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Contratti di sviluppo: chiusura dello sportello il 28 febbraio 2023

Con decreto direttoriale MIMIT del novembre 2022 è stata fissata al 28 novembre 2022 la riapertura dello sportello per la presentazione delle domande di agevolazioni a valere sulla misura dei Contratti di sviluppo. Esso rimarrà aperto fino alle ore 17.00 del 28 febbraio 2023.

Lo sportello

Con decreto direttoriale del 16 novembre 2022 è stata fissata alle ore 12:00 del 28 novembre 2022 la riapertura dello sportello per la presentazione delle domande di agevolazioni a valere sulla misura dei Contratti di sviluppo, per il sostegno di programmi coerenti con le finalità Misura M2C2 Investimento 5.1 “Rinnovabili e batterie” del PNRR.

Lo sportello, che può contare su una dotazione di 358.251.807,14 euro, rimarrà aperto fino alle ore 17.00 del 28 febbraio 2023.

Cosa sono i contratti di sviluppo

Il Contratto di sviluppo, introdotto nell’ordinamento dall’articolo 43 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, ed operativo dal 2011, rappresenta il principale strumento agevolativo dedicato al sostegno di programmi di investimento produttivi strategici ed innovativi di grandi dimensioni.



La normativa che regola lo strumento ha subito, nel corso degli anni, sostanziali modifiche volte a garantire una maggiore celerità delle procedure di accesso ed una migliore risposta alle esigenze manifestate dal tessuto produttivo nazionale.


La normativa attualmente in vigore (decreto del Ministro dello sviluppo economico del 9 dicembre 2014 e s.m.i.), valevole per il periodo di programmazione 2014-2020, consente la finanziabilità di:

  • programmi di sviluppo industriali, compresi i programmi riguardanti l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli;
  • programmi di sviluppo per la tutela ambientale;
  • programmi di sviluppo di attività turistiche che possono comprendere, per un importo non superiore al 20% degli investimenti complessivi da realizzare, programmi destinati allo sviluppo delle attività commerciali.

Nell’ambito dei suddetti programmi, lo strumento può finanziare, altresì, programmi di ricerca, sviluppo e innovazione nonché opere infrastrutturali nei limiti previsti dalla normativa di attuazione.


L’importo complessivo delle spese e dei costi ammissibili alle agevolazioni non deve essere inferiore a 20 milioni di euro, ovvero a 7,5 milioni di euro qualora il programma riguardi esclusivamente l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

La legge 30 dicembre 2020, n. 178 (articolo 1, commi da 85 a 87), ha introdotto specifiche disposizioni finalizzate a sostenere il settore turistico facilitando, per determinate categorie di investimenti, l’accesso allo strumento agevolativo e l’integrazione settoriale[1].

Con la Direttiva del Ministro dello sviluppo economico del 19 marzo 2021 sono state fornite le opportune direttive per perseguire la corretta attuazione delle previsioni recate dalla predetta disposizione normativa ed è stata prevista la pubblicazione dell’elenco dei comuni rientranti nelle aree interne del Paese.

Soggetto gestore

La gestione dei Contratti di sviluppo è affidata all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. – Invitalia, che opera sotto le direttive ed il controllo del Ministero dello sviluppo economico.

Destinatari

I programmi di sviluppo possono essere realizzati da una o più imprese, italiane o estere, di qualsiasi dimensione (compatibilmente con i regolamenti comunitari di volta in volta applicabili). Il programma di sviluppo può, altresì, essere realizzato in forma congiunta anche mediante il ricorso allo strumento del contratto di rete di cui all’art. 3, comma 4-ter, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5.

Nei Contratti di sviluppo i soggetti beneficiari delle agevolazioni sono articolati in:

  • soggetto proponente, ovvero l’impresa che promuove il programma di sviluppo ed è responsabile della coerenza tecnica ed economica del programma medesimo;
  • imprese aderenti, ovvero le eventuali altre imprese che realizzano progetti di investimento nell’ambito del programma di sviluppo.

Fermo restando l’importo delle spese e dei costi ammissibili alle agevolazioni previsto per il complessivo programma di sviluppo, il programma del soggetto proponente deve presentare spese ammissibili non inferiori a 10 milioni di euro per quanto riguarda i programmi di sviluppo industriali e per la tutela ambientale; non inferiori a 3 milioni di euro per quelli che riguardano esclusivamente attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli; non inferiore a 5 milioni di euro per i programmi di sviluppo delle attività turistiche ovvero 3 milioni di euro per i programmi di sviluppo delle attività turistiche che riguardano le aree interne del Paese o il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse.

Gli investimenti proposti dai soggetti aderenti (ivi compresi i programmi di ricerca, sviluppo e innovazione) devono presentare spese non inferiori a 1,5 milioni di euro.

Le agevolazioni

Le agevolazioni sono concesse nelle seguenti forme, anche in combinazione tra loro:

  • finanziamento agevolato, nei limiti del 75% delle spese ammissibili
  • contributo in conto interessi
  • contributo in conto impianti
  • contributo diretto alla spesa

L’entità delle agevolazioni, nel rispetto dei limiti delle vigenti norme in materia di aiuti di Stato, è determinata sulla base della tipologia di progetto, dalla localizzazione dell’iniziativa e dalla dimensione di impresa, fermo restando che l’ammontare e la forma dei contributi concedibili vengono definiti nell’ambito della fase di negoziazione.

Particolari criteri per la determinazione delle agevolazioni concedibili sono previsti, sempre in attuazione dei vigenti regolamenti comunitari, per i programmi di sviluppo per la tutela ambientale e per i programmi riguardanti l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli. Per tale ultimo settore, con decreto del Ministro dello sviluppo economico del 2 agosto 2017 sono state fornite specifiche disposizioni applicabili fino al 31 dicembre 2022.

Come funziona

Le istanze di accesso devono essere presentate all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. – Invitalia, soggetto gestore della misura agevolativa, con le modalità e secondo i modelli indicati nella sezione dedicata del sito web dell’Agenzia.


L’Agenzia procede allo svolgimento delle attività istruttorie di competenza nel rispetto dell’ordine cronologico di presentazione delle domande di agevolazioni, tenuto conto delle risorse finanziarie disponibili.

Il decreto 2 novembre 2021 ha previsto un aggiornamento dei requisiti che i programmi di sviluppo industriali e i programmi di sviluppo di attività turistiche devono rispettare ai fini della concessione delle agevolazioni richieste.


[1] In particolare, la soglia di accesso per i programmi di sviluppo di attività turistiche, ordinariamente pari a 20 milioni di euro, è stata ridotta a 7,5 milioni di euro per i programmi di investimento che prevedono interventi da realizzare nelle aree interne del Paese ovvero il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse. La medesima disposizione ha, inoltre, stabilito che i programmi di sviluppo riguardanti esclusivamente l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli possono essere accompagnati da investimenti finalizzati alla creazione, alla ristrutturazione e all’ampliamento di strutture idonee alla ricettività e all’accoglienza dell’utente, finalizzati all’erogazione di servizi di ospitalità, connessi alle attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli.

Pubblicata la graduatoria dei progetti per alcuni investimenti del PNRR

Con Decreto MASE è stata pubblicata la graduatoria delle proposte trasmesse nell’ambito del PNRR. Si tratta della linea di investimento 1.1, linea d’intervento A.

Il Decreto MASE

Con Decreto n.22 del 19/01/2023 è stata pubblicata dal MASE la Proposta di graduatoria per gli investimenti sull’Economia Circolare, relativa all’avviso del PNRR afferente all’investimento 1.1, linea d’intervento A

In particolare, il Dicastero:

  • provvede a pubblicare l’elenco delle proposte valutate e di quelle escluse relative all’Investimento 1.1 Linea d’Intervento A.
  • chiarisce che tale elenco prodotto viene acquisito e riportato a fini di trasparenza amministrativa e per l’avvio delle procedure di verifica preliminare e prodromiche all’adozione degli atti amministrativi di approvazione della graduatoria definitiva, senza alcun vincolo giuridico né costitutivo di qualsivoglia affidamento legittimo circa i risultati finali della procedura competitiva;
  • ricorda che il decreto viene pubblicato sul sito istituzionale del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica.

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Ministero dell’Ambiente: al via il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici

Il MASE ha pubblicato sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (PNACC). 

L’obiettivo

Il PNACC persegue l’obiettivo di fornire un quadro di indirizzo nazionale per l’implementazione di azioni finalizzate a ridurre al minimo i rischi derivanti dai cambiamenti climatici, migliorare la capacità di adattamento dei sistemi naturali, sociali ed economici nonché trarre vantaggio dalle eventuali opportunità che si potranno presentare con le nuove condizioni climatiche.

La seconda edizione

Si tratta di un aggiornamento dell’edizione rilasciata nel 2018.

Valutazione Ambientale Strategica

Nell’ambito della VAS, il PNACC sarà ora sottoposto alla consultazione pubblica prevista dalla procedura di Valutazione Ambientale Strategica.

I prossimi passaggi

Esaminate le osservazioni e conclusa la procedura di VAS, il testo andrà all’approvazione definitiva con decreto del Ministro.

Successivamente, ci sarà l’insediamento dell’Osservatorio Nazionale, che dovrà garantire l’immediata operatività del Piano attraverso l’individuazione delle azioni di adattamento nei diversi settori.

L’Osservatorio:

  • definirà le priorità;
  • individuerà i soggetti interessati;
  • le fonti di finanziamento;
  • le misure per rimuovere gli ostacoli all’adattamento.

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Riordino dei ministeri: approvata la riforma da parte del governo

Con un Decreto Legge, il n. 173/2022, l’Esecutivo conferma l’impostazione, in termini formali (denominazione) e sostanziali (competenze), data ai nuovi Ministeri, attuando un riordino dei Dicasteri.

Il DL n. 173/2022

E’ stato approvato dal Senato, in via definitiva, il DL n. 173 dell’11 novembre 2022, n.173 (c.d. DL “Ministeri”), che reca le disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni dei Ministeri.

Ciò è avvenuto senza modifiche ed integrazioni all’atto, ovvero senza cambiare letteralmente il testo dell< versione già approvata dalla Camera.

In particolare si segnala che il Governo ha accolto alcuni ordini del giorno che lo impegnano, tra l’altro, a contrastare fenomeni di contraffazione e sfruttamento di marchi italiani e a valutare, entro due mesi, l’opportunità di istituire presso la Presidenza del Consiglio una struttura di missione contro il dissesto idrogeologico.

Per ulteriori informazioni

Vedi DL in allegato

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MASE: rilasciate le nuove linee guida programmatiche per la legislatura  

Nel corso dell’audizione sostenuta lo scorso lunedì 28 novembre, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha esposto le nuove linee guida per la corrente legislatura. Diversi i temi sui quali è intervenuto: dall’applicazione del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR), all’attuazione della strategia italiana sull’economia circolare.

L’audizione del Ministro

Diversi i temi toccati nell’audizione.

Lotta ai cambiamenti climatici

Nelle intenzioni del MASE, la lotta al cambiamento climatico deve costituire una priorità per l’Italia: si ritiene necessario attuare una strategia tale da permettere il raggiungimento degli obiettivi di mitigazione del rischio evitando l’acuirsi di fenomeni quali la desertificazione e la perdita di biodiversità.

Alcuni progetti sono già in corso, ma è necessario dare seguito alla Strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici mediante l’approvazione del relativo Piano, che possa trovare la sua implementazione legislativa, in un quadro normativo stabile, di medio e lungo termine per le politiche e le misure climatiche: una legge per il clima.

Qualità dell’aria

Uno dei fattori più incisivi sui cambiamenti climatici è quello dell’inquinamento atmosferico, che incide profondamente anche sulla salute umana.

L’Italia, chiamata ad attuare il Piano di azione Ue “Verso l’inquinamento zero per l’aria, l’acqua e il suolo” varato nel 2021 nel prossimo futuro dovrà garantire la completa attuazione del Programma Nazionale per il Controllo delle Emissioni in Atmosfera (PNCIA) la cui dotazione ammonta a circa 2 miliardi e 300 milioni di euro in 13 anni. La riforestazione delle aree urbane, la tutela dei parchi nazionali e la rigenerazione degli habitat naturali ci consentiranno anche di migliorare il processo di assorbimento di CO2 e una migliore qualità dell’aria.

Per l’attuazione di tale Piano, in ogni caso, sarà fondamentale un approccio sinergico, sia con gli altri dicasteri competenti per la gestione di dossier estremamente complessi, come quello relativo ad esempio, all’ILVA di Taranto, in cui il rispetto degli obblighi ambientali dovrà essere conciliato con le ricadute economiche ed occupazionali; sia con le regioni e gli altri enti territoriali per la conclusione di accordi di programma per il miglioramento della qualità dell’aria.

Tutela del suolo

Altro tema di primaria importanza affrontato nell’Audizione, viene costituito dalla tutela del suolo.

Il MASE ritene che approvare una legge nazionale sul consumo di suolo in conformità agli obiettivi europei, che affermi i principi fondamentali di riuso, rigenerazione urbana e limitazione del consumo dello stesso permetterebbe di preservare un ecosistema essenziale, complesso, di importanza cruciale sotto il profilo ambientale e socioeconomico, evitando, da un lato, il processo di densificazione delle aree urbane, e, dall’altro, il fenomeno della frammentazione delle aree naturali. Un ottimo punto di partenza per tale strategia è la costituzione del Fondo per il contrasto al consumo di suolo nella legge di bilancio per il 2023 con uno stanziamento complessivo di 160 milioni di euro per il periodo 2023-2027.

Rigenerazione urbana significa anche snellimento e facilitazioni procedurali per il recupero delle aree industriali dismesse; così come l’aggiornamento e la semplificazione della disciplina sulle bonifiche dei siti contaminati, tra cui in particolare i siti orfani (Campania, Lombardia, Sicilia, Emilia Romagna e Veneto, Regioni dove sono maggiormente concentrati).

Tutela dell’acqua

Aspetto non di secondaria importanza, considerati i sempre più costanti fenomeni di siccità e di difficoltà di accesso alle risorse idriche, che fanno dell’oro blu un elemento da salvaguardare con assoluta priorità nelle scelte strategiche del Paese.

Il dato preoccupante riguarda le perdite delle reti di distribuzione, che purtroppo fanno rilevare un tasso di dispersione di circa il 40 per cento. II PNRR ha destinato risorse rilevanti per la tutela del territorio e delle risorse idriche, con un ammontare di investimenti complessivi per 4,38 miliardi di euro.

Attraverso specifici fondi, in aggiunta a quelli stanziati dal Piano Nazionale di ripresa e resilienza, dobbiamo agire sull’efficientamento del sistema delle acque. A tale scopo urge una rivalorizzazione del ruolo delle autorità di bacino distrettuale, in quanto livello ottimale di governance per copertura territoriale.

Al tempo stesso, al fine di incentivare il riuso delle acque e diversificare le fonti di approvvigionamento, occorre favorire, attraverso un’azione di semplificazione normativa, l’effettivo riuso delle acque depurate.

Altri investimenti con un certo carattere d’urgenza dovranno essere effettuati per assicurare a tutti gli agglomerati le necessarie reti fognarie per le acque reflue e adeguati impianti di depurazione e chiudere, in tal modo, definitivamente, le diverse procedure d’infrazione esistenti. A tal scopo, abbiamo stanziato in legge di bilancio 110 milioni di euro per il periodo 2023-2026 in aggiunta alle risorse a disposizione del Commissario straordinario (Giugni).

PNRR

Il Dicastero si è preso l’impegno di dare piena e rapida attuazione delle misure del PNRR.

Rimane strategica l’utilizzazione delle risorse previste dalla Missione 2, Componente 1, sull’economia circolare, di cui lo stesso MASE è titolare (34,7 miliardi, articolati su 26 investimenti e 12 riforme). Inoltre il Dicastero detiene la quota più importante di milestone e target europei del PNRR italiano, pari a 89 distribuiti nel periodo di attuazione.

Economia Circolare

In tema di Economia circolare, l’on. Fratin si è impegnato a sostenere e a tutelare il sistema del riciclo italiano che è un valore aggiunto della Strategia nazionale per l’economia circolare.

Materie prime critiche

Dalla piena implementazione del medesimo, dipende la possibilità di sostituire le materie prime critiche, con l’obiettivo di diminuire la dipendenza dall’estero ed individuare catene di approvvigionamento alternative a livello nazionale. 

Nei prossimi mesi, inoltre, il MASE dovrà dare seguito al ‘Pacchetto’ di riforme  assegnando risorse per oltre 7 miliardi di euro. per l’ammodernamento e la realizzazione di nuovi impianti di riciclaggio, e per l’implementazione del  nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti (RENTRI).

End of waste

Senza dubbio complementare a tale attività di sostituzione è quella di creazione di un idoneo framework normativo sul recupero come materia dei rifiuti.

A tal scopo, il MASE si impegna ad incentivare le attività di riciclo e l’utilizzo delle materie prime secondarie, la valorizzazione degli scarti.

Si ritiene necessario assicurare il pieno utilizzo della regolamentazione End of Waste per lo sviluppo di un mercato circolare con particolare riferimento alle filiere dell’edilizia, del tessile, dei RAEE (Rifiuti apparecchiature elettriche ed elettroniche) e delle plastiche. 

In quest’ottica vanno lette le misure finanziate nella legge di bilancio per il 2023 come il credito d’imposta per l’acquisto di materiali riciclati provenienti dalla raccolta differenziata o il rifinanziamento del Programma sperimentale Mangiaplastica.

Tutela del suolo

Approvare una legge nazionale sul consumo di suolo che affermi i principi fondamentali di riuso, rigenerazione urbana permetterebbe di preservare un ecosistema essenziale, complesso, di importanza cruciale sotto il profilo ambientale e socioeconomico.

Il fondo per il contrasto al consumo del suolo

Fondamentale è la costituzione del Fondo per il contrasto al consumo di suolo nella legge di bilancio per il 2023 con uno stanziamento complessivo di 160 milioni di euro per il periodo 2023-2027. Rigenerazione urbana significa anche snellimento e facilitazioni procedurali per il recupero delle aree industriali dismesse; così come l’aggiornamento e la semplificazione della disciplina sulle bonifiche dei siti contaminati, tra cui in particolare i siti orfani.

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PNRR: firmato il decreto attuativo sui siti orfani

Lo scorso 14 ottobre il MITE ha rilasciato il Decreto relativo alla misura del PNRR “Bonifica del suolo dei siti orfani”. Con la firma del provvedimento è stato adottato il Piano d’azione per riqualificare i terreni inquinati delle aree industriali abbandonate.

Il comunicato del Dicastero

Con apposito comunicato, il MITE ha chiarito quanto di seguito.

Il Piano d’azione ripartisce i finanziamenti tra le Regioni e le Province autonome e assegna il 50% dell’ammontare complessivo al Mezzogiorno, allo scopo di ridurre il divario tra il Nord e il Sud del Paese.

Inoltre, il Piano prevede l’individuazione di siti orfani in tutte le Regioni e Province autonome e la definizione degli interventi specifici da effettuare per procedere alla bonifica. Il target finale dell’investimento è fissato al primo trimestre del 2026: entro la fine di marzo dovrà infatti essere riqualificato il 70% della somma di tutte le superfici di suolo individuate. Per assicurare un intervento omogeneo sul territorio nazionale ed evitare sperequazioni regionali, il medesimo obiettivo è previsto singolarmente per ciascuna Regione e Provincia autonoma

Il Ministero della Transizione Ecologica ha raggiunto in anticipo il traguardo di dicembre sulla misura del PNRR “Bonifica del suolo dei siti orfani”. Con la firma del decreto da parte del Ministro Cingolani è stato adottato il Piano d’azione per riqualificare i terreni inquinati delle aree industriali abbandonate.

L’investimento da 500 milioni di euro punta a ridurre i rischi per la salute, preservare l’ambiente e promuovere l’economia circolare. La riqualificazione dei terreni, infatti, consente di riutilizzarli e di inserirli di nuovo nel mercato immobiliare, evitando il consumo di suolo vergine e riducendo l’impatto sull’ambiente e sulla biodiversità.

Il Piano d’azione ripartisce i finanziamenti tra le Regioni e le Province autonome e assegna il 50% dell’ammontare complessivo al Mezzogiorno, allo scopo di ridurre il divario tra il Nord e il Sud del Paese. Il Piano prevede inoltre l’individuazione di siti orfani in tutte le Regioni e Province autonome e la definizione degli interventi specifici da effettuare per procedere alla bonifica. 

Il target finale dell’investimento è fissato al primo trimestre del 2026: entro la fine di marzo dovrà infatti essere riqualificato il 70% della somma di tutte le superfici di suolo individuate. Per assicurare un intervento omogeneo sul territorio nazionale ed evitare sperequazioni regionali, il medesimo obiettivo è previsto singolarmente per ciascuna Regione e Provincia autonoma.

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MITE: il punto della situazione su autorizzazioni, aree idonee e comunità energetiche

Il Ministero della transizione ecologica fa il punto della situazione per quanto riguarda le autorizzazioni ambientali e i pareri rilasciati come amministrazione competente.

Le norme per implementare le FER

Una statistica molto significativa dà l’idea dell’impegno del governo uscente sul tema della produzione di energia a partire da fonti rinnovabili: sono stati rilasciati più di 100 atti normativi a tale scopo.

Inoltre, il monitoraggio di Terna, aggiornato mensilmente in coordinamento anche con i gestori delle reti di distribuzione, dimostra che tutti gli impianti stanno beneficiando dell’importante mole di semplificazioni adottata, spesso su proposta del MITE, proprio con lo scopo di snellire i procedimenti su tutto il territorio nazionale.

I dati su autorizzazioni e pareri

Il Dicastero comunica di:

  • aver emanato 63 provvedimenti (Via, scoping, ecc) per complessivi 8,2 GW;
  • di predisporne altri 19 per ulteriori 1,1 GW.

A fronte di questi:

  • sono stati emanati 82 provvedimenti per 9,3 GW;
  • nel contempo la Commissione tecnica presso il MiTE, si è già espressa su 49 progetti (corrispondenti a 2,9 GW), per i quali ora si attende il parere del MIC.

Il dato aggregato, ottenuto sommando tutte le richieste presentate negli anni passati al MATTM, il MiTE ha processato/sta processando complessivamente 900 istanze[1], evidenziando come spesso queste sono incomplete e i proponenti forniscono le integrazioni richieste in fase di verifica documentale, causando una dilatazione delle tempistiche.

Le richieste di connessione alla rete elettrica e le autorizzazioni all’installazione di impianti, inoltre, non dipendono in alcun modo dall’entrata in vigore del decreto sulle aree idonee, di prossima emanazione[2].

Rispetto a luglio 2022, la potenza autorizzata e attesa in esercizio da qui al 2026 cresce ulteriormente di circa 1 GW.

Si tratta di dati in forte controtendenza rispetto al passato: infatti, gli impianti entrati in esercizio nel 2021 raggiungevano soltanto 1,3 GW e nel 2020 non avevano neppure superato gli 0,8 GW. Per quanto riguarda, in particolare, l’adozione del decreto sulle aree idonee è in corso un serio confronto che coinvolge tutte le amministrazioni interessate per bilanciare i diversi interessi pubblici e mediare tra i differenti orientamenti sui criteri di localizzazione. Il frutto di questi mesi di lavoro è a un elevato livello di maturazione, ma richiede delle scelte politiche, anche da parte di certo mondo ambientalista. In ogni caso, la stessa legge che introduce il concetto di aree idonee ha già previsto un’ampia serie di zone considerate immediatamente idonee, che dunque sono già oggi operative e utilizzabili.

I nuovi incentivi per le comunità energetiche

Il MITE ricorda che stanno svolgendosi le consultazioni tecniche per definire gli incentivi per gli impianti di comunità energetiche con potenza fino a 1000 kW.

L’obiettivo è quello di realizzare un DM in grado di ampliare il perimetro oggettivo di quanto già previsto per le comunità più piccole: cittadini, autorità locali e PMI possono già realizzare comunità energetiche e accedere agli incentivi previsti per impianti a fonti rinnovabili fino a 200 kW, realizzati proprio nell’ambito di comunità energetiche o configurazioni di autoconsumo collettivo.

Le procedure che riguardano le rinnovabili, dunque, richiedono il coinvolgimento di numerosi soggetti, il bilanciamento di differenti interessi e bisogni e approfonditi studi tecnici. Sono tutte attività complesse che richiedono tempo e che non possono essere tralasciate o piegate per soddisfare pretese dettate da facili ideologismi.


[1] A tal proposito, si sottolinea come esse si trovano in differenti stati di avanzamento e per le quali è necessario il coinvolgimento di numerosi attori (a partire dalle Regioni e dal MIC) e la consultazione del pubblico.

[2] Questo non solo è quanto è stabilito dalla legge che definisce il concetto di aree idonee (d.lgs 199/2021), ma è anche dimostrato dai numeri. I dati Terna, infatti, registrano che ad oggi sono già stati sbloccati circa 11 GW. La maggior parte (9,5 GW) verrà messa in esercizio nei prossimi mesi e nel 2023.

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Cronoprogramma attuazione PNRR: Cingolani firma il Decreto

Adottato il cronoprogramma per l’attuazione del PNRR. Con esso vengono individuate le azioni, gli obiettivi e le misure da perseguire nella definizione delle politiche istituzionali per assicurare un’effettiva transizione verso un’economia di tipo circolare.

La strategia verso un modello di economia circolare passa per l’attuazione del PNRR

Il ministro della Transizione Economica, Prof. Roberto Cingolani ha firmato il Decreto per l’adozione del cronoprogramma di attuazione della Strategia Nazionale per l’Economia Circolare, il documento che individua le azioni, gli obiettivi e le misure da perseguire nella definizione delle politiche istituzionali per assicurare un’effettiva transizione verso un’economia di tipo circolare. Il cronoprogramma contiene i dettagli relativi alle tempistiche e alle azioni previste dalla Strategia e ne costituisce parte integrante.

La governance della Strategia è affidata all’Osservatorio per l’economia , in corso di istituzione presso il Ministero della Transizione Ecologica. L’Osservatorio avrà anche il compito di monitorare, definire e quantificare i target intermedi e di fornire gli indirizzi per l’eventuale integrazione e aggiornamento del cronoprogramma.

Il report sull’attuazione della Strategia per l’Economia Circolare, comprensivo del cronoprogramma aggiornato, sarà pubblicato annualmente sul sito istituzionale del MITE.

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Green new deal italiano: in arrivo 750 milioni dal MISE

Il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) sta per avviare la distribuzione di ben 750 milioni alle imprese nell’ambito del progetto di finanziamento dei progetti di decarbonizzazione e dell’ economia circolare. I dettagli dell’iniziativa e le condizioni per accedere ai finanziamenti dedicati alle imprese del settore.

Il programma degli investimenti

Si tratta di uno dei programmi di investimento più ingenti, tra quelli finanziati direttamente dal Governo italiano negli ultimi anni e riguarda progetti di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e innovazione negli ambiti di intervento del “Green new deal italiano”.

Le condizioni per accedere

Diverse le condizioni per accedere ai finanziamenti.

Perimetro oggettivo

Potranno accedere al plafond finanziario messo a disposizione dal Governo quelle imprese che svolgono attività le seguenti attività:

  • industriali;
  • agroindustriali;
  • artigiane;
  • servizi all’industria;
  • centri di ricerca.

Il finanziamento avverrà mediante agevolazioni e contributi a fondo perduto per realizzare nuovi processi produttivi, prodotti e servizi, o migliorare notevolmente quelli già esistenti.

Tipologia di obiettivo

Il finanziamento viene inoltre subordinato al raggiungimento, mediante il progetto, dei seguenti obiettivi:

  • decarbonizzazione;
  • economia circolare;
  • riduzione dell’uso della plastica e sostituzione della plastica con materiali alternativi;
  • rigenerazione urbana;
  • turismo sostenibile;
  • adattamento e mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico.

L’entità del progetto di investimento

Un’altra condizione significativa posta nei confronti delle aziende che vorranno accedere al fondo, viene rappresentata dall’entità minima del progetto.

In particolare, verranno finanziati i progetti che prevedono investimenti, non inferiori a 3 milioni e non superiori a 40 milioni, da realizzare sul territorio nazionale[1].

Le dichiarazioni

Il Ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgietti, ha dichiarato che “Con strumenti diversi ma appartenenti ad un’unica strategia di politica industriale messa in campo dal Mise, sosteniamo le imprese italiane negli investimenti di decarbonizzazione e riconversione industriale puntando a realizzare una transizione ecologica che sia guidata dal buonsenso e non dall’ideologia”.

Inoltre, ha chiarito che “La  trasformazione green dei processi produttivi – aggiunge – è certamente un obiettivo strategico da perseguire e raggiungere, soprattutto in questo periodo dove gli effetti del conflitto in Ucraina, dal caro energia alla mancanza di materie prime, stanno mettendo a rischio la sostenibilità produttiva della nostra industria. Per questo motivo è importante avere un approccio pragmatico e costruttivo per tutelare le nostre imprese e individuare soluzioni che siano in grado di garantire un equilibrio in termini ambientali, sociali ed economici”.

Presentazione delle domande

Le imprese potranno presentare domanda:

  • anche in forma congiunta tra loro;
  • solamente mediante il sito https://fondocrescitasostenibile.mcc.it , dove sarà attivata una fase di precompilazione a partire dal prossimo 4 novembre.

La decorrenza dei termini

Le domande potranno essere inoltrate dalle ore 10 del 17 novembre.

 Maggiori informazioni

Per maggiori informazioni, potete cliccare su:

https://www.mise.gov.it/index.php/it/incentivi/green-new-deal


[1] I 750 milioni di euro sono a valere sul Fondo per la crescita sostenibile (FCS), gestito da Mediocredito Centrale, e sul Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e agli investimenti in ricerca (FRI), gestito da Cassa depositi e prestiti.

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