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Commissione Europea sugli Aiuti di Stato: adottato un quadro temporaneo di crisi per sostenere l’economia

Lo scorso 12 aprile la Commissione europea ha provveduto ad adottare un quadro temporaneo di crisi. L’obiettivo è quello di consentire agli Stati membri di avvalersi pienamente della flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato al fine di sostenere l’economia nel contesto dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

La base normativa

L’iniziativa comunitaria riposa sul contenuto dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), per cui l’economia comunitaria sta subendo un grave turbamento.

Le forme di supporto

Per porre rimedio a questa situazione, il quadro temporaneo prevede tre tipi di aiuti:

  1. Aiuti di importo limitato: gli Stati membri potranno introdurre regimi per concedere fino a 35 000 € per le imprese colpite dalla crisi che operano nel settore agricolo, della pesca e dell’acquacoltura e fino a 400 000 € per le imprese colpite dalla crisi che operano negli altri settori. Non è necessario che tale aiuto sia collegato a un aumento dei prezzi dell’energia, in quanto la crisi e le misure restrittive nei confronti della Russia colpiscono l’economia in vari modi, ad esempio provocando una perturbazione delle catene di approvvigionamento fisiche. Tale sostegno può essere concesso in qualsiasi forma, comprese le sovvenzioni dirette.
  2. Sostegno alla liquidità sotto forma di garanzie statali e prestiti agevolati: gli Stati membri potranno fornire i) garanzie statali agevolate per permettere alle banche di continuare a erogare prestiti a tutte le imprese colpite dalla crisi; e ii) prestiti pubblici e privati a tassi di interesse agevolati.
  3. Gli Stati membri possono concedere garanzie statali o istituire regimi di garanzia a sostegno dei prestiti bancari contratti dalle imprese. Tali garanzie e regimi beneficeranno di premi agevolati caratterizzati da una riduzione rispetto al tasso di mercato stimato per i premi annuali applicati ai nuovi prestiti per le piccole e medie imprese (PMI) e per le altre imprese.

Gli aiuti di stato

In tale contesto, i Paesi della UE potranno autorizzare prestiti pubblici e privati alle imprese con tassi d’interesse agevolati.

Condizione fondamentale, riguarda l’entità di suddetto tasso, almeno pari al tasso di base privo di rischio maggiorato dei premi specifici per il rischio di credito applicabili alle PMI e alle altre imprese.

Limite all’importo dei prestiti

Per entrambi i tipi di sostegno sono previsti limiti all’importo massimo dei prestiti, che dipendono dalle esigenze operative delle imprese, determinate sulla base del fatturato, dei costi energetici e del fabbisogno di liquidità.

I prestiti possono riguardare il fabbisogno relativo a:

  • investimenti
  • capitale di esercizio.

Gli aiuti destinati a compensare i prezzi elevati dell’energia

In tema di aiuti destinati a compensare i prezzi elevati dell’energia che si stanno oggi manifestando, la UE prescrive che i Paesi potranno compensare parzialmente le imprese, in particolare gli utenti a forte consumo di energia, per i costi aggiuntivi dovuti ad aumenti eccezionali dei prezzi del gas e dell’elettricità.

Tale sostegno può essere concesso in qualsiasi forma, comprese le sovvenzioni dirette.

L’aiuto complessivo per beneficiario non può superare il 30 % dei costi ammissibili, fino a un massimo di 2 milioni di € in un dato momento.

Quando l’impresa subisce perdite di esercizio, possono essere necessari ulteriori aiuti per garantire il proseguimento di un’attività economica. A tal fine gli Stati membri possono concedere aiuti superiori a tali massimali, fino a 25 milioni di € per gli utenti a forte consumo di energia e fino a 50 milioni di € per le imprese attive in settori specifici, quali la produzione di alluminio e di altri metalli, fibre di vetro, pasta di legno, fertilizzanti o idrogeno e molti prodotti chimici di base.

Il quadro temporaneo di crisi contribuirà a orientare il sostegno all’economia, limitando al contempo l’impatto negativo sulle condizioni di parità nel mercato unico.

Le garanzie

Il quadro prevede pertanto una serie di garanzie:

  • metodologia proporzionale: dovrebbe esistere un nesso tra l’importo dell’aiuto che può essere concesso alle imprese e la portata della loro attività economica e dell’esposizione agli effetti economici della crisi, che tenga conto del fatturato e dei costi energetici che devono sostenere;
  • condizioni di ammissibilità: la definizione di utenti a forte consumo di energia figura all’articolo 17, paragrafo 1, lettera a), della direttiva sulla tassazione dell’energia, che fa riferimento alle imprese per le quali l’acquisto dei prodotti energetici è pari ad almeno il 3 % del loro valore produttivo;
  • requisiti di sostenibilità: quando concedono aiuti per ovviare ai costi aggiuntivi sostenuti a causa dei prezzi eccezionalmente elevati del gas e dell’energia elettrica, gli Stati membri sono invitati a considerare, in modo non discriminatorio, la fissazione di requisiti relativi alla protezione dell’ambiente o alla sicurezza dell’approvvigionamento. Gli aiuti dovrebbero pertanto aiutare le imprese ad affrontare la crisi attuale, ponendo nel contempo le basi per una ripresa sostenibile.

Il quadro temporaneo di crisi sarà operativo fino al 31 dicembre 2022. Al fine di garantire la certezza del diritto, la Commissione valuterà prima di tale data se il quadro debba essere prorogato. Inoltre durante il periodo di applicazione la Commissione valuterà il contenuto e la portata del quadro alla luce degli sviluppi sui mercati dell’energia, sugli altri mercati dei fattori di produzione e della situazione economica generale.

Il quadro adottato oggi integra le ampie possibilità di cui dispongono gli Stati membri per concepire misure in linea con le esistenti norme dell’UE sugli aiuti di Stato che, ad esempio consentono agli Stati membri di aiutare le imprese a far fronte alla carenza di liquidità e a sopperire a un urgente fabbisogno di aiuti al salvataggio. Inoltre l’articolo 107, paragrafo 2, lettera b), TFUE consente agli Stati membri di compensare le imprese per i danni direttamente causati da un evento eccezionale, come l’attuale crisi.

Nel 2008 la Commissione aveva già adottato un quadro temporaneo in risposta alla crisi finanziaria mondiale.

Il 19 marzo 2020 la Commissione ha adottato un quadro temporaneo nel contesto della pandemia di COVID-19, il quale è stato modificato il  3 aprilel’8 maggioil 29 giugnoil 13 ottobre  2020, il 28 gennaio  e il 18 novembre 2021.

Per ulteriori informazioni

Comunicazione della Commissione – Quadro temporaneo di crisi per misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia a seguito dell’aggressione della Russia contro l’Ucraina

UE: approvato l’ottavo programma di azione ambientale

Adottato lo scorso 29 marzo 2022 dal Consiglio dell’Unione europea, servirà da guida per l’elaborazione e l’attuazione delle politiche ambientali europee fino al 2030.

Di cosa si tratta

Il programma di azione per l’ambiente (PAA) stabilisce un quadro per lo sviluppo generale della politica ambientale dell’UE e guida il processo decisionale attraverso la definizione di priorità, visioni e obiettivi a lungo termine. Nell’ottobre 2020 la Commissione ha adottato una proposta di decisione relativa a un programma generale di azione dell’Unione per l’ambiente fino al 2030, per dare seguito al settimo PAA, scaduto alla fine del 2020.

Durante la tornata di luglio 2021, il Parlamento europeo ha votato la proposta e definire la sua posizione per i negoziati del trilogo.

A dicembre 2021 la Commissione aveva accolto con favore l’accordo provvisorio raggiunto recentemente tra il Parlamento europeo e il Consiglio sull’ottavo programma d’azione per l’ambiente, sottolineando come il Piano sancisce l’impegno degli Stati membri e del Parlamento per un’azione ambientale e climatica fino al 2030, guidata da una visione a lungo termine fino al 2050 del benessere per tutti, pur rimanendo entro i limiti del pianeta, basandosi, altresì, sull’Accordo verde europeo.

Il contesto

Stando alla relazione sullo stato dell’ambiente dell’Agenzia europea dell’ambiente, l’UE si trova confrontata

a sfide ambientali urgenti e senza precedenti e non realizzerà i suoi obiettivi per il 2030 e la sua visione a

lungo termine di “vivere bene entro i limiti del nostro pianeta” a meno che nel prossimo decennio non

intensifichi e acceleri gli sforzi volti ad affrontare la perdita di biodiversità, le conseguenze dei cambiamenti

climatici e il consumo eccessivo di risorse naturali.

Le condizioni abilitanti

Il Consiglio e il Parlamento hanno concordato diverse condizioni abilitanti per il raggiungimento degli obiettivi prioritari, in particolare:

  • diminuzione dell’impronta dei materiali e dei consumi dell’UE;
  • rafforzamento degli incentivi ambientali positivi;
  • eliminazione graduale dei sussidi ambientalmente dannosi.

Gli obiettivi prioritari

In particolare, sei sono gli obiettivi tematici prioritari del Programma, con riferimento a:

  • riduzione delle emissioni di gas a effetto serra;
  • adattamento ai cambiamenti climatici;
  • realizzazione di un modello di crescita rigenerativa;
  • obiettivo “inquinamento zero”;
  • protezione e ripristino della biodiversità e riduzione dei principali impatti ambientali e climatici legati alla produzione e al consumo.

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Comunicazione UE: necessari investimenti ambiziosi per realizzare la transizione green

Con una Comunicazione del 2 Marzo 2022, la commissione UE è ritornata sul tema della transizione ecologica, sottolineando, come fatto in passato, che, al fine di realizzare una transizione realmente ecologica e circolare, occorre fare di più, ed in particolare realizzare investimenti ambiziosi.

Che cos’è la transizione verde per la UE?

Prima di vedere, in sintesi, il contenuto della Comunicazione, occorre fare il punto della situazione sui progetti impostati dalla Comunità sul tema.

Innanzitutto, è bene ricordare che la Comunità Europea sta investendo molto sulla creazione di un economia circolare, e, dal 2019 in avanti, prove e testimonianze di questo impegno sono divenute chiaramente visibili.

In particolare, la UE assume che i cambiamenti climatici e il degrado ambientale costituiscono una minaccia enorme per l’Unione europea e per il mondo.

Per superare queste sfide, l’UE ha adottato il Green Deal europeo, la nuova strategia di crescita che trasformerà l’Europa in un’economia moderna, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva.

Come noto, tale pianificazione dovrà consentire di realizzare:

  • un Europa climaticamente neutra entro il 2050;
  • rilanciare l’economia grazie alla tecnologia verde:
  • creare industrie e trasporti sostenibili;
  • ridurre l’inquinamento.

La Commissione europea sta supportando i Paesi membri della comunità a progettare e attuare riforme che sostengano la transizione verde e contribuiscano al conseguimento proprio degli  obiettivi fissati con il Green Deal europeo. Contribuisce inoltre a definire le procedure richieste nelle amministrazioni centrali e locali e a realizzare le strutture di coordinamento necessarie per l’attuazione delle politiche verdi.

La comunicazione UE: servono investimenti privati nel settore green

L’Unione ritiene necessario realizzare investimenti, e questo provenienti principalmente dal settore privato, che costituiscono un prerequisito per accelerare la transizione green e digitale.

Sarà compito delle istituzioni comunitari, assieme ai Paesi membri, quello di garantire la realizzazione di un adeguato contesto imprenditoriale.

Ciò dovrà essere strumentale a trasformare l’Europa in un polo di investimenti, con l’obiettivo collaterale e desiderato, di rafforzare il mercato interno.

In tal senso disegno si inserisce il completamento dell’Unione europea bancaria e progredendo rapidamente verso l’Unione dei mercati dei capitali.

Alcune cifre

In dettaglio, la Commissione stima che, al fine di realizzare il Green Deal europeo, nei prossimi dieci anni la Comunità:

  • debba incrementare di circa 520 miliardi di euro ogni anno, rispetto al decennio precedente;
  • di questi, ben 390 miliardi di euro verranno impiegati nelle attività di decarbonizzazione dell’economia, in particolare nel settore dell’energia;
  • di questi, ben 130 miliardi di euro all’anno verranno dedicati agli altri obiettivi ambientali.

Inoltre occorre un’azione coordinata da parte di tutti i soggetti interessati: le autorità pubbliche a livello europeo, nazionale e regionale e il settore privato “affinché gli investimenti e le riforme contribuiscano pienamente agli obiettivi prioritari dell’Ue. In tal modo, le azioni si rafforzeranno a vicenda, evitando differenze tra Stati membri e rafforzando il mercato unico”.

Pubblicate le linee guida Ue 2022 su energia ed ambiente

Pubblicate le “Guidelines on State aid for climate, environmental protection and energy (‘CEEAG’)”, ovvero le Linee guida riguardanti le ipotesi di aiuti di Stato in taluni settori (clima, energia, ed ambiente).

Gli obiettivi delle Linee

Con la pubblicazione avvenuta lo scorso 18 Febbraio 2022, vengono diffusi gli orientamenti della Comunità europea in merito alle possibilità, da parte degli Stati membri, circa aiuti a favore delle proprie aziende impegnate nei settori clima, protezione dell’ambiente ed energia (c.d. “aiuti di stato”).

Esse mirano a fornire orientamenti su:

  • le modalità con le quali la Commissione europea andrà a valutare la compatibilità della protezione ambientale, compresa la protezione del clima[1];
  • le misure di aiuto all’energia soggette all’obbligo di notifica[2].

Pertanto, esse fissano le condizioni alle quali gli aiuti di Stato concessi dagli Stati membri nei settori del clima, della protezione ambientale e dell’energia possono essere considerati compatibili con il mercato unico e i criteri per la Commissione si applicano per valutare il sostegno degli Stati membri in questi settori[3].

La Comunità intende creare un “quadro abilitante”, flessibile e adatto ad aiutare gli Stati membri  e fornire così il supporto necessario per raggiungere gli obiettivi del Green Deal in modo mirato ed efficiente in termini di costi. Infatti, le regole incluse:

  • implicano un allineamento con gli importanti obiettivi e traguardi dell’UE stabiliti nel Green Deal europeo e con altri recenti cambiamenti normativi nei settori dell’energia e dell’ambiente e risponderanno alla maggiore importanza della protezione del clima;
  • sostengono progetti per la protezione dell’ambiente, compresa la protezione del clima e la generazione di energia verde;
  • includono sezioni per sostenere la decarbonizzazione dell’economia in modo ampio e flessibile, aperte a tutte le tecnologie che possono contribuire al Green Deal europeo[4];
  • mirano ad aiutare gli Stati membri a raggiungere i loro ambiziosi obiettivi energetici e climatici dell’UE, al minor costo possibile per i contribuenti e senza indebite distorsioni della concorrenza nel mercato unico;
  • mirano a facilitare la partecipazione delle comunità di energia rinnovabile e delle PMI.

Cosa vanno a sostituire

Gli orientamenti sugli aiuti di Stato per il clima, la protezione dell’ambiente e l’energia (CEEAG), quando adottati formalmente:

  • sostituiranno gli attuali orientamenti sugli aiuti di Stato per l’energia e l’ambiente (EEAG);
  • si applicheranno a qualsiasi decisione adottata dalla Commissione dopo la loro adozione.

Gli obblighi a carico degli Stati membri

Gli Stati membri saranno tenuti ad allineare i regimi esistenti alle nuove norme a partire dal 2024.  

Le aree di intervento

Le Linee prevedono sezioni sulle misure di efficienza energetica, aiuti alla mobilità pulita, infrastrutture, economia circolare, riduzione dell’inquinamento, protezione e ripristino della biodiversità, nonché misure per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento energetico, a determinate condizioni.

In particolare, le nuove norme indotte con le Linee guida, consentiranno di:

  • ampliare le categorie di investimenti e tecnologie che gli Stati membri possono sostenere per coprire tutte le tecnologie che possono realizzare il Green Deal europeo. Una nuova sezione unica riguarda la riduzione o l’evitamento delle emissioni di gas serra, facilitando la valutazione di misure a sostegno della decarbonizzazione di diversi settori dell’economia, anche attraverso investimenti in energie rinnovabili, efficienza energetica nei processi produttivi e decarbonizzazione industriale, in linea con la normativa europea Legge sul clima; le norme riviste generalmente consentono aiuti fino al 100% del deficit di finanziamento, soprattutto quando gli aiuti sono concessi a seguito di una procedura di gara competitiva, e introducono nuovi strumenti di aiuto, come i contratti di carbonio per differenza per aiutare gli Stati membri a rispondere alle esigenze di ecocompatibilità industria.
  • coprire gli aiuti per numerose aree rilevanti per il Green Deal; ciò include sezioni nuove o aggiornate sugli aiuti per la prevenzione o la riduzione dell’inquinamento diverso da quello dovuto ai gas serra, compreso l’inquinamento acustico, gli aiuti per l’efficienza delle risorse e l’economia circolare, gli aiuti alla biodiversità e per la riparazione del danno ambientale; inoltre, il CEEAG presenta sezioni dedicate agli aiuti che incentivano gli investimenti in settori di punta come il rendimento energetico degli edifici e la mobilità pulita , coprendo tutti i modi di trasporto;
  • introdurre modifiche alle attuali norme sulle riduzioni di determinati prelievi sull’elettricità per gli utenti ad alta intensità energetica; le norme mirano a limitare il rischio che, a causa di questi prelievi, le attività in determinati settori si spostino in luoghi in cui le discipline ambientali sono assenti o meno ambiziose rispetto all’UE; al fine di soddisfare i maggiori sforzi di decarbonizzazione necessari per raggiungere gli obiettivi climatici dell’UE, il CEEAG copre le riduzioni di tutti i prelievi che finanziano la decarbonizzazione e le politiche sociali. Inoltre, al fine di consentire agli Stati membri di mantenere condizioni di parità e sulla base di indicatori oggettivi a livello di settore, il CEEAG ha razionalizzato il numero di settori ammissibili; le regole sono state inoltre riviste per sostenere al meglio la progressiva decarbonizzazione di queste imprese, tra l’altro, collegando le riduzioni dei prelievi agli impegni dei beneficiari di ridurre la loro impronta di carbonio;
  • introdurre salvaguardie per garantire che l’aiuto sia effettivamente diretto laddove necessario per migliorare la protezione del clima e dell’ambiente, si limiti a quanto necessario per raggiungere gli obiettivi ambientali e non distorca la concorrenza o l’integrità del mercato unico; a tale riguardo, il CEEAG, ad esempio, migliorerà la partecipazione delle parti interessate alla progettazione di grandi misure di aiuto che richiedono agli Stati membri di consultare le parti interessate sulle loro caratteristiche principali.
  • garantire la coerenza con la legislazione e le politiche dell’UE pertinenti nei settori dell’ambiente e dell’energia, tra l’altro ponendo fine ai sussidi per i combustibili fossili più inquinanti, per i quali è improbabile una valutazione positiva da parte della Commissione ai sensi delle norme sugli aiuti di Stato alla luce del loro importante aspetto negativo effetti ambientali; è improbabile che le misure che comportino nuovi investimenti nel gas naturale vengano approvate a meno che non sia dimostrato che gli investimenti sono compatibili con gli obiettivi climatici dell’Unione per il 2030 e il 2050, facilitando la transizione da combustibili più inquinanti senza il lock-in di tecnologie che potrebbero ostacolare il più ampio sviluppo di soluzioni; il CEEAG include anche una nuova sezione sugli aiuti per la chiusura degli impianti di carbone, torba e scisti bituminosi per facilitare la decarbonizzazione nel settore energetico;
  • aumentare la flessibilità e snellire le regole precedenti , anche eliminando l’obbligo di notifica individuale dei grandi progetti verdi all’interno dei regimi di aiuto precedentemente approvati dalla Commissione.

Processi

I nuovi Orientamenti sugli aiuti di Stato per il clima, la tutela dell’ambiente e l’energia fanno seguito a una valutazione delle norme vigenti, degli Orientamenti sugli aiuti di Stato Energia e ambiente (EEAG), condotta nell’ambito del Controllo dell’adeguatezza degli aiuti di Stato e di uno studio condotto da consulenti esterni.

La Commissione ha inoltre svolto un’ampia consultazione di tutte le parti interessate sulle norme rivedute proposte, che ha prodotto oltre 700 contributi.

Il processo ha coinvolto Stati membri, associazioni imprenditoriali, gruppi di interesse, singole aziende, ONG e cittadini. La revisione riflette anche l’esperienza della Commissione derivante dalla sua pratica negli ultimi anni.

Nell’autunno 2020 la Commissione ha inoltre avviato un dibattito europeo su come la politica di concorrenza possa sostenere ulteriormente gli obiettivi del Green Deal europeo, al fine di garantire che le regole della concorrenza e le politiche di sostenibilità collaborino nel miglior modo possibile. Il processo è iniziato con un invito a presentare contributi ed è stato seguito da una conferenza ospitata dalla vicepresidente esecutiva Margrethe Vestager nel febbraio 2021. I contributi ricevuti sono stati inseriti anche nelle nuove linee guida.

Prossimi passi

Le linee guida riviste saranno formalmente adottate non appena tutte le versioni linguistiche saranno disponibili. Saranno applicabili da quel momento.

Le dichiarazioni

La vicepresidente esecutiva Margrethe Vestager , responsabile della politica di concorrenza, ha dichiarato: “ L’ Europa avrà bisogno di una notevole quantità di investimenti sostenibili per sostenere la sua transizione verde. Sebbene una quota significativa proverrà dal settore privato, il sostegno pubblico svolgerà un ruolo nel garantire che la transizione verde avvenga rapidamente. Le nuove Linee guida approvate oggi aumenteranno tutto ciò che facciamo per decarbonizzare la nostra società . Tra l’altro, faciliteranno gli investimenti degli Stati membri, anche nelle energie rinnovabili, per accelerare il raggiungimento del nostro Green Deal, in modo conveniente. Questo è un passo importante per garantire che le nostre norme sugli aiuti di Stato svolgano il loro pieno ruolo nel sostenere il Green Deal europeo”.


[1] In particolare, essi comprendono importanti adeguamenti per allineare le regole alle priorità strategiche della Commissione, in particolare quelle stabilite nel Green Deal europeo , e ad altre recenti modifiche normative e proposte della Commissione nei settori dell’energia e dell’ambiente, compreso il pacchetto “Fit for 55”.

[2] Ex art. 107, paragrafo 3, lettera ( c), del Trattato istitutivo della Comunità europea.

[3] Le disposizioni degli orientamenti sono integrate dal regolamento generale di esenzione per categoria (“GBER”), che stabilisce condizioni di compatibilità ex ante in base alle quali gli Stati membri possono attuare misure di aiuto di Stato senza previa notifica alla Commissione. Le disposizioni del GBER sugli aiuti in materia di clima, protezione ambientale ed energia sono attualmente oggetto di una revisione mirata. La revisione mira a facilitare ulteriormente gli investimenti verdi ampliando il campo di applicazione delle misure esentate per categoria per coprire gli aiuti agli investimenti in nuove tecnologie, come la cattura e lo stoccaggio o l’utilizzo dell’idrogeno e del carbonio, e per le aree che sono fondamentali per raggiungere gli obiettivi dell’UE Green Deal, come l’efficienza delle risorse e la biodiversità. Inoltre, la revisione del GBER mira ad affinare ulteriormente le disposizioni sugli aiuti agli investimenti in ambiti faro come la prestazione energetica degli edifici e le infrastrutture di ricarica e rifornimento per la mobilità pulita, già introdotte nell’ambito della revisione mirata del GBER nel luglio 2021. Infine, le regole saranno rese più flessibili per quanto riguarda la definizione dei costi ammissibili e delle intensità di aiuto. Una consultazione pubblica sulle modifiche proposte alle disposizioni GBER pertinenti si è svolta dal 6 ottobre all’8 dicembre 2021.

[4] Comprese le energie rinnovabili, le misure di efficienza energetica, gli aiuti per la mobilità pulita, le infrastrutture, l’economia circolare, la riduzione dell’inquinamento, la protezione e ripristino della biodiversità, nonché misure per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento energetico

UE: varato il piano d’azione per l’economia sociale

Si affianca alle numerose pianificazioni varate in questo periodo dall’Unione, ma non riveste minore importanza. A due anni dal Green deal, La commissione europea adotta un nuovo piano d’azione sull’economia sociale . 

Il documento

Lo scorso 9 dicembre la Commissione Europea ha varato una nuova pianificazione, avente ad oggetto l’economia sociale.

L’obiettivo è quello di delineare, per tramite del documento, misure concrete utili a contribuire a mobilitare il pieno potenziale dell’economia sociale, basandosi sui risultati dell’iniziativa per le imprese sociali del 2011 e dell’iniziativa per l’avvio e il potenziamento del 2016.

Il quadro delineato dalla Commissione

La Commissione evidenzia come, nonostante i progressi compiuti nell’ambito delle precedenti iniziative:

  • i bisogni persistono in diversi settori.
  • la pandemia di Covid-19 ha reso ancora più forte di prima l’esigenza di un passaggio a un modello economico equo, sostenibile e resiliente.

Gli aspetti chiave della pianificazione

Il miglioramento delle giuste condizioni quadro per l’economia sociale in tutta Europa, compreso il miglioramento della visibilità, del riconoscimento e dell’accesso alla finanza e ai mercati, sono aspetti chiave del piano d’azione.

Gli obiettivi del piano

Diversi sono gli obiettivi perseguiti: 

  • potenziare gli investimenti sociali;
  • sostenere gli attori dell’economia sociale e le imprese sociali nell’avvio, espansione, innovazione e creazione di posti di lavoro. 

La strategia

Tali obiettivi dovranno essere perseguiti realizzando una serie di iniziative nelle seguenti aree:

  • creare le giuste condizioni quadro per il prosperare dell’economia sociale
  • apertura di opportunità e sostegno allo sviluppo delle capacità
  • rafforzare il riconoscimento dell’economia sociale e del suo potenziale

Le azioni

Il piano d’azione annuncia una serie di azioni chiave a sostegno dell’economia sociale, ad esempio:

  • una raccomandazione del Consiglio sullo sviluppo delle condizioni quadro dell’economia sociale
  • un nuovo portale dell’economia sociale dell’UE per fornire un chiaro punto di ingresso per le parti interessate dell’economia sociale, altri attori pertinenti e individui che cercano informazioni sui finanziamenti, le politiche e le iniziative pertinenti dell’UE;
  • un nuovo Centro Europeo di Competenza per l’Innovazione Sociale.

L’accesso ai finanziamenti è stato evidenziato come una sfida per le organizzazioni dell’economia sociale e rimane ancora una sfida da vincere. 

Il miglioramento dell’accesso ai finanziamenti  è pertanto un’area di lavoro importante nell’ambito del piano d’azione per l’economia sociale.

La pubblicazione del piano d’azione è stata preceduta da un ampio dialogo con i cittadini e le parti interessate. 

Inoltre, la Commissione ha costruito la base di prove per l’iniziativa attraverso diversi studi, come lo Studio sull’impatto dell’SBI e le sue azioni di follow-up ed esercizi di mappatura.

Il piano d’azione viene accompagnato da due documenti di lavoro del personale:

Il piano d’azione presenta anche opportunità di finanziamento  disponibili per sostenere l’economia sociale.

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Etichetta energetica: al via dal 1° settembre

Avviata dal 1° settembre scorso l’etichettatura energetica. Di cosa si tratta, quali sono i vantaggi, e gli obblighi previsti per i Destinatari.

Etichettatura significa risparmio energetico

Innanzitutto, con l’etichettatura energia, la UE punta a a migliorare l’efficienza energetica dei prodotti sul mercato dell’UE: infatti, l’obiettivo posto dalla comunità è quello di introdurre meccanismi di etichettatura energetica e progettazione ecocompatibile:

Il contenuto informativo riguarda l’efficienza energetica e di altre caratteristiche chiave dei prodotti al momento dell’acquisto, al fine di consentire un risparmio sulle bollette energetiche e la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra in tutta l’UE da parte dei Consumatori.

Oltre alle informazioni sul consumo energetico del prodotto, le etichette possono anche fornire dati specifici su altre caratteristiche d’uso pertinenti, quali le emissioni acustiche o il consumo di acqua.

Una breve cronistoria

Introdotta per una serie di elettrodomestici nel 1994 e successivamente estesa ad altri nel 2004, con una scala comparativa da A (efficienza massima) a G (efficienza minima), l’etichetta energetica dell’UE è stata un fattore chiave per aiutare i consumatori a scegliere prodotti più efficienti sotto il profilo energetico. Al tempo stesso, incoraggia i produttori a promuovere l’innovazione utilizzando tecnologie più efficienti dal punto di vista dei consumi.

Secondo lo speciale Eurobarometro 492, nel 2019 l’etichetta energetica era riconosciuta dal 93% dei consumatori e il 79% l’ha presa in considerazione al momento dell’acquisto di prodotti efficienti sotto il profilo energetico.

I risparmi stimati

La UE punta a ottenere:

  • un risparmio energetico di circa 230 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) entro il 2030, pari ad un risparmio medio in bolletta fino a 285 euro all’anno per i consumatori.
  • un insieme di entrate supplementari per le imprese comunitarie, pari a 66 miliardi di euro.

I comportamenti incentivati

La UE assume che chi realizza tali prodotti con il marchio energetico ambisce affinché essi rientrino nella categoria più elevata disponibile rispetto ai concorrenti.

Ne deriva che quelli che vendono apparecchi appartenenti alle classi meno efficienti puntino a migliorare la loro classificazione per collocare i loro prodotti nella categoria più elevata[1].

Una nuova generazione di etichette

Visto che i prodotti diventano sempre più efficienti sotto il profilo energetico e che la differenza tra A++ e A+++ è meno evidente per il consumatore, le categorie delle etichette energetiche dell’UE saranno gradualmente adeguate per ripristinare la scala da A a G, più semplice da capire. Ad esempio, un prodotto che presenta una classe di efficienza energetica A+++ potrebbe diventare una classe B o inferiore dopo il riscalaggio senza modificare il suo consumo energetico. La classe A sarà inizialmente vuota per lasciare spazio allo sviluppo di modelli più efficienti sotto il profilo energetico.

Ciò consentirà ai consumatori di distinguere più chiaramente tra i prodotti che consumano meno e, al tempo stesso, intende incoraggiare i fabbricanti a proseguire la ricerca e l’innovazione in tecnologie più efficienti sotto il profilo energetico. Il 16 febbraio 2021 è stato pubblicato un articolo che spiega con maggiori dettagli la nuova generazione di etichette energetiche dell’UE.

Il “re-scaling” delle categorie di prodotti a marchio energetico

In concreto, nel 2021 saranno “riscalati” 5 gruppi di prodotti[2]:

  • frigoriferi e congelatori
  • lavastoviglie
  • lavatrici
  • televisori
  • Lampade

Nel dettaglio:

  • I frigoriferi e congelatori, le lavastoviglie, le lavatrici e i televisori saranno riscalati a partire dal 1º marzo 2021;
  • le lampade saranno riscalate a partire dal 1º settembre 2021.
  • altri gruppi di prodotti muniti di etichette energetiche dell’UE seguiranno nei prossimi anni[3].

Progettazione ecocompatibile

Esiste a livello mondiale una domanda di prodotti più efficienti per ridurre il consumo di energia e di altre risorse naturali, in linea con il miglioramento della sostenibilità globale.

La legislazione dell’UE in materia di progettazione ecocompatibile è uno strumento efficace per migliorare le prestazioni ambientali dei prodotti fissando norme minime obbligatorie per la loro efficienza energetica. Ciò elimina dal mercato i prodotti meno performanti, contribuendo in modo significativo al conseguimento degli obiettivi dell’UE in materia di energia e clima. La progettazione ecocompatibile sostiene inoltre la competitività industriale e l’innovazione promuovendo migliori prestazioni ambientali dei prodotti in tutto il mercato interno.

Il 1º ottobre 2019 la Commissione ha adottato 10 misure per le seguenti categorie di prodotti:

  • lavatrici e lavasciuga biancheria
  • lavastoviglie
  • display elettronici
  • frigoriferi per uso domestico
  • sorgenti luminose
  • frigoriferi con funzione di vendita diretta
  • alimentatori esterni
  • motori elettrici
  • trasformatori di potenza
  • apparecchiature di saldatura.

Otto di queste misure rivedono i requisiti esistenti, mentre i frigoriferi con funzione di vendita diretta e le apparecchiature di saldatura sono regolamentati per la prima volta.

Riparabilità e riciclabilità

Una modifica importante di queste norme sulla progettazione ecocompatibile, che inizieranno ad applicarsi pienamente nel 2021, è l’inclusione di elementi volti a migliorare ulteriormente la riparabilità e la riciclabilità degli apparecchi.

Fra le nuove misure figurano determinati requisiti, ad esempio rendere i pezzi di ricambio più facilmente sostituibili e garantire che i pezzi di ricambio e le informazioni sulla riparazione e la manutenzione siano disponibili per gli utilizzatori finali e i riparatori professionisti, a seconda dei casi, per una durata minima di 7-10 anni a seconda del prodotto. Le norme di progettazione ecocompatibile modificate per le lavatrici, le lavastoviglie, i frigoriferi e i congelatori e i display elettronici entrano in vigore il 1º marzo 2021.

Per maggiori informazioni

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[1] Per esempio, circa due terzi dei frigoriferi e delle lavatrici venduti nel 2006 avevano un’etichetta di classe A, mentre nel 2017, oltre il 90% aveva un’etichetta A+, A++ o A+++.

[2] Il formato finale e l’identità visiva delle nuove etichette per i gruppi di prodotti elencati sopra e per gli “apparecchi di refrigerazione con funzione di vendita diretta” sono stati adottati dalla Commissione l’11 marzo 2019.I paesi dell’UE, con il sostegno della Commissione europea, informeranno i cittadini in merito ai cambiamenti che le nuove etichette energetiche dell’UE apporteranno attraverso campagne di comunicazione dedicate. Inoltre, due progetti finanziati da Orizzonte 2020, LABEL2020 e Boost Energy Label Take up (BELT) promuoveranno e sosterranno una transizione agevole del mercato delle nuove etichette energetiche.

[3] Dal giugno 2020 è disponibile una nota orientativa sui periodi di riscalaggio e di transizione delle etichette. Inoltre, a partire dal 1º gennaio 2019 i fornitori (fabbricanti, importatori o rappresentanti autorizzati) devono caricare informazioni sui loro prodotti nella banca dati europea dei prodotti per l’etichettatura energetica (EPREL) prima di immettere i prodotti sul mercato europeo. A partire da marzo 2021 i consumatori potranno consultare la banca dati per cercare le etichette energetiche e le schede informative riguardanti le prime categorie di prodotti riscalati.Le imprese possono anche creare le proprie etichette per i prodotti che consumano energia utilizzando i modelli di etichette energetiche o il generatore di etichette energetiche.

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