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Cingolani: nascerà il “Climate Club” per i Paesi del G20

Intervenuto lo scorso 24 presso la Camera dei Deputati, il Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani ha fatto il punto della situazione sui temi in cui è coinvolto il proprio Dicastero nell’ambito di un’informativa urgente. Ha comunicato la nascita, proposta dalla Presidenza tedesca del G7, di un “Climate Club” per i Paesi del G20, sottolineando come i tempi siano molto stretti.

L’intervento

Nell’ambito del G7 dei ministri dell’Energia e dell’Ambiente svolto tra il 25 ed 27 maggio scorso, il , il Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani ha fatto il punto della situazione sui temi in cui è coinvolto il proprio Dicastero nell’ambito di un informativa urgente.

Le dichiarazioni

Diversi gli argomenti trattati nel corso dell’intervento del Ministro.

Nasce il club sul clima

Il Ministro ha preliminarmente ricordato gli obiettivi del G7 che punta a stabilire una alleanza globale per la protezione del clima, la promozione della transizione energetica, la tutela della biodiversità e per migliorare la sostenibilità della gestione delle sostanze chimiche e promuovere la protezione e l’uso sostenibile dei mari.

Rispetto al tema della transizione energetica, il Ministro ha innanzitutto ricordato come la presidenza tedesca intenda promuovere ulteriori impegni di riduzione delle emissioni rispetto a quelli adottati nel 2021, anche attraverso un rafforzamento di obiettivi settoriali o interventi su specifiche fonti di emissione.

In tale direzione si muove il RepowerEu, con cui l’Unione europea dovrà accelerare sugli obiettivi di efficienza energetica e rinnovabili. Il Ministro ha poi richiamato la proposta tedesca sul Club sul clima che andrà esteso anche ad altri grandi emettitori del G20 e agli altri Paesi impegnati nella lotta al clima. La proposta punta ad allineare politiche e misure climatiche soprattutto nei settori industriali, accelerando il taglio delle emissioni nei settori in cui ciò è più difficile e, al contempo, a prevenire distorsioni sul mercato e il fenomeno del carbon leakage.

I pilastri dell’iniziativa

Secondo le intenzioni tedesche, il Climate Club potrebbe svilupparsi su tre pilastri:

  • comune misurazione delle emissioni e allineamento del prezzo della CO2 prodotta dai materiali e dai manufatti per garantire la comparabilità delle politiche climatiche, ricorrendo a strumenti quali il Carbon Border Adjustment Mechanism (Cbam);
  • progressiva trasformazione dei settori industriali attraverso approcci comuni di decarbonizzazione delle industrie, attraverso strumenti quali il ‘Patto di azione per l’idrogeno” (Hydrogen Action Pact);
  • sviluppo di partnership internazionali per la decarbonizzazione del settore energetico nelle economie emergenti e nei Paesi in via di sviluppo attraverso l’eliminazione del ricorso al carbone e la progressiva diffusione delle rinnovabili.

Cingolani: i tempi sono molto stretti

La proposta, secondo il Ministro, presenta alcune criticità legate alla realizzabilità dell’iniziativa visti i tempi molto stretti. I Ministri hanno infatti manifestato la disponibilità a discutere di tale proposta, evitando tuttavia di promuoverla in occasione della prossima ministeriale.

Rispetto agli impatti dell’aggressione russa, la presidenza tedesca ha riconosciuto la necessità di individuare misure efficaci per fermare l’aumento del prezzo del gas determinato da condizioni di mercato straordinarie. In particolare, per il settore energetico è emersa la determinazione ad accelerare la transizione verso un futuro a zero emissioni nette entro il 2050, mantenendo al contempo la sicurezza e l’accessibilità dei sistemi energetici, anche attraverso la rapida espansione delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica.

Rispetto al metano, la presidenza tedesca ha proposto l’impegno di sviluppare dei piani di azione nazionale nel settore della riduzione delle emissioni di metano.

L’Italia ha proposto, e la membership G7 ha accolto, di considerare anche il ruolo delle tecnologie waste-to-fuel (come il biometano) come una preziosa opportunità per mitigare le emissioni. Relativamente alle fonti fossili, la presidenza mira a riaffermare l’impegno a eliminare gradualmente i sussidi nazionali cosiddetti inefficienti per le fonti fossili entro il 2025.

Per accelerare tale processo, si prevede un rafforzamento della trasparenza internazionale e la condivisione delle buone pratiche, l’avvio di un’azione di monitoraggio / aggiornamento sui progressi raggiunti al 2023, oltre che una valutazione delle possibili azioni per sviluppare inventari pubblici congiunti relativi ai sussidi esistenti per i combustibili fossili. L’Italia ha evidenziato che laddove si vogliano sviluppare inventari pubblici congiunti relativi ai sussidi esistenti per i combustibili fossili, sarà necessario condividere altresì i metodi di classificazione dei Fossil Fuel Subisdies ed i criteri di stima economica.

La diversificazione delle fonti di approvvigionamento del gas

Con riferimento alle operazioni di diversificazione delle fonti di gas, il Ministro ha ricordato che l’Italia sostituirà i circa 30 miliardi di importazione russa con una quantità di gas totale inferiore, circa 25, nel corso del tempo, a regime, considerando il termine di abbattimento di necessità del gas dovuto all’accelerazione delle rinnovabili e a un piano di risparmi.

La centralità del idrogeno per un futuro a zero emissioni nette

Cingolani ha sottolineato come, rer il raggiungimento di un futuro a zero emissioni nette ed energeticamente sicuro, sia centrale il ruolo dell’idrogeno rinnovabile e a basso contenuto di carbonio e dei suoi derivati. A tal fine, la presidenza tedesca propone di sottoscrivere e lanciare il ‘G7 Hydrogen Action Pact’.

L’Italia ha ribadito la priorità per l’idrogeno ‘verde’ da rinnovabili e il riferimento al suo ruolo per decarbonizzare anche in settori industriali ‘hard-to-abate’, confermando al contempo l’importanza della collaborazione internazionale anche per promuovere lo sviluppo e la definizione di standard settoriali comuni al fine di favorire la produzione, l’uso, il commercio e il trasporto di idrogeno.

Occorre rimuovere gli ostacoli alla realizzazione della produzione di energia da rinnovabili

Il Ministro ha quindi sottolineato l’esigenza di rimuovere gli ostacoli alle rinnovabili per favorire la diffusione delle energie rinnovabili a livello globale. Sul punto la presidenza tedesca ha proposto di rimuovere le barriere che impediscono o rallentano le espansioni delle rinnovabili, ad esempio, nelle procedure di autorizzazione o pianificazione. Per raggiungere l’obiettivo di emissioni zero entro il 2050, i Paesi del G7 prevedono finanziamenti pubblici per favorire gli investimenti privati. Da parte italiana è stato manifestato convinto supporto all’accelerazione dello sviluppo delle stesse e richiesto un maggiore focus nel comunicato finale sulla tematica della R&S.

Rispetto alla decarbonizzazione dei sistemi energetici, la presidenza ha proposto l’obiettivo relativo al phase-out dal carbone entro il 2030, posizione in linea con il nostro Pniec (non ancora aggiornato perché ancora deve recepire la Fit for 55). Da parte tedesca, è stato proposto l’impegno di raggiungere la neutralità climatica del settore elettrico entro il 2035. Si tratta di un impegno particolarmente ambizioso; il negoziato su questo punto è ancora aperto.

In merito alla decarbonizzazione del settore trasporti, si sta discutendo della opportunità di favorire la crescita dei veicoli elettrici con l’obiettivo di procedere ad avere le nuove auto e i furgoni a zero emissioni entro la prossima decade. Su questo aspetto, è stato illustrato l’impegno italiano a favorire una veloce decarbonizzazione del settore automobilistico, evidenziando la necessità di identificare tempistiche diverse tra auto e furgoni, suggerendo rispettivamente il 2035 e il 2040. La discussione è ancora aperta, l’Italia ha chiesto di far riferimento anche a combustibili sostenibili come il biometano e tecnologie innovative come l’idrogeno.

Il Ministro si è poi soffermato sull’importanza dell’economia circolare e l’efficienza delle risorse per rispondere alle varie sfide ambientali, in particolare lotta al cambiamento climatico e conservazione della biodiversità e sulla supply chain.

Il G7 si sta impegnando nella transizione ecologica

In conclusione, il Ministro ha ribadito l’impegno dei Paesi del G7 a sostenere una transizione verso catene di approvvigionamento sostenibili dal punto di vista ambientale, che siano allineate all’obiettivo di emissioni zero e resilienti al clima, che riducano l’inquinamento, utilizzino le risorse in modo sostenibile, riducano l’impatto ambientale dei prodotti e promuovano l’economia circolare. In tale contesto, il Ministro ha ricordato il ruolo delle imprese private, fondamentale per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità.

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Certificati bianchi, pubblicata la nuova guida operativa

È online la Guida Operativa dei Certificati Bianchi approvata dal MiTE con il Decreto direttoriale del 3 maggio 2022. Il documento, previsto anche dal Decreto 11 gennaio 2017, modifica e integra, la precedente versione pubblicata il 30 aprile 2019.

Obiettivo

La Guida, redatta dal GSE in collaborazione con ENEA e RSE, fornisce informazioni utili per la predisposizione e la presentazione delle richieste di accesso agli incentivi, oltre a indicazioni sulle potenzialità di risparmio energetico derivanti dall’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili nei diversi settori produttivi.

Struttura

Il documento è suddiviso in cinque parti – Allegati:

  • Allegato 1. Chiarimenti operativi per la presentazione dei progetti: fornisce chiarimenti e supporto operativo per la presentazione dei progetti di efficienza energetica ai fini dell’accesso al meccanismo dei Certificati Bianchi;
  • Allegato 2. Guide Settoriali: è composta da undici distinti allegati, relativi a settori produttivi e tecnologie, che forniscono indicazioni per individuare gli interventi di efficienza energetica realizzabili in ciascun settore e riconducibili alle tipologie di intervento specificate nella Tabella 1 dell’Allegato 2 del Decreto, i consumi di baseline (ovvero i valori di consumo di riferimento in caso di nuovi impianti, edifici o siti), le variabili che influenzano il consumo energetico del progetto da realizzare e le modalità di calcolo dei risparmi di energia primaria addizionali generabili dal progetto;
  • Allegato 3. Interventi non ammissibili: fornisce un elenco non esaustivo degli interventi di efficienza energetica che non rispettano i requisiti previsti dal Decreto;
  • Allegato 4. Chiarimenti su interventi della Tabella 1: non presente tra gli Allegati alla Guida 2019, fornisce i chiarimenti rispetto ai progetti indicati nella Tabella 1 dell’Allegato 2 del Decreto riguardanti la descrizione dell’intervento e l’indicazione del settore di applicazione, l’identificazione e la descrizione delle migliori tecnologie disponibili con indicazione delle potenzialità di risparmio in termini economici ed energetici, chiarimenti in merito al programma di misura, alle variabili operative, al consumo di baseline e all’algoritmo di calcolo dei risparmi di energia primaria generabili dal progetto;
  • Allegato 5. Schede di progetto a consuntivo, non presente tra gli Allegati alla Guida 2019, predispone, per gli interventi per i quali è possibile individuare degli algoritmi di calcolo dei risparmi energetici addizionali, le schede di progetto a consuntivo secondo quanto previsto dal D.M. 11 gennaio 2017.

Il Decreto direttoriale del 3 maggio 2022 ha inoltre aggiornato la Tabella 1 dell’Allegato 2 del Decreto che riporta l’elenco, non esaustivo, delle tipologie di intervento ammissibili al meccanismo dei Certificati Bianchi.

Per maggiori informazioni

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https://www.gse.it/servizi-per-te/efficienza-energetica/certificati-bianchi/documenti

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PNRR, MiTE: 450 milioni per sviluppare la filiera dell’idrogeno verde

Il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, ha firmato il Decreto che dà attuazione all’Investimento 5.2 (M2C2) del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. La misura mette a disposizione 450 milioni di euro per finanziare progetti finalizzati allo sviluppo della filiera dell’idrogeno verde, elemento fondamentale nel processo di decarbonizzazione dell’industria, dei trasporti e del terziario.

Il tema

Il Decreto, in fase di registrazione presso la Corte dei Conti, ripartisce le risorse del PNRR tra le diverse linee progettuali individuate per la realizzazione di impianti per la produzione di elettrolizzatori, i macchinari che consentono di scomporre le molecole di acqua in ossigeno e idrogeno, utilizzando energia pulita da fonti rinnovabili.

L’obiettivo dell’Investimento 5.2 è di realizzare entro giugno 2026 una filiera tutta italiana con stabilimenti che producano elettrolizzatori e componenti associati, per una potenza complessiva annua di almeno 1 gigawatt, che consentirà di soddisfare la domanda di idrogeno verde.

Dei 450 milioni complessivi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il Decreto assegna 250 milioni a progetti IPCEI (Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo) per la realizzazione di impianti per la produzione di elettrolizzatori e 200 milioni ad ulteriori progetti che saranno selezionati attraverso avvisi pubblici di prossima pubblicazione, finalizzati alla realizzazione sia di ulteriori impianti per la produzione di elettrolizzatori, sia di impianti per la produzione di componenti a servizi degli elettrolizzatori stessi.

Attraverso questo investimento l’Italia punta a espandere il mercato dell’idrogeno e a diventare leader in un settore altamente innovativo, creando nuove competenze e posti di lavoro.

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Webinar “PON IC-REACT EU bando investimenti sostenibili 4.0”: on line, il prossimo 28 aprile 2022

L’evento, organizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico – Direzione Generale Incentivi alle Imprese, in collaborazione con CNA, sarà l’occasione per presentare il Bando Investimenti Innovativi 4.0, il regime di aiuto per il sostegno, sull’intero territorio nazionale, di nuovi investimenti imprenditoriali innovativi e sostenibili volti a favorire la trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa.

Il bando investimenti 4.0

Cos’è

Si tratta di regime di aiuto per il sostegno, nell’intero territorio nazionale, di nuovi investimenti imprenditoriali innovativi e sostenibili. L’obiettivo è favorire la trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa, al fine di superare la contrazione indotta dall’emergenza Covid e di orientare la ripresa degli investimenti verso ambiti strategici per la competitività e la crescita sostenibile del sistema economico.

La misura prevede la concessione e l’erogazione di agevolazioni in favore di programmi di investimento proposti da micro, piccole e medie imprese conformi ai vigenti principi di tutela ambientale e ad elevato contenuto tecnologico, coerente con il piano Transizione 4.0, con priorità per quelli in grado di offrire un particolare contributo agli obiettivi di sostenibilità definiti dall’Unione europea e per quelli volti, in particolare, a:

  • favorire la transizione dell’impresa verso il paradigma dell’economia circolare;
  • migliorare la sostenibilità energetica dell’impresa.

La dotazione finanziaria

La dotazione finanziaria complessiva dello strumento è pari a euro 677.875.519,57, di cui:

  • 250.207.123,57 euro per le Regioni del Centro – Nord a valere sulle risorse dell’iniziativa “REACT – EU” destinate all’Asse prioritario VI del Programma Operativo Nazionale (PON) “Imprese e competitività” 2014-2020, come modificato da ultimo con la decisione di esecuzione C(2021) 5865 finale, del 3 agosto 2021;
  • 427.668.396,00 euro per le Regioni del Mezzogiorno.

Una quota pari al 25% della dotazione finanziaria complessiva è destinata ai programmi proposti dalle micro e piccole imprese.

Quadro di riferimento

La misura, istituita con il decreto ministeriale 10 febbraio 2022, si pone in continuità con gli interventi promossi dai bandi “Macchinari Innovativi” (decreti ministeriali del 9 marzo 2018 e del 30 ottobre 2019), rispetto ai quali presenta comunque significativi elementi di novità.

L’intervento agevolativo è definito nell’ambito della comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final («Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19») e successive modificazioni e integrazioni, e, in particolare, della Sezione 3.13 (“Sostegno agli investimenti per una ripresa sostenibile”), ai sensi e nei limiti della quale sono concessi gli aiuti.

A chi si rivolge

Le agevolazioni sono concesse alle micro, piccole e medie imprese (PMI) che alla data di presentazione della domanda devono:

  • essere regolarmente costituite, iscritte e «attive» nel registro delle imprese;
  • essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali;
  • non essere già in difficoltà al 31 dicembre 2019, fatte salve le deroghe previste per le micro e piccole imprese dalla disciplina in materia di aiuti di riferimento;
  • trovarsi in regime di contabilità ordinaria e disporre di almeno due bilanci approvati e depositati presso il registro delle imprese ovvero aver presentato, nel caso di imprese individuali e società di persone, almeno due dichiarazioni dei redditi;
  • essere in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia e urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente ed essere in regola in relazione agli obblighi contributivi;
  • aver restituito somme dovute a seguito di provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero;
  • non aver effettuato, nei due anni precedenti la presentazione della domanda, una delocalizzazione verso l’unità produttiva oggetto dell’investimento;
  • non trovarsi in una delle situazioni di esclusione previste dall’art. 5, comma 2, del DM 10 febbraio 2022.

Cosa finanzia

I programmi di investimento devono:

  • prevedere l’utilizzo delle tecnologie abilitanti afferenti al piano Transizione 4.0. e l’ammontare di tali spese deve risultare preponderante rispetto al totale dei costi ammissibili del programma;
  • essere diretti all’ampliamento della capacità alla diversificazione della produzione, funzionale a ottenere prodotti mai fabbricati in precedenza o al cambiamento fondamentale del processo di produzione di un’unità produttiva esistente ovvero alla realizzazione di una nuova unità produttiva;
  • essere realizzati presso un’unità produttiva localizzata nel territorio nazionale;
  • rispettare le seguenti soglie di importo delle spese ammissibili:
  1. nel caso di programmi di investimento da realizzare nelle Regioni Molise, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna, spese ammissibili non inferiori complessivamente a 500 mila euro e non superiori a 3 milioni di euro e, comunque, all’80% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato
  2. nel caso di programmi di investimento da realizzare nelle Regioni Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Trentino Alto-Adige, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto, spese ammissibili non inferiori complessivamente a un milione di euro e non superiori a 3 milioni di euro e, comunque, all’80% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato
  • essere avviati successivamente alla presentazione della domanda;
  • prevedere un termine di ultimazione non successivo a dodici mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni.

Per i programmi caratterizzati da un particolare contenuto di sostenibilità, sono previsti specifici criteri di valutazione, che consentono all’impresa proponente di conseguire un punteggio aggiuntivo nell’ambito dell’attività di valutazione dell’istanza prevista per l’accesso alle agevolazioni.

Attività economiche ammesse

Sono ammesse le attività manifatturiere, ad eccezione delle attività connesse ad alcuni settori caratterizzati da limitazioni derivanti dalle disposizioni europee di riferimento (siderurgia; estrazione del carbone; costruzione navale; fabbricazione delle fibre sintetiche; trasporti e relative infrastrutture; produzione e distribuzione di energia, nonché delle relative infrastrutture) o a programmi di investimento che, arrecando un danno significativo agli obiettivi ambientali definiti a livello europeo, non garantiscono il rispetto del principio DNSH (Do No Significant Harm, “non arrecare un danno significativo”).

Sono inoltre ammesse le attività di servizi alle imprese elencate nell’allegato 4 del decreto 10 febbraio 2022.

Spese ammissibili

Sono ammissibili alle agevolazioni le spese strettamente funzionali alla realizzazione dei programmi di investimento di cui all’articolo 6 del decreto 10 febbraio 2022, relative all’acquisto di nuove immobilizzazioni materiali e immateriali, come definite agli articoli 2423 e seguenti del codice civile, che riguardino:

  1. macchinari, impianti e attrezzature
  2. opere murarie, nei limiti del 40% del totale dei costi ammissibili
  3. programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei beni materiali di cui alla lettera a)
  4. acquisizione di certificazioni ambientali

Per i progetti di investimento volti al miglioramento della sostenibilità energetica dell’impresa, sono, inoltre, ammissibili le spese aventi ad oggetto servizi di consulenza diretti alla definizione della diagnosi energetica di cui al decreto legislativo 4 luglio 2014 n. 102, nei limiti del 3% dell’importo complessivo delle spese ammissibili e a condizione che l’effettuazione della diagnosi non costituisca un adempimento obbligatorio per l’impresa ai sensi della normativa di riferimento.

Le agevolazioni

Le agevolazioni sono concesse, ai sensi e nei limiti di quanto previsto dalla sezione 3.13 del Temporary framework, nella forma del contributo in conto impianti, a copertura di una percentuale nominale massima delle spese ammissibili determinata in funzione del territorio di realizzazione dell’investimento e della dimensione delle imprese beneficiarie. In particolare:

  • per i programmi di investimento da realizzare nei territori delle Regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, il contributo massimo è pari al 60% delle spese ammissibili per le imprese di micro e piccola dimensione e al 50% per le imprese di media dimensione
  • per i programmi di investimento da realizzare nei territori delle regioni Basilicata, Molise e Sardegna, il contributo massimo è pari al 50% delle spese ammissibili per le imprese di micro e piccola dimensione e al 40% per le imprese di media dimensione
  • per i programmi di investimento da realizzare nelle Regioni Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Trentino Alto-Adige, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto, il contributo massimo è pari al 35% per le imprese di micro e piccola dimensione e al 25% delle spese ammissibili per le imprese di media dimensione

Termini e modalità di presentazione delle domande

Le agevolazioni sono concesse sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello. Le domande di agevolazione devono essere presentate, esclusivamente per via telematica, attraverso l’apposita procedura informatica messa a disposizione sul sito internet del Soggetto gestore Invitalia SpA.

Con decreto direttoriale 12 aprile 2022 sono disciplinati termini e modalità di presentazione delle domande:

  • a partire dalle ore 10.00 del 4 maggio 2022 è possibile, attraverso la procedura informatica raggiungibile sul sito del Gestore, procedere alla compilazione della domanda; 
  • dalle ore 10.00 del 18 maggio 2022 le domande compilate potranno essere inviate.

Normativa

Per partecipare al webinair

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PNRR: al via la procedura per le tematiche della transizione ecologica

Avviata dal Dicastero della transizione ecologica una procedura di affidamento, nell’ambito dei bandi del PNRR per i servizi di ideazione della creatività e sviluppo di contenuti omni-channel sulle tematiche della transizione ecologica 2022-2026, per l’attuazione dell’investimento cultura e consapevolezza su temi e sfide ambientali.

Il tema

Nell’ambito dell’investimento 3.3 della Missione 2, componente 1 dei Bandi del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza, il MITE ha avviato una procedura aperta riguardante lo sviluppo di servizi riguardanti il tema della creatività e dello sviluppo di contenuti omni-channel sulle tematiche della transizione ecologica, per il periodo che va da oggi fino al 2026.

L’obiettivo

Il Dicastero intende promuovere una maggiore consapevolezza sui temi e sulle sfide della transizione ecologica, ed in particolare:

  • aumentare il livello di consapevolezza sul cambiamento climatico e sulle relative conseguenze
  • educare giovani, famiglie e comunità a stili di vita e consumi più sostenibili
  • promuovere l’adozione di comportamenti virtuosi, anche a livello di comunità.

La pubblicazione avviene sul sito di Invitalia, per conto del Ministero della transizione ecologica.

Il plafond disponibile

L’appalto presenta un valore pari a 3,43 milioni di euro.

Le caratteristiche del servizio

In particolare, a chi si aggiudicherà l’appalto sono richiesti, per il periodo 2022-2026:

  • l’ideazione e la produzione di una strategia creativa e dei relativi prodotti editoriali e di informazione
  • la messa a disposizione di un pool di content producers per la produzione di contenuti dedicati (es. podcast, video lezioni, long form content, articoli stampa, post per social);
  • l’ideazione di un piano editoriale pluriennale per la produzione e diffusione dei contenuti omni-channel;
  • la realizzazione di 180 podcast organizzati in puntate;
  • la produzione di 120 videoclip brevi per il web e social;
  • la realizzazione di un numero massimo di 20 video lezioni divulgative per scuole elementari, medie e superiori e di un massimo di 8 Spot video e radio;
  • adattamenti immagine coordinata Below The Line (cioè tutte le attività a basso budget, ad esempio iniziative flash mob, guerrilla marketing, materiali informativi, merchandising, ecc).

Tutti i contenuti saranno poi raccolti in una piattaforma online accessibile a tutti, con lo scopo di ospitare l’archivio più completo di materiale educativo e ricreativo sulle tematiche ambientali.

La conclusione della procedura

Il termine per la consegna delle offerte è il 9 Maggio 2022.

Per maggiori informazioni

Cliccare qui:

https://www.invitalia.it/chi-siamo/area-media/notizie-e-comunicati-stampa/pnrr-online-gara-sfide-transizione-ecologica

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MITE: pervenute proposte per 12 miliardi di euro sui bandi PNRR

Notevole successo del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR), a giudicare dall’entità complessiva delle proposte effettuate nei confronti del Ministero della Transizione Ecologica (MITE), presieduto dal Prof. Roberto Cingolani.

Le recenti dichiarazioni di Cingolani sullo stato di avanzamento del PNRR

Prima di vedere l’entità del plafond richiesto dai Destinatari, un breve flashback sullo stato dell’arte.

Oramai sulla bocca di tutti, per via delle rilevanti risorse messe a disposizione, il PNRR, secondo le intenzioni del MITE deve essere la punta di un sistema più ampio, costituito da varie forme di incentivi e riforme promosse dal Ministero, da introdurre per raggiungere gli obiettivi 2030 e 2050.

Il Piano dovrà essere l’occasione, soprattutto, per ridurre il divario esistente tra le varie parti del Paese: si pensi al fatto che, secondo il MITE, il Mezzogiorno dovrà essere il destinatario del circa il 40% delle risorse.

Il MITE ha recentemente sottolineato, per via del Ministro, che si rende necessario un particolare sforzo progettuale da parte dei proponenti, affinché questa attenzione ‘ex-ante’ (ad esempio prevedendo in fase di bando una quota da destinare in via prioritaria al Sud) si traduca poi effettivamente in progetti concreti.

Cingolani ha evidenziato che il PNRR sarà sotto la lente di ingrandimento, e opportunamente attenzionato, dall’Unione europea, che ha fissato tappe ed obiettivi da raggiungere (“Milestones e Targets”), e che, in parallelo, per monitorare strettamente questi impegni, il MITE ne aggiungerà di propri, che rappresentano step intermedi nei cronoprogrammi per il raggiungimento degli obiettivi europei.

È importante evidenziare che le M&T europee sono fondamentali, ma non forniscono pienamente il quadro di insieme di avanzamento di tutti gli interventi del PNRR.

Cingolani ipotizza l’aggiudicazione dei bandi già in corso per oltre 2,5 miliardi di euro (‘Impianti di gestione rifiuti e ammodernamento di impianti esistenti’ (1,5 miliardi), ‘Progetti “faro” di economia circolare’ (0,6), ‘Isole Verdi’ (0,2), ‘Interventi per la sostenibilità ambientale dei porti’ (0,27)). Ed anche ‘Sviluppo Agrovoltaico’ (1,1), ‘Promozione rinnovabili per le comunità energetiche e l’auto-consumo’ (2,2), ‘Sviluppo del biometano’ (1,92), ‘Rafforzamento smart grid’ (3,61), ‘Interventi su resilienza climatica reti’ (0,5), ‘Sviluppo di sistemi di teleriscaldamento’ (0,2), ‘Tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano’ (0,33) (questi ultimi sommano ben 10 miliardi di Euro).

In parallelo concorrono al raggiungimento dei target di decarbonizzazione del PNRR le aste per nuova capacità rinnovabile elettrica, con 3 GW da bandire nel primo semestre (dopo l’aggiudicazione di 1,8 GW a gennaio). Un risultato già importante se confrontiamo l’esito con quello delle aste precedenti: rispetto a una media di circa 500 MW a procedura registrata nelle precedenti sei tornate, nell’ultimo bando si è quasi triplicata la potenza aggiudicata.</li><li>Possibile proseguo del meccanismo FER1 e avvio primi bandi relativi al FER2, il meccanismo di incentivazione delle tecnologie rinnovabili ‘innovative’ (con capacità per il 2022 in corso di definizione).

Le proposte pervenute

Sulla base del plafond messo a disposizione, pari a 2,1 miliardi di euro per la realizzazione di nuovi impianti per il trattamento e il riciclo dei rifiuti, l’ammodernamento di impianti esistenti e la realizzazione di progetti “faro” di economia circolare, sono giunte 4.114 proposte, per un valore complessivo dei progetti di oltre 12 miliardi.

Dal Sud il 45% delle proposte a valere sui fondi del PNRR, fondamentale per rispettare la condizionalità imposta dagli impegni assunti con il Piano (almeno 40% destinazione delle risorse al sud).

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