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DL 77/2021: istituita una cabina per l’economia circolare

Con la conversione in L. n. 108/2021, è stata confermata la previsione relativa alla istituzione di una “cabina di regia” per l’Economia circolare, relativa all’attuazione delle misure previste nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Vediamo di cosa tratta il PNRR e in cosa consiste e quali funzioni dovrà rivestire tale organismo governativo.

Che cos’è il PNRR

All’indomani della Pandemia, molti dei Paesi dell’Unione Europea hanno dovuto fare fronte alla logica depressione dei rispettivi sistemi economici, e pensare a strumenti atti a consentire una pronta ripresa.

La Comunità Europea, al fine di supportare i propri Membri nel raggiungimento di tale obiettivo ha predisposto, per la prima volta nella propria storia, un programma di ripresa finanziato attraverso il debito comune, con un plafond previsto pari a 750 miliardi di euro.

L’Italia ha individuato nel PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza) il proprio strumento per l’accesso a tali fondi.

Esso consiste in un vasto programma di riforme – tra cui Pubblica amministrazione, giustizia, semplificazione della legislazione, concorrenza, fisco -accompagnato da adeguati investimenti, ed è stato battezzato altresì «Next Generation EU» (NGEU), spesso definito dai media «Recovery Fund» (Fondo per la ripresa).

Il PNRR italiano, presentato alla Commissione il 30 aprile 2021, è stato approvato lo scorso 22 giugno con una valutazione di dieci «A» e una «B». Dopo l’adozione da parte del Consiglio europeo, spetta all’Italia un anticipo del 13% delle risorse destinate al nostro Paese.

Per l’Italia – prima beneficiaria in valore assoluto del Recovery Fund – le risorse disponibili previste dal NGEU nel suo Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza (RRF) sono pari a 191,5 miliardi: le sovvenzioni da non restituire ammontano a 68,90 miliardi (36%), i prestiti da restituire a 122,6 miliardi (64%). La dotazione complessiva del PNRR è di 235,14 miliardi, perché ai 191,50 si aggiungono 30,64 miliardi di risorse nazionali e 13 miliardi del Programma ReactEU, il Pacchetto di assistenza alla ripresa per la coesione e i territori d’Europa.

Come viene composta la cabina di regia

Secondo il dettato legislativo, la Cabina di regia è presieduta dal Presidente del Consiglio dei Ministri e vi partecipano di volta in volta i Ministri e i Sottosegretari competenti in ragione delle tematiche affrontate in

ciascuna seduta.

Essa esercita poteri di indirizzo, impulso e coordinamento generale sull’attuazione degli interventi del

Pnrr.

Alle sedute della Cabina di regia partecipano i Presidenti di Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano quando sono esaminate questioni di competenza regionale o locale, nonché il Presidente della Conferenza Stato-Regioni, su questioni d’interesse di più Regioni o Province autonome.

Possono essere inoltre invitati, a seconda della tematica affrontata, i rappresentanti dei soggetti attuatori e dei rispettivi organismi associativi ci referenti o rappresentanti del partenariato economico e sociale.

Il monitoraggio e la rendicontazione del Piano sono affidati al Servizio centrale per il Porr, istituito presso il Ministero dell’economia e delle finanze, che rappresenta il punto di contatto nazionale con la Commissione europea per l’attuazione del Piano.

Presso il Ministero dell’economia è istituito un ufficio dirigenziale presso la Ragioneria dello Stato con funzioni di audit del Porr e di monitoraggio anticorruzione.

Alla realizzazione operativa degli interventi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza provvedono i singoli soggetti attuatori: le Amministrazioni centrali, le Regioni e le Province autonome e gli enti locali, sulla base delle specifiche competenze istituzionali o della diversa titolarità degli interventi definita nel PNRR.

EIONET: i dati ambientali devono essere forniti più rapidamente

Con una valutazione consuntiva proposta da EIONET, emerge che solo pochi paesi della Comunità europea trasferiscono alle pubbliche istituzioni UE i dati ambientali necessari per poter realizzare valide politiche economiche sul punto. Vediamo le principali evidenze emerse.

Che cos’è EIONET?

Innanzitutto, EIONET rappresenta la rete europea di informazione e osservazione sull’ambiente (Eionet) rappresenta un network di partenariato dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA), e dei suoi paesi membri e cooperanti.

Obiettivo del documento

EIONET, nel corso del 2020, ha raccolto i dati 2020 relativi ad 11 flussi per 6 differenti aree: qualità dell’aria, emissioni atmosferiche, biodiversità, mitigazione dei cambiamenti climatici, inquinamento industriale, acqua (comprese acque di balneazione, acque interne, marine strategy e trattamento delle acque reflue urbane).

Si tratta di mostrare i progressi rispetto ai criteri di rendicontazione concordati (tempestività e qualità dei dati) per consentire ai Paesi membri della Comunità europea il compito di individuare e, in modo correlato, assegnare la priorità alle risorse di cui hanno bisogno, per le regolari procedure di comunicazione.

Si tratta anche di consentire all’AEA di svolgere i propri compiti in modo efficiente ed efficace, ovvero fornire informazioni tempestive, mirate, pertinenti e affidabili agli attori politici e al pubblico.

Quattro paesi sono riusciti a raggiungere un punteggio per il flusso di dati del 100%: Austria, Macedonia del Nord, Svezia e Svizzera. Il punteggio del 100% indica la fornitura tempestiva e dati di alta qualità per tutti i flussi analizzati.