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Agevolazioni sull’acquisto dei beni strumentali: nuovamente aperto lo sportello dedicato dal MISE

Sempre in tema di rilancio del tessuto imprenditoriale italiano, il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), nei giorni scorsi ha avviato nuovamente le attività dello Sportello delle agevolazioni per l’acquisto dei beni strumentali.

A cosa serve

Obiettivo perseguito con l’iniziativa è quello di consentire la presentazione delle domande di accesso ai contributi per l’acquisto (anche in leasing) di beni strumentali, come macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali.

La misura, anche nota come “Nuova Sabatini”, è l’agevolazione messa a disposizione delle micro, piccole e medie imprese, regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese e in piena operatività, appartenenti a tutti i settori produttivi (escluse attività finanziarie e connesse all’esportazione).

Cosa si ottiene presentando la domanda

L’Azienda che si presenterà allo sportello, presentando la domanda, potrà ottenere:

  • un finanziamento per l’acquisto di beni strumentali, di durata non superiore a 5 anni e fino a un importo massimo di 4 milioni €/impresa; 
  • un contributo ministeriale rapportato agli interessi sul suddetto finanziamento (2,75% per gli investimenti ordinari).   

I beni materiali e immateriali

In riferimento a talune categorie di beni (materiali e immateriali),  che riguardano tecnologie digitali e sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti rientrano tra gli investimenti cosiddetti “Industria 4.0” e possono beneficiare di un contributo ministeriale maggiorato del 30% rispetto agli investimenti ordinari (arrivando dunque al 3,575%).     

Maggiori informazioni

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MiTE: aggiunte ulteriori competenze al nuovo Dicastero

Come ricorderete, il Governo Draghi ha varato, nel mese di Febbraio 2021, il nuovo ministero della Transizione ecologica, che assume le competenze del Ministero dell’Ambiente, e aggiunge anche alcuni funzioni chiave per la transizione ecologica, principalmente nel settore dell’energia. Con la Conversione in Legge del c.d. “Decreto Ministeri” (il DL n . 22/2021), viene ulteriormente ampliato il quadro delle competenze.

Le competenze ex DL n. 22/2021

Le competenze assegnate al “nuovo” Dicastero erano già significative con l’atto emanato a febbraio: oltre ad assorbire tutte le competenze dell’ex Ministero dell’Ambiente, sotto l’egida della transizione ecologica, sono state incluse talune competenze ritenute chiave nel processo della transizione ecologica, riguardanti principalmente il settore dell’energia (è previsto, in prospettiva, il passaggio nella nuova struttura di alcune Direzioni del Ministero dello Sviluppo economico).

Confermato il Comitato interministeriale per la transizione ecologica (CITE)

Viene confermata l’istituzione del CITE, avente il compito di assicurare il coordinamento delle politiche nazionali per la transizione ecologica e la relativa programmazione[1].  Inoltre, viene confermato che il Mite si andrà ad occupare di:

  • obiettivi e linee della politica energetica e mineraria nazionale;
  • pianificazione delle politiche in materia di economia circolare.

Ad esso spetterà il compito di approvare:

  • il Piano per la transizione ecologica per il coordinamento delle politiche in materia tra le quali ci saranno bioeconomia circolare e fiscalità ambientale, compresi i sussidi ambientali e la finanza climatica e sostenibile.
  • l’approvazione della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile (prima affidata al Cipe).

Le novità: autorizzazioni statali degli impianti di energia

Con la conversione in Legge, al Ministero vengono ora attribuite:

  • le competenze su tutte le autorizzazioni statali degli impianti di energia, comprese le rinnovabili (anche off shore);
  • la gestione della riconversione, dismissione e chiusura mineraria delle infrastrutture di coltivazione di idrocarburi ubicate nella terraferma e in mare e ripristino in sicurezza dei siti.

Il report annuale

Con la conversione in Legge, sorge in capo al Dicastero, il compito di redigere, annualmente, entro il 15 luglio, una relazione alle Camere e allo stesso Comitato, riguardante gli esiti dell’aggiornamento del Catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi con proposte di riduzione.

[1] Il Comitato è presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri, o, in sua vece, dal ministro della Transizione ecologica, ed è composto dal ministro per il Sud e la coesione territoriale, dai ministri della Transizione ecologica, dell’Economia e delle finanze, dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile, della Cultura e delle Politiche agricole, alimentari e forestali.