Ricerca per:
Condizioni di lavoro: novità in arrivo dalla Comunità europea

Rapporti di lavoro più trasparenti e prevedibili per i lavoratori: è questo quello che ci chiede la UE. E lo dobbiamo fare al più presto. È infatti scaduto il termine entro il quale gli Stati membri dell’UE avrebbero dovuto recepire nel diritto nazionale la direttiva relativa a condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili. La direttiva prevede un ampliamento e un aggiornamento dei diritti e della protezione per i 182 milioni di lavoratori dell’UE.

Cosa implica il recepimento

La disciplina normativa comunitaria prevede che, grazie alle nuove norme i lavoratori avranno diritto a condizioni di lavoro più prevedibili, ad esempio per quanto riguarda gli incarichi e l’orario di lavoro, ed in particolare avranno inoltre il diritto di ricevere informazioni tempestive e più complete riguardo agli aspetti essenziali del loro lavoro, quali il luogo di lavoro e la retribuzione.

Secondo la UE, si tratta di un passo importante per un’Europa sociale forte e contribuisce a trasformare il pilastro europeo dei diritti sociali in una realtà tangibile per tutti i cittadini dell’UE.

Contesto

Si tratta dei diritti sociali, indicati nel TFUE come principi essenziali per condizioni di lavoro eque un'”occupazione flessibile e sicura” e “informazioni sulle condizioni di lavoro e sulla protezione in caso di licenziamento”.

Il pilastro del trattato sancisce che i lavoratori hanno il diritto di essere informati per iscritto all’inizio del rapporto di lavoro dei diritti e degli obblighi derivanti dal rapporto di lavoro e delle condizioni del periodo di prova.

La nuova direttiva relativa a condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili (UE/2019/1152) sostituisce la direttiva sulle dichiarazioni scritte (91/533/CEE) in vigore dal 1991, che riconosceva ai lavoratori all’inizio di un nuovo impiego il diritto di ricevere per iscritto informazioni in merito agli aspetti essenziali del rapporto di lavoro.

Alla tappa fondamentale raggiunta oggi seguirà domani un altro importante traguardo nell’ambito del pilastro europeo dei diritti sociali. Le norme adottate nel 2019 a livello dell’UE al fine di migliorare l’equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza dovranno essere recepite dagli Stati membri entro il 2 agosto 2022. 

I benefici attesi

Diversi i benefici che la Comunità prevede grazie alla implementazione della Direttiva per lavoratori UE, e quindi anche gli italiani:

  • una formazione obbligatoria gratuita relativa al posto di lavoro nei casi in cui il datore di lavoro sia tenuto a fornirla;
  • limitazione della durata dei periodi di prova all’inizio del rapporto di lavoro, che non potrà superare 6 mesi;
  • possibilità di accettare un impiego in parallelo con un altro datore di lavoro; eventuali restrizioni a tale diritto devono essere giustificate da motivi oggettivi;
  • comunicazione, con un preavviso ragionevole, del momento in cui dovrà essere svolto il lavoro, in particolare nel caso di lavoratori con orari di lavoro imprevedibili e con contratti a chiamata;
  • misure efficaci che prevengano l’abuso dei contratti a zero ore;
  • una risposta scritta a seguito di una richiesta di trasferimento a un altro lavoro più sicuro;
  • informazioni più complete sugli aspetti essenziali del loro lavoro, che devono essere comunicate tempestivamente e per iscritto;

Diritto all’informazione per i lavoratori

Secondo le stime altri 2-3 milioni di lavoratori in condizioni di lavoro precarie e non standard, tra cui i lavoratori a tempo parziale, temporaneo e a chiamata, godranno ora del diritto all’informazione sulle proprie condizioni di lavoro e di una nuova protezione, come il diritto a una maggiore prevedibilità dell’orario di lavoro. La direttiva rispetta al contempo la flessibilità del lavoro non standard, salvaguardandone così i benefici per i lavoratori e i datori di lavoro.

Anche i datori di lavoro beneficeranno della direttiva: quest’ultima garantisce che la protezione dei lavoratori rimanga in linea con gli ultimi sviluppi dei mercati del lavoro, riducendo gli ostacoli amministrativi per i datori di lavoro – ad esempio consentendo di fornire informazioni per via elettronica – e creando condizioni di parità tra i datori di lavoro nell’UE, per permettere una concorrenza leale basata sullo stesso livello minimo di diritti del lavoro.

Prossime tappe

Gli Stati membri sono tenuti a recepire la direttiva nel diritto nazionale entro oggi. Come prossimo passo la Commissione valuterà la completezza e la conformità delle misure nazionali notificate da ciascuno Stato membro e interverrà se e quando necessario.

Le dichiarazioni

Nicolas Schmit, Commissario per il Lavoro e i diritti sociali, ha dichiarato: “La direttiva relativa a condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili è una risposta diretta alla realtà in rapido mutamento dei nostri mercati del lavoro. Le persone hanno diritto a informazioni più complete sulle condizioni di lavoro e a una maggiore prevedibilità nella loro vita quotidiana. Le nuove norme contribuiranno a garantire posti di lavoro di qualità e a dare stabilità ai lavoratori, permettendo loro di fare progetti di vita.” 

Advertising

Book

È on line il terzo volume della nuova collana dal titolo “L’Economia circolare dispiegata”, dal titolo “Organizzazione Aziendale – Circolare e sostenibile”. Il volume è dedicato a chi intende approcciare ai fondamenti dell’economia in generale e dell’economia ambientale in particolare; a quelli dell’economia aziendale ed ai concetti basilari dell’organizzazione aziendale, al marketing e alle principali forme di gestione di un Azienda, in un’ottica di sostenibilità ambientale.

Per comprare il Volume

Cliccare qui.

Advertising

Book

Pubblicato il  nuovo volume riguardante la normativa ambientale dedicato ai chiarimenti sulla parte IV del TUA, sulla gestione dei rifiuti dal titolo “Il testo unico ambientale – I chiarimenti sugli istituti della Parte IV relativa ai rifiuti

Per comprare il Volume

Cliccare qui.

Advertising

Book

Disponibile on-line, su Amazon on-line shop, il secondo volume de “L’economia circolare dispiegata”, “La gestione dei rifiuti: per Aziende, Cittadini, Enti pubblici”, dedicato a chi vuole approfondire i temi dell’economia ambientale, della gestione dei rifiuti e della relativa disciplina tariffaria, sotto un profilo economico, legislativo e tributario.

E’ in libreria e sullo shop-on line di Amazon, il mio nuovo volume dedicato alle “Procedure Autorizzative Ambientali IIa Edizione. Cosa cambia con il “Semplificazioni bis” (DL n. 77/2021/)”.

Per comprare il Volume

Cliccare qui.

Advertising

Book

Le “Procedure Ambientali” costituisce il primo volume della nuova collana dal titolo “L’Economia circolare dispiegata”, il visibile filo rosso che lega assieme le diverse monografie che la compongono, ciascuna delle quali è stata sviluppata con l’obiettivo di evidenziare i principi cui dovrebbero essere ispirati i modi di operare di cittadini, imprese, e pubbliche amministrazioni chiamati ad implementarli, i quali possono rendere, se correttamente attuati, “circolare” il nostro sistema economico. Per acquistare la tua copia, clicca qui!

UE: avviata consultazione su nuova Direttiva rifiuti

La commissione europea, dopo il Circular Economy Package del 2018, è in procinto di avviare nuovamente una revisione delle Direttive di interesse per la gestione dei rifiuti. Si parte da una consultazione pubblica sulla revisione della direttiva quadro sui rifiuti. I profili dell’iniziativa.

La consultazione è aperta dal 24 maggio al 16 agosto 2022

Con l’obiettivo di migliorare i risultati ambientali complessivi della gestione dei rifiuti, seguendo quanto indicato dalla c.d. “gerarchia dei rifiuti”, e in coerenza con l’insieme dei principi fondanti, la Commissione europea ha varato a fine maggio una consultazione pubblica sulla revisione della direttiva quadro sui rifiuti.

Lanciata lo scorso 24 maggio, essa contempla la definizione di obiettivi dell’UE in materia di riduzione dei rifiuti alimentari.

Sul punto, la Comunità sottolinea come gli Stati membri raramente fissano obiettivi e indicatori nei loro piani di prevenzione dei rifiuti, in base ad un Rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) sul tema della prevenzione dei rifiuti in Europa. La stessa Agenzia ricorda come oltre la metà degli Stati membri rischia di non raggiungere gli obiettivi del 2025 per la preparazione al riutilizzo e al riciclaggio dei rifiuti urbani.

I temi di interesse della revisione

La revisione della Direttiva n. 98/2008, modificata con la n. 851/2018 facente parte del Circular Economy sopra richiamato, verrà concentrata su:

prevenzione, compresa la riduzione dei rifiuti alimentari;

raccolta differenziata;

rifiuti specifici come gli oli usati e i prodotti tessili;

applicazione della gerarchia dei rifiuti e del principio ‘chi inquina paga’.

Tale attività mira ad adeguare le prescrizioni agli obiettivi del Green Deal europeo, della Strategia Farm to Fork e del Piano d’azione per l’economia circolare.

In tema di rifiuti, la Comunità, attraverso la Direttiva appena richiamata, delinea un quadro utile a perfezionare le attività di gestione, ed in primis, così come indicato dalla gerarchia dei rifiuti, stressare gli operatori sull’attività di prevenzione.

Ciò dovrà, appunto, avvenire mediante la realizzazione di significative innovazioni in tema di raccolta differenziata e nel riciclaggio dei rifiuti, limitando, nel contempo, l’uso delle discariche e attraverso la creazione di strumenti economici ed incentivi utili ad accelerare il cambiamento delle abitudini dei consumatori.

Il cronoprogramma

Obiettivo della consultazione è quello di raccogliere pareri ed osservazioni per la valutazione d’impatto condotta dalla Commissione stessa, che, al termine, formulerà la propria proposta.

Essa verrà conclusa il prossimo 16 agosto 2022.

Le dichiarazioni

Virginijus Sinkevicius, commissario responsabile per l’Ambiente, gli oceani e la pesca

“Per conseguire gli obiettivi dell’economia circolare e della neutralità climatica previsti dal Green Deal europeo, dobbiamo compiere maggiori sforzi volti, in primo luogo, ad evitare la produzione di rifiuti e a rendere più efficiente il nostro settore della gestione dei rifiuti. È ciò che vogliamo fare con questa revisione. Inoltre stiamo lavorando per fissare per la prima volta obiettivi di riduzione degli sprechi alimentari. Attendo con interesse il vostro parere su come fare sì che i prodotti, una volta giunti al termine del loro ciclo di vita, restino utili e generino meno rifiuti”.

Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare

“Le sfide poste al clima e alla biodiversità, la pandemia di Covid-19 e i conflitti in corso rendono ancora più importante la transizione verso sistemi alimentari resilienti e sostenibili che proteggano sia le persone che il pianeta. Lo spreco alimentare è una delle principali fonti di inefficienza dei nostri sistemi alimentari. Dobbiamo intensificare i nostri sforzi per contenere la mole dei rifiuti da essi prodotta. Introducendo obiettivi giuridicamente vincolanti per ridurre gli sprechi alimentari puntiamo a ridurre l’impronta ambientale dei sistemi alimentari e ad accelerare i progressi dell’UE verso il nostro impegno globale di dimezzare gli sprechi alimentari entro il 2030”.

Advertising

Book

Pubblicato il  nuovo volume riguardante la normativa ambientale dedicato ai chiarimenti sulla parte IV del TUA, sulla gestione dei rifiuti dal titolo “Il testo unico ambientale – I chiarimenti sugli istituti della Parte IV relativa ai rifiuti

Per comprare il Volume

Cliccare qui.

Advertising

Book

Disponibile on-line, su Amazon on-line shop, il secondo volume de “L’economia circolare dispiegata”, “La gestione dei rifiuti: per Aziende, Cittadini, Enti pubblici”, dedicato a chi vuole approfondire i temi dell’economia ambientale, della gestione dei rifiuti e della relativa disciplina tariffaria, sotto un profilo economico, legislativo e tributario.

E’ in libreria e sullo shop-on line di Amazon, il mio nuovo volume dedicato alle “Procedure Autorizzative Ambientali IIa Edizione. Cosa cambia con il “Semplificazioni bis” (DL n. 77/2021/)”.

Per comprare il Volume

Cliccare qui.

Advertising

Book

Le “Procedure Ambientali” costituisce il primo volume della nuova collana dal titolo “L’Economia circolare dispiegata”, il visibile filo rosso che lega assieme le diverse monografie che la compongono, ciascuna delle quali è stata sviluppata con l’obiettivo di evidenziare i principi cui dovrebbero essere ispirati i modi di operare di cittadini, imprese, e pubbliche amministrazioni chiamati ad implementarli, i quali possono rendere, se correttamente attuati, “circolare” il nostro sistema economico. Per acquistare la tua copia, clicca qui!

Commissione Europea sugli Aiuti di Stato: adottato un quadro temporaneo di crisi per sostenere l’economia

Lo scorso 12 aprile la Commissione europea ha provveduto ad adottare un quadro temporaneo di crisi. L’obiettivo è quello di consentire agli Stati membri di avvalersi pienamente della flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato al fine di sostenere l’economia nel contesto dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

La base normativa

L’iniziativa comunitaria riposa sul contenuto dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), per cui l’economia comunitaria sta subendo un grave turbamento.

Le forme di supporto

Per porre rimedio a questa situazione, il quadro temporaneo prevede tre tipi di aiuti:

  1. Aiuti di importo limitato: gli Stati membri potranno introdurre regimi per concedere fino a 35 000 € per le imprese colpite dalla crisi che operano nel settore agricolo, della pesca e dell’acquacoltura e fino a 400 000 € per le imprese colpite dalla crisi che operano negli altri settori. Non è necessario che tale aiuto sia collegato a un aumento dei prezzi dell’energia, in quanto la crisi e le misure restrittive nei confronti della Russia colpiscono l’economia in vari modi, ad esempio provocando una perturbazione delle catene di approvvigionamento fisiche. Tale sostegno può essere concesso in qualsiasi forma, comprese le sovvenzioni dirette.
  2. Sostegno alla liquidità sotto forma di garanzie statali e prestiti agevolati: gli Stati membri potranno fornire i) garanzie statali agevolate per permettere alle banche di continuare a erogare prestiti a tutte le imprese colpite dalla crisi; e ii) prestiti pubblici e privati a tassi di interesse agevolati.
  3. Gli Stati membri possono concedere garanzie statali o istituire regimi di garanzia a sostegno dei prestiti bancari contratti dalle imprese. Tali garanzie e regimi beneficeranno di premi agevolati caratterizzati da una riduzione rispetto al tasso di mercato stimato per i premi annuali applicati ai nuovi prestiti per le piccole e medie imprese (PMI) e per le altre imprese.

Gli aiuti di stato

In tale contesto, i Paesi della UE potranno autorizzare prestiti pubblici e privati alle imprese con tassi d’interesse agevolati.

Condizione fondamentale, riguarda l’entità di suddetto tasso, almeno pari al tasso di base privo di rischio maggiorato dei premi specifici per il rischio di credito applicabili alle PMI e alle altre imprese.

Limite all’importo dei prestiti

Per entrambi i tipi di sostegno sono previsti limiti all’importo massimo dei prestiti, che dipendono dalle esigenze operative delle imprese, determinate sulla base del fatturato, dei costi energetici e del fabbisogno di liquidità.

I prestiti possono riguardare il fabbisogno relativo a:

  • investimenti
  • capitale di esercizio.

Gli aiuti destinati a compensare i prezzi elevati dell’energia

In tema di aiuti destinati a compensare i prezzi elevati dell’energia che si stanno oggi manifestando, la UE prescrive che i Paesi potranno compensare parzialmente le imprese, in particolare gli utenti a forte consumo di energia, per i costi aggiuntivi dovuti ad aumenti eccezionali dei prezzi del gas e dell’elettricità.

Tale sostegno può essere concesso in qualsiasi forma, comprese le sovvenzioni dirette.

L’aiuto complessivo per beneficiario non può superare il 30 % dei costi ammissibili, fino a un massimo di 2 milioni di € in un dato momento.

Quando l’impresa subisce perdite di esercizio, possono essere necessari ulteriori aiuti per garantire il proseguimento di un’attività economica. A tal fine gli Stati membri possono concedere aiuti superiori a tali massimali, fino a 25 milioni di € per gli utenti a forte consumo di energia e fino a 50 milioni di € per le imprese attive in settori specifici, quali la produzione di alluminio e di altri metalli, fibre di vetro, pasta di legno, fertilizzanti o idrogeno e molti prodotti chimici di base.

Il quadro temporaneo di crisi contribuirà a orientare il sostegno all’economia, limitando al contempo l’impatto negativo sulle condizioni di parità nel mercato unico.

Le garanzie

Il quadro prevede pertanto una serie di garanzie:

  • metodologia proporzionale: dovrebbe esistere un nesso tra l’importo dell’aiuto che può essere concesso alle imprese e la portata della loro attività economica e dell’esposizione agli effetti economici della crisi, che tenga conto del fatturato e dei costi energetici che devono sostenere;
  • condizioni di ammissibilità: la definizione di utenti a forte consumo di energia figura all’articolo 17, paragrafo 1, lettera a), della direttiva sulla tassazione dell’energia, che fa riferimento alle imprese per le quali l’acquisto dei prodotti energetici è pari ad almeno il 3 % del loro valore produttivo;
  • requisiti di sostenibilità: quando concedono aiuti per ovviare ai costi aggiuntivi sostenuti a causa dei prezzi eccezionalmente elevati del gas e dell’energia elettrica, gli Stati membri sono invitati a considerare, in modo non discriminatorio, la fissazione di requisiti relativi alla protezione dell’ambiente o alla sicurezza dell’approvvigionamento. Gli aiuti dovrebbero pertanto aiutare le imprese ad affrontare la crisi attuale, ponendo nel contempo le basi per una ripresa sostenibile.

Il quadro temporaneo di crisi sarà operativo fino al 31 dicembre 2022. Al fine di garantire la certezza del diritto, la Commissione valuterà prima di tale data se il quadro debba essere prorogato. Inoltre durante il periodo di applicazione la Commissione valuterà il contenuto e la portata del quadro alla luce degli sviluppi sui mercati dell’energia, sugli altri mercati dei fattori di produzione e della situazione economica generale.

Il quadro adottato oggi integra le ampie possibilità di cui dispongono gli Stati membri per concepire misure in linea con le esistenti norme dell’UE sugli aiuti di Stato che, ad esempio consentono agli Stati membri di aiutare le imprese a far fronte alla carenza di liquidità e a sopperire a un urgente fabbisogno di aiuti al salvataggio. Inoltre l’articolo 107, paragrafo 2, lettera b), TFUE consente agli Stati membri di compensare le imprese per i danni direttamente causati da un evento eccezionale, come l’attuale crisi.

Nel 2008 la Commissione aveva già adottato un quadro temporaneo in risposta alla crisi finanziaria mondiale.

Il 19 marzo 2020 la Commissione ha adottato un quadro temporaneo nel contesto della pandemia di COVID-19, il quale è stato modificato il  3 aprilel’8 maggioil 29 giugnoil 13 ottobre  2020, il 28 gennaio  e il 18 novembre 2021.

Per ulteriori informazioni

Comunicazione della Commissione – Quadro temporaneo di crisi per misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia a seguito dell’aggressione della Russia contro l’Ucraina

UE: approvato l’ottavo programma di azione ambientale

Adottato lo scorso 29 marzo 2022 dal Consiglio dell’Unione europea, servirà da guida per l’elaborazione e l’attuazione delle politiche ambientali europee fino al 2030.

Di cosa si tratta

Il programma di azione per l’ambiente (PAA) stabilisce un quadro per lo sviluppo generale della politica ambientale dell’UE e guida il processo decisionale attraverso la definizione di priorità, visioni e obiettivi a lungo termine. Nell’ottobre 2020 la Commissione ha adottato una proposta di decisione relativa a un programma generale di azione dell’Unione per l’ambiente fino al 2030, per dare seguito al settimo PAA, scaduto alla fine del 2020.

Durante la tornata di luglio 2021, il Parlamento europeo ha votato la proposta e definire la sua posizione per i negoziati del trilogo.

A dicembre 2021 la Commissione aveva accolto con favore l’accordo provvisorio raggiunto recentemente tra il Parlamento europeo e il Consiglio sull’ottavo programma d’azione per l’ambiente, sottolineando come il Piano sancisce l’impegno degli Stati membri e del Parlamento per un’azione ambientale e climatica fino al 2030, guidata da una visione a lungo termine fino al 2050 del benessere per tutti, pur rimanendo entro i limiti del pianeta, basandosi, altresì, sull’Accordo verde europeo.

Il contesto

Stando alla relazione sullo stato dell’ambiente dell’Agenzia europea dell’ambiente, l’UE si trova confrontata

a sfide ambientali urgenti e senza precedenti e non realizzerà i suoi obiettivi per il 2030 e la sua visione a

lungo termine di “vivere bene entro i limiti del nostro pianeta” a meno che nel prossimo decennio non

intensifichi e acceleri gli sforzi volti ad affrontare la perdita di biodiversità, le conseguenze dei cambiamenti

climatici e il consumo eccessivo di risorse naturali.

Le condizioni abilitanti

Il Consiglio e il Parlamento hanno concordato diverse condizioni abilitanti per il raggiungimento degli obiettivi prioritari, in particolare:

  • diminuzione dell’impronta dei materiali e dei consumi dell’UE;
  • rafforzamento degli incentivi ambientali positivi;
  • eliminazione graduale dei sussidi ambientalmente dannosi.

Gli obiettivi prioritari

In particolare, sei sono gli obiettivi tematici prioritari del Programma, con riferimento a:

  • riduzione delle emissioni di gas a effetto serra;
  • adattamento ai cambiamenti climatici;
  • realizzazione di un modello di crescita rigenerativa;
  • obiettivo “inquinamento zero”;
  • protezione e ripristino della biodiversità e riduzione dei principali impatti ambientali e climatici legati alla produzione e al consumo.

Advertising

Book

Pubblicato il  nuovo volume riguardante la normativa ambientale dedicato ai chiarimenti sulla parte IV del TUA, sulla gestione dei rifiuti dal titolo “Il testo unico ambientale – I chiarimenti sugli istituti della Parte IV relativa ai rifiuti

Per comprare il Volume

Cliccare qui.

Advertising

Book

Disponibile on-line, su Amazon on-line shop, il secondo volume de “L’economia circolare dispiegata”, “La gestione dei rifiuti: per Aziende, Cittadini, Enti pubblici”, dedicato a chi vuole approfondire i temi dell’economia ambientale, della gestione dei rifiuti e della relativa disciplina tariffaria, sotto un profilo economico, legislativo e tributario.

E’ in libreria e sullo shop-on line di Amazon, il mio nuovo volume dedicato alle “Procedure Autorizzative Ambientali IIa Edizione. Cosa cambia con il “Semplificazioni bis” (DL n. 77/2021/)”.

Per comprare il Volume

Cliccare qui.

Advertising

Book

Le “Procedure Ambientali” costituisce il primo volume della nuova collana dal titolo “L’Economia circolare dispiegata”, il visibile filo rosso che lega assieme le diverse monografie che la compongono, ciascuna delle quali è stata sviluppata con l’obiettivo di evidenziare i principi cui dovrebbero essere ispirati i modi di operare di cittadini, imprese, e pubbliche amministrazioni chiamati ad implementarli, i quali possono rendere, se correttamente attuati, “circolare” il nostro sistema economico. Per acquistare la tua copia, clicca qui!

Comunicazione UE: necessari investimenti ambiziosi per realizzare la transizione green

Con una Comunicazione del 2 Marzo 2022, la commissione UE è ritornata sul tema della transizione ecologica, sottolineando, come fatto in passato, che, al fine di realizzare una transizione realmente ecologica e circolare, occorre fare di più, ed in particolare realizzare investimenti ambiziosi.

Che cos’è la transizione verde per la UE?

Prima di vedere, in sintesi, il contenuto della Comunicazione, occorre fare il punto della situazione sui progetti impostati dalla Comunità sul tema.

Innanzitutto, è bene ricordare che la Comunità Europea sta investendo molto sulla creazione di un economia circolare, e, dal 2019 in avanti, prove e testimonianze di questo impegno sono divenute chiaramente visibili.

In particolare, la UE assume che i cambiamenti climatici e il degrado ambientale costituiscono una minaccia enorme per l’Unione europea e per il mondo.

Per superare queste sfide, l’UE ha adottato il Green Deal europeo, la nuova strategia di crescita che trasformerà l’Europa in un’economia moderna, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva.

Come noto, tale pianificazione dovrà consentire di realizzare:

  • un Europa climaticamente neutra entro il 2050;
  • rilanciare l’economia grazie alla tecnologia verde:
  • creare industrie e trasporti sostenibili;
  • ridurre l’inquinamento.

La Commissione europea sta supportando i Paesi membri della comunità a progettare e attuare riforme che sostengano la transizione verde e contribuiscano al conseguimento proprio degli  obiettivi fissati con il Green Deal europeo. Contribuisce inoltre a definire le procedure richieste nelle amministrazioni centrali e locali e a realizzare le strutture di coordinamento necessarie per l’attuazione delle politiche verdi.

La comunicazione UE: servono investimenti privati nel settore green

L’Unione ritiene necessario realizzare investimenti, e questo provenienti principalmente dal settore privato, che costituiscono un prerequisito per accelerare la transizione green e digitale.

Sarà compito delle istituzioni comunitari, assieme ai Paesi membri, quello di garantire la realizzazione di un adeguato contesto imprenditoriale.

Ciò dovrà essere strumentale a trasformare l’Europa in un polo di investimenti, con l’obiettivo collaterale e desiderato, di rafforzare il mercato interno.

In tal senso disegno si inserisce il completamento dell’Unione europea bancaria e progredendo rapidamente verso l’Unione dei mercati dei capitali.

Alcune cifre

In dettaglio, la Commissione stima che, al fine di realizzare il Green Deal europeo, nei prossimi dieci anni la Comunità:

  • debba incrementare di circa 520 miliardi di euro ogni anno, rispetto al decennio precedente;
  • di questi, ben 390 miliardi di euro verranno impiegati nelle attività di decarbonizzazione dell’economia, in particolare nel settore dell’energia;
  • di questi, ben 130 miliardi di euro all’anno verranno dedicati agli altri obiettivi ambientali.

Inoltre occorre un’azione coordinata da parte di tutti i soggetti interessati: le autorità pubbliche a livello europeo, nazionale e regionale e il settore privato “affinché gli investimenti e le riforme contribuiscano pienamente agli obiettivi prioritari dell’Ue. In tal modo, le azioni si rafforzeranno a vicenda, evitando differenze tra Stati membri e rafforzando il mercato unico”.

Pubblicate le linee guida Ue 2022 su energia ed ambiente

Pubblicate le “Guidelines on State aid for climate, environmental protection and energy (‘CEEAG’)”, ovvero le Linee guida riguardanti le ipotesi di aiuti di Stato in taluni settori (clima, energia, ed ambiente).

Gli obiettivi delle Linee

Con la pubblicazione avvenuta lo scorso 18 Febbraio 2022, vengono diffusi gli orientamenti della Comunità europea in merito alle possibilità, da parte degli Stati membri, circa aiuti a favore delle proprie aziende impegnate nei settori clima, protezione dell’ambiente ed energia (c.d. “aiuti di stato”).

Esse mirano a fornire orientamenti su:

  • le modalità con le quali la Commissione europea andrà a valutare la compatibilità della protezione ambientale, compresa la protezione del clima[1];
  • le misure di aiuto all’energia soggette all’obbligo di notifica[2].

Pertanto, esse fissano le condizioni alle quali gli aiuti di Stato concessi dagli Stati membri nei settori del clima, della protezione ambientale e dell’energia possono essere considerati compatibili con il mercato unico e i criteri per la Commissione si applicano per valutare il sostegno degli Stati membri in questi settori[3].

La Comunità intende creare un “quadro abilitante”, flessibile e adatto ad aiutare gli Stati membri  e fornire così il supporto necessario per raggiungere gli obiettivi del Green Deal in modo mirato ed efficiente in termini di costi. Infatti, le regole incluse:

  • implicano un allineamento con gli importanti obiettivi e traguardi dell’UE stabiliti nel Green Deal europeo e con altri recenti cambiamenti normativi nei settori dell’energia e dell’ambiente e risponderanno alla maggiore importanza della protezione del clima;
  • sostengono progetti per la protezione dell’ambiente, compresa la protezione del clima e la generazione di energia verde;
  • includono sezioni per sostenere la decarbonizzazione dell’economia in modo ampio e flessibile, aperte a tutte le tecnologie che possono contribuire al Green Deal europeo[4];
  • mirano ad aiutare gli Stati membri a raggiungere i loro ambiziosi obiettivi energetici e climatici dell’UE, al minor costo possibile per i contribuenti e senza indebite distorsioni della concorrenza nel mercato unico;
  • mirano a facilitare la partecipazione delle comunità di energia rinnovabile e delle PMI.

Cosa vanno a sostituire

Gli orientamenti sugli aiuti di Stato per il clima, la protezione dell’ambiente e l’energia (CEEAG), quando adottati formalmente:

  • sostituiranno gli attuali orientamenti sugli aiuti di Stato per l’energia e l’ambiente (EEAG);
  • si applicheranno a qualsiasi decisione adottata dalla Commissione dopo la loro adozione.

Gli obblighi a carico degli Stati membri

Gli Stati membri saranno tenuti ad allineare i regimi esistenti alle nuove norme a partire dal 2024.  

Le aree di intervento

Le Linee prevedono sezioni sulle misure di efficienza energetica, aiuti alla mobilità pulita, infrastrutture, economia circolare, riduzione dell’inquinamento, protezione e ripristino della biodiversità, nonché misure per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento energetico, a determinate condizioni.

In particolare, le nuove norme indotte con le Linee guida, consentiranno di:

  • ampliare le categorie di investimenti e tecnologie che gli Stati membri possono sostenere per coprire tutte le tecnologie che possono realizzare il Green Deal europeo. Una nuova sezione unica riguarda la riduzione o l’evitamento delle emissioni di gas serra, facilitando la valutazione di misure a sostegno della decarbonizzazione di diversi settori dell’economia, anche attraverso investimenti in energie rinnovabili, efficienza energetica nei processi produttivi e decarbonizzazione industriale, in linea con la normativa europea Legge sul clima; le norme riviste generalmente consentono aiuti fino al 100% del deficit di finanziamento, soprattutto quando gli aiuti sono concessi a seguito di una procedura di gara competitiva, e introducono nuovi strumenti di aiuto, come i contratti di carbonio per differenza per aiutare gli Stati membri a rispondere alle esigenze di ecocompatibilità industria.
  • coprire gli aiuti per numerose aree rilevanti per il Green Deal; ciò include sezioni nuove o aggiornate sugli aiuti per la prevenzione o la riduzione dell’inquinamento diverso da quello dovuto ai gas serra, compreso l’inquinamento acustico, gli aiuti per l’efficienza delle risorse e l’economia circolare, gli aiuti alla biodiversità e per la riparazione del danno ambientale; inoltre, il CEEAG presenta sezioni dedicate agli aiuti che incentivano gli investimenti in settori di punta come il rendimento energetico degli edifici e la mobilità pulita , coprendo tutti i modi di trasporto;
  • introdurre modifiche alle attuali norme sulle riduzioni di determinati prelievi sull’elettricità per gli utenti ad alta intensità energetica; le norme mirano a limitare il rischio che, a causa di questi prelievi, le attività in determinati settori si spostino in luoghi in cui le discipline ambientali sono assenti o meno ambiziose rispetto all’UE; al fine di soddisfare i maggiori sforzi di decarbonizzazione necessari per raggiungere gli obiettivi climatici dell’UE, il CEEAG copre le riduzioni di tutti i prelievi che finanziano la decarbonizzazione e le politiche sociali. Inoltre, al fine di consentire agli Stati membri di mantenere condizioni di parità e sulla base di indicatori oggettivi a livello di settore, il CEEAG ha razionalizzato il numero di settori ammissibili; le regole sono state inoltre riviste per sostenere al meglio la progressiva decarbonizzazione di queste imprese, tra l’altro, collegando le riduzioni dei prelievi agli impegni dei beneficiari di ridurre la loro impronta di carbonio;
  • introdurre salvaguardie per garantire che l’aiuto sia effettivamente diretto laddove necessario per migliorare la protezione del clima e dell’ambiente, si limiti a quanto necessario per raggiungere gli obiettivi ambientali e non distorca la concorrenza o l’integrità del mercato unico; a tale riguardo, il CEEAG, ad esempio, migliorerà la partecipazione delle parti interessate alla progettazione di grandi misure di aiuto che richiedono agli Stati membri di consultare le parti interessate sulle loro caratteristiche principali.
  • garantire la coerenza con la legislazione e le politiche dell’UE pertinenti nei settori dell’ambiente e dell’energia, tra l’altro ponendo fine ai sussidi per i combustibili fossili più inquinanti, per i quali è improbabile una valutazione positiva da parte della Commissione ai sensi delle norme sugli aiuti di Stato alla luce del loro importante aspetto negativo effetti ambientali; è improbabile che le misure che comportino nuovi investimenti nel gas naturale vengano approvate a meno che non sia dimostrato che gli investimenti sono compatibili con gli obiettivi climatici dell’Unione per il 2030 e il 2050, facilitando la transizione da combustibili più inquinanti senza il lock-in di tecnologie che potrebbero ostacolare il più ampio sviluppo di soluzioni; il CEEAG include anche una nuova sezione sugli aiuti per la chiusura degli impianti di carbone, torba e scisti bituminosi per facilitare la decarbonizzazione nel settore energetico;
  • aumentare la flessibilità e snellire le regole precedenti , anche eliminando l’obbligo di notifica individuale dei grandi progetti verdi all’interno dei regimi di aiuto precedentemente approvati dalla Commissione.

Processi

I nuovi Orientamenti sugli aiuti di Stato per il clima, la tutela dell’ambiente e l’energia fanno seguito a una valutazione delle norme vigenti, degli Orientamenti sugli aiuti di Stato Energia e ambiente (EEAG), condotta nell’ambito del Controllo dell’adeguatezza degli aiuti di Stato e di uno studio condotto da consulenti esterni.

La Commissione ha inoltre svolto un’ampia consultazione di tutte le parti interessate sulle norme rivedute proposte, che ha prodotto oltre 700 contributi.

Il processo ha coinvolto Stati membri, associazioni imprenditoriali, gruppi di interesse, singole aziende, ONG e cittadini. La revisione riflette anche l’esperienza della Commissione derivante dalla sua pratica negli ultimi anni.

Nell’autunno 2020 la Commissione ha inoltre avviato un dibattito europeo su come la politica di concorrenza possa sostenere ulteriormente gli obiettivi del Green Deal europeo, al fine di garantire che le regole della concorrenza e le politiche di sostenibilità collaborino nel miglior modo possibile. Il processo è iniziato con un invito a presentare contributi ed è stato seguito da una conferenza ospitata dalla vicepresidente esecutiva Margrethe Vestager nel febbraio 2021. I contributi ricevuti sono stati inseriti anche nelle nuove linee guida.

Prossimi passi

Le linee guida riviste saranno formalmente adottate non appena tutte le versioni linguistiche saranno disponibili. Saranno applicabili da quel momento.

Le dichiarazioni

La vicepresidente esecutiva Margrethe Vestager , responsabile della politica di concorrenza, ha dichiarato: “ L’ Europa avrà bisogno di una notevole quantità di investimenti sostenibili per sostenere la sua transizione verde. Sebbene una quota significativa proverrà dal settore privato, il sostegno pubblico svolgerà un ruolo nel garantire che la transizione verde avvenga rapidamente. Le nuove Linee guida approvate oggi aumenteranno tutto ciò che facciamo per decarbonizzare la nostra società . Tra l’altro, faciliteranno gli investimenti degli Stati membri, anche nelle energie rinnovabili, per accelerare il raggiungimento del nostro Green Deal, in modo conveniente. Questo è un passo importante per garantire che le nostre norme sugli aiuti di Stato svolgano il loro pieno ruolo nel sostenere il Green Deal europeo”.


[1] In particolare, essi comprendono importanti adeguamenti per allineare le regole alle priorità strategiche della Commissione, in particolare quelle stabilite nel Green Deal europeo , e ad altre recenti modifiche normative e proposte della Commissione nei settori dell’energia e dell’ambiente, compreso il pacchetto “Fit for 55”.

[2] Ex art. 107, paragrafo 3, lettera ( c), del Trattato istitutivo della Comunità europea.

[3] Le disposizioni degli orientamenti sono integrate dal regolamento generale di esenzione per categoria (“GBER”), che stabilisce condizioni di compatibilità ex ante in base alle quali gli Stati membri possono attuare misure di aiuto di Stato senza previa notifica alla Commissione. Le disposizioni del GBER sugli aiuti in materia di clima, protezione ambientale ed energia sono attualmente oggetto di una revisione mirata. La revisione mira a facilitare ulteriormente gli investimenti verdi ampliando il campo di applicazione delle misure esentate per categoria per coprire gli aiuti agli investimenti in nuove tecnologie, come la cattura e lo stoccaggio o l’utilizzo dell’idrogeno e del carbonio, e per le aree che sono fondamentali per raggiungere gli obiettivi dell’UE Green Deal, come l’efficienza delle risorse e la biodiversità. Inoltre, la revisione del GBER mira ad affinare ulteriormente le disposizioni sugli aiuti agli investimenti in ambiti faro come la prestazione energetica degli edifici e le infrastrutture di ricarica e rifornimento per la mobilità pulita, già introdotte nell’ambito della revisione mirata del GBER nel luglio 2021. Infine, le regole saranno rese più flessibili per quanto riguarda la definizione dei costi ammissibili e delle intensità di aiuto. Una consultazione pubblica sulle modifiche proposte alle disposizioni GBER pertinenti si è svolta dal 6 ottobre all’8 dicembre 2021.

[4] Comprese le energie rinnovabili, le misure di efficienza energetica, gli aiuti per la mobilità pulita, le infrastrutture, l’economia circolare, la riduzione dell’inquinamento, la protezione e ripristino della biodiversità, nonché misure per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento energetico