i soggetti attuatori, di un Protocollo di Intesa finalizzato anche alla predisposizione del Programma d’Azione, strumento di programmazione degli interventi, individuati coerentemente a quelli previsti dalla misura.

Produzione di idrogeno in siti dismessi (500 Mln €). La misura ha l’obiettivo di sviluppare aree industriali con economia in parte basata su idrogeno verde, per promuovere a livello locale la produzione e l’uso di idrogeno nell’industria e nei trasporti. Per contenere i costi verranno utilizzate aree dismesse già collegate alla rete elettrica: lì verranno installati elettrolizzatori per la produzione di idrogeno mediante sovra-generazione di fonti rinnovabili o produzione di energia pulita nell’area. La ricezione delle manifestazioni di interesse da parte delle Regioni si è conclusa, con interesse dimostrato da parte di tutte le Regioni e Province autonome. La misura è inoltre stata selezionata tra quelle afferenti ai progetti ‘flagship’ per cui il MiTE ha stipulato apposito protocollo con il DARA (Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie), per cui si procederà a breve con un decreto di riparto che allocherà una quota parte delle risorse direttamente alle Regioni per le finalità e modalità specifiche dei progetti flagship.

Utilizzo dell’idrogeno in settori hard-to-abate (acciaierie, cementifici, vetrerie e altri), con l’obiettivo di decarbonizzare quelle produzioni che ad oggi emettono molta CO2 (2 Mld €). L’interlocuzione con le associazioni di categoria è attualmente in corso (nonché alcuni chiarimenti necessari con la Commissione Europea, in particolare in merito alle specifiche tecniche da adottare ai fini PNRR in materia di definizione di ‘idrogeno verde’) per pubblicare l’invito a presentare proposte per i progetti prima dell’estate.

Promozione di un teleriscaldamento efficiente (200 Mln €), la cui stesura del bando è terminata e si attende la pubblicazione a breve.

Per quanto riguarda più brevemente solo alcuni dei M&T che vedranno il MiTE impegnato nella seconda metà dell’anno [v. Allegato -Tavole 11-13, pagine 14-16]:

Isole verdi (200 Mln €): l’iniziativa mira a trasformare le 19 piccole isole italiane in altrettanti laboratori per lo sviluppo di modelli sostenibili. Gli interventi, su misura di ciascuna isola, interessano la rete elettrica e idrica, le energie rinnovabili, la gestione dei rifiuti, la mobilità a emissioni zero, le smart grid e la resilienza delle reti. La procedura di ricezione delle proposte si è conclusa con successo, assorbendo pienamente le disponibilità [v. Allegato – Tavola 12, pagina 15], anche grazie all’assistenza tecnica messa a disposizione dei proponenti. Entro settembre 2022 sarà approvata la graduatoria dei progetti relativa ai risultati del bando.

Bonifica siti orfani (500 Mln €). L’iniziativa si propone di recuperare il suolo potenzialmente contaminato delle aree industriali abbandonate (per le quali non è individuabile il responsabile dell’inquinamento) e dare al terreno di questi siti, cosiddetti orfani, un nuovo utilizzo, favorendone il reinserimento nel mercato immobiliare e promuovendo l’economia circolare. Con Decreto Direttoriale del MITE 22/11/2021, n. 222, è stato individuato l’elenco dei siti orfani da riqualificare sul territorio delle Regioni e delle Province autonome candidabili al finanziamento stanziato e con Decreto n. 15 del 23 febbraio 2022 sono stati definiti i criteri di ammissibilità degli interventi nei siti orfani da realizzare con le risorse del PNRR per l’adozione del Piano d’azione di prossima emanazione.

Tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano (330 Mln €). La misura prevede una serie di azioni su larga scala rivolte principalmente alle 14 Città Metropolitane affinché, attraverso la realizzazione di boschi urbani e periurbani, si contribuisca a ridurre l’inquinamento atmosferico e prevenire le procedure d’infrazione, preservare e rafforzare la biodiversità e gli ecosistemi, nonché migliorare la qualità della vita, la salute e il benessere dei cittadini. In attuazione della misura, a seguito del conseguimento della milestone “Piano di forestazione” (dicembre 2021), in data 30.03.2021 è stato emanato un avviso pubblico della durata di 60 giorni e prorogato fino a metà giugno 2022. Secondo quanto previsto dall’avviso, sono ammessi a finanziamento i progetti finalizzati alla formazione di boschi nei territori dei comuni delle 14 Città Metropolitane, presentati in coerenza con il “Piano di forestazione urbana ed extraurbana” di cui all’Allegato 1 dell’avviso. Entro il 31 dicembre 2022 saranno messi a dimora 1,65 milioni di alberi. Per fornire supporto alle Città Metropolitane nella presentazione dei progetti, inoltre, è stata attivata una assistenza tecnica specifica.

Porti verdi (270 Mln €). L’iniziativa mira a rendere le attività portuali sostenibili e compatibili con i contesti urbani portuali attraverso interventi volti a promuovere l’efficientamento e la riduzione dei consumi energetici delle strutture e attività portuali, la sostenibilità ambientale delle aree portuali e la conservazione del patrimonio naturalistico e della biodiversità. Si è chiusa la manifestazione di interesse per la presentazione dei progetti da parte delle Autorità di Sistema Portuale del centro-nord Italia. Sono state presentate 129 proposte ed è in corso una fase di interlocuzione con le AdSP per arrivare alla stipula delle singole convenzioni.

Per affrontare al meglio tutte queste importanti sfide il Ministero della Transizione Ecologica si sta rafforzando [v. Allegato – Tavola 14, pagina 17] e potrà contare a breve su un nuovo contingente di più di 100 esperti e project manager dedicati. In particolare, il Dipartimento si è strutturato in 2 Direzioni Generali, che operano come un unico team in una struttura ‘a matrice’ insieme agli altri Dipartimenti e Direzioni del MiTE: la prima, DG Gestione Finanziaria, Monitoraggio, Rendicontazione, Controllo, tra le attività svolge in particolare il ruolo di interfaccia primaria nei confronti delle strutture centrali PNRR e della Commissione Europea definendo le regole di monitoraggio, gestione finanziaria, rendicontazione e controllo in base alle indicazioni da queste ultime fornite; la seconda, DG Coordinamento, Gestione Progetti e Supporto Tecnico tra le attività svolgerà in particolare il ruolo di interfaccia primaria verso i soggetti attuatori/ beneficiari e verso gli enti locali, assicurando attività omogenea di project management durante tutta l’attuazione del Piano. Dopo aver rafforzato la struttura con i primi 40 funzionari rispetto ai 50 previsti per il MiTE dal DPCM del 29 luglio 2021 e provenienti dal concorso RIPAM del 13 agosto 2021, a breve – anche tramite una società di selezione dedicata – si avvieranno le procedure per la selezione di ulteriori 100 esperti (es. project manager, area manager, esperti aiuti di stato, tecnici). Inoltre, è stata attivata la convenzione con Cassa Depositi e Prestiti e avviata la definizione della Convenzione con Invitalia, finanziata con le risorse MEF a disposizione, sia a supporto delle amministrazioni centrali che in particolare dei beneficiari (es. isole verdi, città metropolitane, porti verdi). È stato accelerato lo sviluppo di procedure informatiche per la gestione dei progetti (che potranno prevedere il coinvolgimento di oltre 10.000 attuatori) e del Sistema di Gestione e Controllo (tra cui procedure di monitoraggio, gestione finanziaria, rendicontazione e controllo con particolare riferimento alle misure concrete per prevenire, individuare e rettificare i conflitti di interessi, corruzione e frodi e per evitare la duplicazione dei finanziamenti). Si prevede a breve un’ulteriore rafforzamento nel coinvolgimento degli stakeholder nella fase di finalizzazione del disegno delle misure e dell’avvio dell’implementazione (consultazioni, incontri dedicati e webinar su tutte le iniziative); il livello di comunicazione regolare degli avanzamenti (a partire dalla pubblicazione mensile dell’avanzamento e dall’aggiornamento del canale web); i canali di supporto per fornire i necessari chiarimenti (anche prevedendo canali dedicati per le Regioni e gli enti locali).

Il PNRR è un’occasione unica per accelerare la transizione ecologica del nostro Paese e il contributo di tutti è decisivo per il successo delle numerose iniziative avviate.

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PNRR: al via le Green communities

Con apposito Decreto, Il Ministero per gli affari regionali ha individuato tre Green communities “pilota” che potranno essere beneficiarie dei finanziamenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). L’obiettivo è quelli giungere a trenta progetti finanziati. Vediamo i dettagli dell’investimento.

Le green communities

Obiettivo del PNRR, ovvero della linea di investimento da esso prevista è quello di favorire la nascita e la crescita di 30 Green Communities, cioè comunità locali coordinate e associate tra loro che vogliono realizzare insieme piani di sviluppo sostenibili dal punto di vista energetico, ambientale, economico e sociale.

Diverse le matrici ambientali interessate.

Acqua, boschi, paesaggio costituiscono infatti le risorse che il progetto intende favorire, assicurando uno  sviluppo sostenibile e resiliente dei territori rurali e di montagna che vogliono sfruttare in modo equilibrato le ricchezze di cui dispongono.

Obiettivo operativo è quello di favorire la nascita e la crescita di comunità locali, anche coordinate e/o associate (le Green communities), dando loro supporto per l’elaborazione, il finanziamento e la realizzazione di piani di sviluppo sostenibili dal punto di vista energetico, ambientale, economico e sociale.

Trenta le comunità “pilota” di cui viene prevista la creazione. Con i relativi piani, viene prevista:

  • la gestione integrata e certificata del patrimonio agro-forestale e delle risorse idriche;
  • la produzione di energia da fonti rinnovabili locali, quali i microimpianti idroelettrici, le biomasse, il biogas, l’eolico, la cogenerazione e il biometano;
  • lo sviluppo di un turismo sostenibile;
  • la costruzione e gestione sostenibile del patrimonio edilizio e delle infrastrutture di una montagna moderna;
  • l’efficienza energetica e l’integrazione intelligente degli impianti e delle reti;
  • lo sviluppo delle attività produttive a rifiuti zero (zero waste production);
  • l’integrazione dei servizi di mobilità;
  • lo sviluppo di un modello sostenibile per le aziende agricole.

Il MITE intende realizzare modelli di Comunità locali in grado di poter sfruttare, in modo equilibrato, le risorse principali a disposizione, e realizzare un approccio innovativo, sussidiario e di scambio con le comunità urbane e metropolitane.

Il contenuto del DM

In particolare, con Dm Affari regionali 30 marzo 2022, vengono innanzitutto individuate le prime tre Green communities [1] beneficiarie ciascuna di 2 milioni di euro per sviluppare i loro progetti.

Esse verranno realizzate in tre regioni italiane (Emilia-Romagna, Piemonte, Abruzzo), e ad esse faranno seguito le 27 restanti, finanziate dal PNRR.


[1] Viene così attuata la misura 2, Componente 1, Investimento 3.2 del Piano.

Investimenti sostenibili 4.0: al via gli incentivi alla transizione digitale e alla sostenibilità ambientale

Al via gli incentivi disciplinati da Invitalia per la transizione digitale e alla sostenibilità ambientale. Disciplinati i termini per modalità e termini di presentazione delle domande.

Che cos’è

Si tratta della misura a sostegno di nuovi investimenti imprenditoriali innovativi e sostenibili. Destinatarie le micro, piccole e medie imprese su tutto il territorio nazionale.

L’obiettivo è quello di favorire la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese, al fine di superare la contrazione indotta dalla crisi pandemica e orientare la ripresa degli investimenti verso ambiti strategici per la competitività e la crescita sostenibile.

Il perimetro oggettivo

Sono incentivabili i programmi per la realizzazione di investimenti innovativi, sostenibili e con contenuto tecnologico elevato e coerente al piano nazionale Transizione 4.0[1], ed in particolare hanno priorità quelli in grado di offrire un particolare contributo agli obiettivi di sostenibilità, per i quali sono previsti specifici criteri di valutazione, che consentono all’impresa proponente di conseguire un punteggio aggiuntivo nell’ambito della procedura di accesso.

Riferimenti normativi

Con decreto direttoriale MISE del 12 aprile 2022 è possibile ora presentare le domande per accedere agli incentivi per la transizione digitale e alla sostenibilità ambientale

I termini per la presentazione delle Domande

Sul sito di riferimento (cliccare qui), sarà possibile:

  • dalle ore 10.00 del 4 maggio 2022 attraverso procedura informatica, procedere alla compilazione della domanda
  • dalle ore 10.00 del 18 maggio 2022 inviare le domande compilate.

La domanda potrà essere presentata dalle ore 10.00 alle ore 17.00 di tutti i giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì, a partire dal 18 maggio 2022.

Ciascuna impresa proponente può presentare una sola domanda di agevolazione.

Condizioni per la presentazione della domanda

È necessario:

  • essere in possesso di un’identità digitale (SPID, CNS, CIE)
  • disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).
  • accedere all’Area riservata per compilare direttamente online la domanda

Maggiori informazioni

Per maggiori informazioni, si può cliccare qui:

https://www.invitalia.it/cosa-facciamo/rafforziamo-le-imprese/investimenti-sostenibili-40/presenta-la-domanda

Inoltre, sI può consultare la Guida alla presentazione della domanda, cliccando qui:

https://invitaliacdn.azureedge.net/-/media/invitalia/documenti/rafforziamo-le-imprese/investimenti-sostenibili-40/invsost40manuale-utente-compilazione-domanda.pdf?la=it-it&hash=6EC273AF404B8C70E402B765206680E4147C534C


[1] V. allegato 1 del decreto ministeriale 10 febbraio 2022.

PNRR, MiTE: 450 milioni per sviluppare la filiera dell’idrogeno verde

Il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, ha firmato il Decreto che dà attuazione all’Investimento 5.2 (M2C2) del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. La misura mette a disposizione 450 milioni di euro per finanziare progetti finalizzati allo sviluppo della filiera dell’idrogeno verde, elemento fondamentale nel processo di decarbonizzazione dell’industria, dei trasporti e del terziario.

Il tema

Il Decreto, in fase di registrazione presso la Corte dei Conti, ripartisce le risorse del PNRR tra le diverse linee progettuali individuate per la realizzazione di impianti per la produzione di elettrolizzatori, i macchinari che consentono di scomporre le molecole di acqua in ossigeno e idrogeno, utilizzando energia pulita da fonti rinnovabili.

L’obiettivo dell’Investimento 5.2 è di realizzare entro giugno 2026 una filiera tutta italiana con stabilimenti che producano elettrolizzatori e componenti associati, per una potenza complessiva annua di almeno 1 gigawatt, che consentirà di soddisfare la domanda di idrogeno verde.

Dei 450 milioni complessivi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il Decreto assegna 250 milioni a progetti IPCEI (Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo) per la realizzazione di impianti per la produzione di elettrolizzatori e 200 milioni ad ulteriori progetti che saranno selezionati attraverso avvisi pubblici di prossima pubblicazione, finalizzati alla realizzazione sia di ulteriori impianti per la produzione di elettrolizzatori, sia di impianti per la produzione di componenti a servizi degli elettrolizzatori stessi.

Attraverso questo investimento l’Italia punta a espandere il mercato dell’idrogeno e a diventare leader in un settore altamente innovativo, creando nuove competenze e posti di lavoro.

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PNRR: al via la procedura per le tematiche della transizione ecologica

Avviata dal Dicastero della transizione ecologica una procedura di affidamento, nell’ambito dei bandi del PNRR per i servizi di ideazione della creatività e sviluppo di contenuti omni-channel sulle tematiche della transizione ecologica 2022-2026, per l’attuazione dell’investimento cultura e consapevolezza su temi e sfide ambientali.

Il tema

Nell’ambito dell’investimento 3.3 della Missione 2, componente 1 dei Bandi del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza, il MITE ha avviato una procedura aperta riguardante lo sviluppo di servizi riguardanti il tema della creatività e dello sviluppo di contenuti omni-channel sulle tematiche della transizione ecologica, per il periodo che va da oggi fino al 2026.

L’obiettivo

Il Dicastero intende promuovere una maggiore consapevolezza sui temi e sulle sfide della transizione ecologica, ed in particolare:

  • aumentare il livello di consapevolezza sul cambiamento climatico e sulle relative conseguenze
  • educare giovani, famiglie e comunità a stili di vita e consumi più sostenibili
  • promuovere l’adozione di comportamenti virtuosi, anche a livello di comunità.

La pubblicazione avviene sul sito di Invitalia, per conto del Ministero della transizione ecologica.

Il plafond disponibile

L’appalto presenta un valore pari a 3,43 milioni di euro.

Le caratteristiche del servizio

In particolare, a chi si aggiudicherà l’appalto sono richiesti, per il periodo 2022-2026:

  • l’ideazione e la produzione di una strategia creativa e dei relativi prodotti editoriali e di informazione
  • la messa a disposizione di un pool di content producers per la produzione di contenuti dedicati (es. podcast, video lezioni, long form content, articoli stampa, post per social);
  • l’ideazione di un piano editoriale pluriennale per la produzione e diffusione dei contenuti omni-channel;
  • la realizzazione di 180 podcast organizzati in puntate;
  • la produzione di 120 videoclip brevi per il web e social;
  • la realizzazione di un numero massimo di 20 video lezioni divulgative per scuole elementari, medie e superiori e di un massimo di 8 Spot video e radio;
  • adattamenti immagine coordinata Below The Line (cioè tutte le attività a basso budget, ad esempio iniziative flash mob, guerrilla marketing, materiali informativi, merchandising, ecc).

Tutti i contenuti saranno poi raccolti in una piattaforma online accessibile a tutti, con lo scopo di ospitare l’archivio più completo di materiale educativo e ricreativo sulle tematiche ambientali.

La conclusione della procedura

Il termine per la consegna delle offerte è il 9 Maggio 2022.

Per maggiori informazioni

Cliccare qui:

https://www.invitalia.it/chi-siamo/area-media/notizie-e-comunicati-stampa/pnrr-online-gara-sfide-transizione-ecologica

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