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Imballaggi plastica, raccolta 2021 in aumento del 3%

Rilasciato da COREPLA il rapporto di sostenibilità riferito all’anno 2021. Se i rifiuti di imballaggio in plastica avviati a raccolta sono in aumento del 3% rispetto al 2020, pesano sul risultato raggiunto i materiali conferiti per errore, pari al 9.5%. Vediamo come funziona il sistema della raccolta degli imballaggi in plastica in Italia, e quali sono le principali evidenze del documento.

Che cos’è il rapporto di sostenibilità

Si tratta dell’occasione di raccontare l’attività svolta dal Consorzio, in relazione ai vari obiettivi di sviluppo sostenibile previsti dall’Agenda Onu 2030 e manifesta l’intenzione di coinvolgere sempre di più i propri stakeholder in particolare i consorziati e tutta la filiera – su queste tematiche.

Che cos’è la plastica

“Plastica” è un termine comunemente usato per descrivere un vasto assortimento di materiali sintetici o semi-sintetici di varie tipologie e differenti proprietà.

Questi vengono utilizzati in un’ampia e crescente gamma di applicazioni, tra cui il settore degli imballaggi, che risulta lo sbocco di gran lunga più importante dei polimeri termoplastici.

Secondo il principio della responsabilità estesa del produttore, spetta a produttori e utilizzatori il compito di provvedere ad una corretta ed efficace gestione ambientale degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio generati dal consumo dei propri prodotti, nel rispetto del principio “chi inquina paga”.

Il sistema della raccolta dei rifiuti di imballaggio in plastica in Italia

I principali operatori

Nel nostro Paese la gestione dei rifiuti di imballaggio in plastica è affidata a diversi soggetti:

  • Sistema CONAI – COREPLA[1];
  • Sistemi autonomi: la legge prevede per i produttori di imballaggio, come alternativa all’adesione ai Consorzio Nazionale, la possibilità di “organizzare autonomamente la gestione dei propri rifiuti di imballaggio su tutto il territorio nazionale” oppure di mettere in atto “un sistema di restituzione dei propri imballaggi”.

I sistemi autonomi ad oggi esistenti

Ad oggi i sistemi autonomi che fanno capo alla filiera del recupero degli imballaggi in plastica sono:

  • P.A.R.I., sistema autonomo sviluppato da Aliplast S.p.A. per la gestione dei propri rifiuti di imballaggi flessibili in PE, ascrivibili al circuito Commerciale e Industriale;
  • CO.N.I.P., sistema che si occupa di organizzare, garantire e promuovere la raccolta e il riciclaggio di casse e di pallet in plastica dei propri consorziati a fine ciclo vita;
  • CORIPET, sistema riguardante la gestione degli imballaggi in PET per liquidi alimentari.
  • Operatori indipendenti che si occupano operando con fini di lucro, principalmente di flussi di imballaggi commerciali e industriali che trovano valorizzazione a mercato per l’avvio a riciclo.

Il COREPLA

Il Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Plastica, è un consorzio

plastica e materiali di imballaggio in plastica immessi sul territorio nazionale.

Costituito nel 1997 a seguito del recepimento della Direttiva 94/62 CE, opera nell’ambito del sistema di gestione dei rifiuti di imballaggio coordinato da CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi).

Il Consorzio, avente personalità giuridica di diritto privato, non ha fini di lucro e la sua attività è conformata ai principi generali contenuti nella Parte IV del D. Lgs. 152/2006, Titolo II, in particolare ai principi di efficacia, efficienza, economicità, trasparenza e di libera concorrenza.

I dati

Come sono stati ricavati i dati

il Consorzio ha scelto di misurare le proprie performance utilizzando come metrica quella del contributo al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile definitivi nell’ambito dell’Agenda 2030 dell’ONU. Il presente Rapporto, quindi, passa in rassegna ciascuno degli SDGs definiti come prioritari per COREPLA, indicando il contributo fattivo al raggiungimento dell’obiettivo generale e di alcuni target specifici.

Allo stesso tempo, come negli anni passati, è stato confermato e approfondito l’approccio di rendicontazione ispirato ai GRI Standards (opzione core), con lo scopo di accrescere sempre di più il perimetro di rendicontazione e la qualità delle informazioni riportate. Anche quest’anno, quindi, è stata aggiornata l’analisi di materialità che ha permesso di individuare le tematiche della sostenibilità rilevanti per il Consorzio e i suoi stakeholder.  Gli sforzi di rendicontazione sono stati focalizzati su questi temi materiali, selezionando e ampliando – ove possibile – il numero di informative GRI coperte.

Il periodo di riferimento del Rapporto di Sostenibilità 2021 è – ove possibile – il triennio 2019-2021. Il Consorzio, infatti, ha ritenuto opportuno mantenere un orizzonte di rendicontazione pluriennale, seppur vada tenuto presente che gli eventi occorsi negli ultimi due anni – sia internamente che esternamente all’organizzazione – hanno inciso sensibilmente sulla comparabilità dei dati.

Avvio a raccolta

I dati 2021 narrano di un avvio a riciclo, da parte di COREPLA, di un quantitativo pari a 722.218 di tonnellate di rifiuti di imballaggi in plastica (+ 10% rispetto al 2020).

Nel corso del 2021, COREPLA ha avviato a riciclo 722.218 t di rifiuti di imballaggi in plastica, con un incremento del 10% rispetto all’anno precedente.

La maggior parte proviene dalla raccolta differenziata urbana (684.615 t), mentre una quota minore consiste in flussi provenienti da Commercio & Industria, raccolti attraverso piattaforme dedicate (37.603 t), confermando così la priorità di intervento consortile laddove il mercato, da solo, non garantirebbe risultati a riciclo.

Recupero energetico: il plasmix

In tema di recupero energetico, circa i flussi di imballaggi gestiti dal Consorzio, il 27% viene valorizzato secondo questa modalità: in particolare 314.964 tonnellate di imballaggi sono stati interessati sotto forma di energia e calore.

Si tratta del cosiddetto “plasmix”, imballaggi derivanti dalla selezione meccanica della raccolta differenziata che per via della loro eterogeneità e delle condizioni in cui si presentano non risultano riciclabili con le tecnologie ad oggi disponibili.

La crescita del riciclo COREPLA è frutto di un continuo orientamento alla diversificazione produttiva, al miglioramento della partnership con i riciclatori, al potenziamento del mercato estero (intra-europeo), alla ricerca di nuovi clienti su mercati finora inesplorati e allo sviluppo di modelli innovativi di riciclo.

Attraverso il recupero energetico, inoltre, è stato possibile rivalorizzare, sotto forma di energia e calore, 314.964 t di imballaggi.

Si tratta del cosiddetto “PLASMIX”, imballaggi derivanti dalla selezione meccanica della raccolta differenziata che per via della loro eterogeneità e delle condizioni in cui si presentano non risultano riciclabili con le tecnologie ad oggi disponibili. Tuttavia, dato il loro potere calorifico inferiore “PCI” compreso tra 18 e 25 MJ/kg, caratteristica analoga ai combustibili fossili tradizionali, risultano ottimali nei processi di combustione e co-combustione. Il Consorzio si fa carico anche della “frazione estranea” contenuta nella raccolta urbana dedicata agli imballaggi in plastica, ovvero di tutto ciò che è stato conferito erroneamente nella raccolta differenziata.

Poiché solo in parte può essere avviato a recupero energetico, per la restante parte è necessario il ricorso allo smaltimento in discarica.

Da quanto appena illustrato risulta che il recupero complessivo, inteso come recupero di materia e di energia, degli imballaggi gestiti direttamente da COREPLA, ha raggiunto le 1.037.182 t, in crescita rispetto al 2020

(+0,4%), soprattutto grazie alla spinta data dal riciclo.

Per maggiori informazioni

Cliccare qui:

https://www.corepla.it/sites/default/files/documenti/corepla_rapporto_di_sostenibilita_2021_x_web.pdf

[1] il D. Lgs. 22/97 ha attribuito al Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI) il compito di assicurare il raggiungimento degli obiettivi di riciclo e recupero degli imballaggi sull’intero territorio nazionale e, al contempo, di garantire l’attuazione di mirate politiche di gestione, comprese quelle di prevenzione attraverso l’eco-innovazione. Il Sistema CONAI/Consorzi di filiera garantisce il rispetto del principio della responsabilità estesa del produttore, ripartendo tra produttori e utilizzatori il Contributo Ambientale CONAI (CAC). Aderendo a CONAI, il produttore/utilizzatore è tenuto a versare il CAC, differenziato per tipologia di imballaggio immesso sul mercato. CONAI ne trattiene una minima parte per lo svolgimento delle proprie funzioni, mentre una parte rilevante viene trasferita ai Consorzi di filiera i quali, a loro volta, nel rispetto di quanto previsto dall’Accordo quadro ANCI-CONAI, riconoscono ai Comuni (o soggetti da questi delegati) convenzionati i corrispettivi economici per la copertura dei maggiori oneri derivanti dalla raccolta differenziata degli imballaggi. Il Consorzio di filiera COREPLA si occupa dei flussi di imballaggi in plastica provenienti dalla raccolta differenziata gestita nell’ambito delle convenzioni ANCI-CONAI sottoscritte con Comuni/gestori delle raccolte a livello locale e, in misura minore, dei flussi provenienti da superficie privata, quindi relativi a rifiuti tipicamente commerciali e industriali, a fronte di specifici accordi/convenzioni stipulati da COREPLA.

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18 luglio 2022, ore 14: Webinair CONAI sulla Direttiva SUP

il prossimo 18 Luglio, dalle 14 alle 15, si terrà il webinar “Attuazione della Direttiva SUP in Italia – Le Linee Guida CONAI”. Vediamo cosa si tratta ed il tema dell’incontro realizzato in streaming dal Consorzio Nazionale Imballaggi.

Gli obiettivi

La Direttiva SUP nasce con l’obiettivo di promuovere approcci circolari che privilegiano prodotti e sistemi riutilizzabili sostenibili e non tossici, piuttosto che prodotti monouso, con l’obiettivo primario di ridurre la quantità di rifiuti prodotti, sottolineando nei “considerando” all’atto, che tale tipo di prevenzione dei rifiuti è in cima alla gerarchia dei rifiuti di cui alla direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio.

Con la Direttiva si intende contribuire al conseguimento dell’obiettivo 12 di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (ONU), ovvero garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo, che è parte dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile adottata dall’assemblea generale dell’ONU il 25 settembre 2015. Preservando il valore dei prodotti e dei materiali il più a lungo possibile e generando meno rifiuti, l’economia dell’Unione può diventare più competitiva e più resiliente, riducendo al contempo la pressione su risorse preziose e sull’ambiente.

Il tema dell’incontro

Durante il webinar saranno presentate le Linee Guida che CONAI ha redatto sull’attuazione della Direttiva Single Use Plastic con specifico riferimento alle ricadute sul settore degli imballaggi in Italia. 

Il webinar sarà fruibile ESCLUSIVAMENTE IN STREAMING e la partecipazione è gratuita.

Per partecipare

E’ possibile cliccare qui: https://www.eventbrite.com/e/attuazione-della-direttiva-sup-in-italia-le-linee-guida-conai-tickets-274776884057

Per eventuali problematiche di visualizzazione, cliccare qui:

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CONAI: nel 2021 il 73,3% degli imballaggi è stato avviato a riciclo

E’ questo il dato più significativo che emerge dall’ultimo Programma Generale del Consorzio Nazionale Imballaggi.

I miglioramenti in termini di rilevazione

Il Programma Generale 2022 rappresenta, a detta di CONAI, un rapporto maggiormente completo rispetto a quelli prodotti negli anni passati, in termini di:

  • maggiori dati e informazioni;
  • rendicontazione più puntuale (a riguardo dei risultati raggiunti nel 2021 e delle linee di intervento per i prossimi anni).

Come sta mutando lo scenario di fondo

Il consorzio evidenzia molteplici aspetti caratterizzanti lo scenario di fondo che evidenziano un mutamento delle condizioni operative:

  • boom dei costi delle materie prime;
  • la crisi energetica;
  • l’evoluzione della direttiva packaging a livello comunitario;
  • la nuova fase nella gestione dei rifiuti urbani pronta ad aprirsi con il Programma Nazionale di Gestione Rifiuti,

sono alcuni dei fattori che andranno ad incidere sull’assetto del settore nei prossimi anni.

A fronte di un notevole immesso al consumo, ripresa delle attività del recupero

In particolare, occorre considerare che nel 20221 si è manifestata una forte ripresa dei consumi, in una situazione pandemica che proseguiva ma allentava la morsa, da cui, comunque, ha originato un forte incremento dell’immesso al consumo di imballaggi (+14 milioni di tonnellate).

Questo non ha generato una crisi della filiera del riciclo. Infatti, il 73,3% degli imballaggi nel 2021  ha avuto una seconda vita: 10 milioni e 550mila tonnellate, il 9,3% in più rispetto all’anno precedente.

Un risultato raggiunto per il 50% grazie al lavoro dei Consorzi di filiera del sistema CONAI (un dato in contrazione di 2 punti percentuali rispetto a quello del 2020, ossia di un anno caratterizzato da un mercato in crisi, che il sistema consortile ha supportato com’è nella sua natura); per il 48% grazie ai riciclatori indipendenti (nel 2020 la percentuale era del 46%; la ripresa del mercato l’ha ovviamente fatta crescere); per il restante 2% grazie all’operato dei sistemi autonomi (che rappresentano per la filiera degli imballaggi in plastica, il 16% del riciclo).

Il recupero è made in italy

Infatti, il 90% delle quantità trova riciclo in Italia, mente le percentuali di rifiuti di imballaggi avviati a riciclo fuori dal Paese sono scese (-30%).

Se alle cifre dell’avvio a riciclo sommiamo quelle del recupero energetico, i numeri crescono: l’Italia supera l’82% di imballaggi che, nel 2021, hanno evitato la discarica.

Uno scenario in cui non viene meno la consapevolezza dei nuovi metodi di calcolo Eurostat che, in vista degli obiettivi europei di riciclo al 2025 e al 2030, ci porteranno fra pochi anni a rendicontare i dati in modo diverso.

Il consorzio evidenzia come se calcolassimo oggi i risultati con il metodo che sarà richiesto fra tre anni, la percentuale di avvio a riciclo scenderebbe solo di circa un punto percentuale (attestandosi attorno al 72%).

Inseriti per la prima volta i dati relativi al recupero delle bioplastiche

Inoltre occorre sottolineare come, per la prima volta nel Programma Generale, vengono monitorati i dati relativi al recupero degli imballaggi in bioplastica compostabile, competenza del consorzio Biorepack che ha iniziato a muovere i primi passi tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021.

Il rilevanti contributo dell’accordo quadro ANCI-CONAI al raggiungimento dei risultati di riciclo

SI rileva come il dato nazionale non potrebbero raggiungere i risultati che presenta CONAI se non fosse per l’accordo nazionale con ANCI, che permette di intercettare i flussi dalla raccolta urbana, e per una rete di piattaforme di rigenerazione, riparazione e riciclo che si occupa di imballaggi commerciali e industriali, in accordo coi Consorzi di filiera.

Le quantità gestite in convenzione con ANCI nel 2021 hanno continuato a crescere, anche se a un ritmo meno sostenuto rispetto al passato (rallentamento che è proseguito nei primi mesi del 2022), diretta conseguenza di una congiuntura di mercato favorevole.

7.583 Comuni italiani hanno stipulato almeno una convenzione con il sistema consortile, con una fetta di popolazione servita pari al 98%.

Per coprire i maggiori costi che i Comuni sostengono nel ritirare i rifiuti in modo differenziato nel 2021 CONAI ha riconosciuto alle amministrazioni locali del Paese 727 milioni di euro.

445 milioni, invece, sono stati destinati dal sistema al finanziamento di attività di trattamento, riciclo e recupero.

Le altre attività

Oltre alle attività di raccolta e recupero, il PG evidenzia come il CONAI ha sviluppa attività come:

  • la prevenzione della produzione dei rifiuti di imballaggio;
  • la progettazione ecologica (“ecodesign”);
  • il supporto agli enti locali in ritardo ai progetti speciali dedicati al Mezzogiorno e alle risorse del PNRR;
  • la formazione e gli studi e ricerche internazionali.

Maggiori informazioni

Per maggiori informazioni:

https://www.conai.org/download/programma-generale-di-prevenzione-e-gestione-degli-imballaggi-e-dei-rifiuti-di-imballaggio-2022-executive-summary/

CONAI: al via il nuovo bando per l’Ecodesign 2022

Al via il nuovo bando CONAI per la progettazione ecologica (c.d. “ecodesign”) degli imballaggi, dal titolo “Valorizzare la sostenibilità ambientale degli imballaggi”, mediante il quale incentivare la sostenibilità ambientale degli imballaggi immessi al consumo dai consorziati CONAI nel biennio appena trascorso.

Le caratteristiche del bando

L’iniziativa mette in palio un importo complessivo pari a €500.000 di cui 5 premi speciali da €10.000 ciascuno. Tutti i casi ammessi saranno oggetto di attività di comunicazione dedicata.

Perché un premio per l’ecodesign?

Il Premio viene predisposto dal Consorzio al fine di favorire e diffondere tra le imprese una cultura di sostenibilità ambientale degli imballaggi e per valorizzare le azioni volontarie che le aziende mettono in atto nella progettazione e nella realizzazione di imballaggi sempre più ecosostenibili.

Tale esigenza è divenuta ancora più pressante a seguito del recepimento del c.d. “Circular Economy Package” (maggiore enfasi viene posta alle attività di progettazione ed ecodesign, volte a ottimizzare l’uso delle risorse e a garantire la chiusura dei cicli produttivi).

L’approccio del CONAI viene sintetizzato con la formula “dalla culla alla culla”, indicativo della finalità delle azioni promosse in tema di packaging, utili alla riduzione del ricorso alle materie prime a monte e finalizzato alla promozione della valorizzazione delle risorse a valle, per limitare l’impatto ambientale connesso all’immesso al consumo di imballaggi.

Proprio in virtù di ciò, CONAI ha scelto, ormai dal 2013, di promuovere un Bando che possa riconoscere incentivi economici e valorizzare, con attività di comunicazione specifiche, le aziende consorziate che hanno scelto di innovare i propri imballaggi in un’ottica di maggiore sostenibilità ambientale e di circolarità.

Chi può partecipare?

Potranno partecipare al Bando tutte le Aziende produttrici o utilizzatrici di imballaggi, rientranti nelle definizioni di cui all’articolo 218 comma 1 lettere r) e s) del D.lgs. 152/2006, consorziate a CONAI e in regola con la presentazione delle dichiarazioni e il versamento del Contributo Ambientale CONAI (di seguito CAC)1. Inoltre, i casi presentati dovranno rispettare i seguenti requisiti:

  1. riferirsi a imballaggi immessi al consumo sul territorio nazionale e utilizzati da un utilizzatore per imballare i propri prodotti;

2. riguardare:

  • la sostituzione totale o parziale dell’imballaggio. Deve pertanto esistere una versione dell’imballaggio PRIMA sostituita da una versione DOPO per la stessa referenza;
  • un imballaggio nuovo per l’azienda (che non abbia un PRIMA) che risulti avere un minore impatto ambientale rispetto agli imballaggi più frequentemente utilizzati per la medesima applicazione sul mercato italiano.
  • l’immissione al consumo dell’imballaggio nella versione DOPO o dell’imballaggio nuovo dovrà essere avvenuta nel biennio 2020/2021;

3. riguardare un formato diverso, nel caso in cui lo stesso intervento abbia coinvolto più prodotti o referenze aventi lo stesso imballaggio;

4. riguardare almeno una delle seguenti leve di ecodesign promosse da CONAI:

  • Riutilizzo
  • Facilitazione delle attività di riciclo
  • Utilizzo di materiale riciclato/recuperato
  • Risparmio di materia prima
  • Ottimizzazione dei processi produttivi
  • Ottimizzazione della logistica
  • Semplificazione del sistema imballo

Non saranno ammessi i casi che riguardano:

  • la sostituzione della famiglia di materiale prevalente in peso9, a meno che tale sostituzione non implichi miglioramenti: a) sulla riciclabilità dell’imballaggio su scala industriale sul territorio nazionale. Saranno quindi accettati i casi che prevedono un cambio di materiale purché vi sia il passaggio da soluzioni non riciclabili a soluzioni riciclabili e che soddisfino, comunque, i criteri definiti con le Procedure di valutazione e selezione; b) sul riutilizzo. Saranno quindi accettati i casi che prevedono un cambio di materiale purché vi sia il passaggio da soluzioni non riutilizzabili a soluzioni riutilizzabili e che soddisfino, comunque, i criteri definiti con le Procedure di valutazione e selezione.

Per maggiori informazioni

Potete consultare il regolamento: https://www.conai.org/?attachment_id=26090 .

Oppure potete scrivere a: ecotoolconai@conai.org

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Rilasciato il Piano di prevenzione CONAI

Online il “Piano Specifico di Prevenzione e Gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio 2022” di CONAI. Interessanti gli spunti offerti dal documento, nel quale si intravede un progressivo ridursi dell’incidenza dell’operato dei Consorzi di filiera tipico delle fasi espansive dell’economia e in linea con il ruolo di sussidiarietà al mercato che contraddistingue il sistema consortile.

Le principali evidenze

CONAI ha rilasciato il consueto Piano Specifico di Prevenzione e Gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio, riferito al 2022.

Immesso al consumo e riciclo complessivo

Dalla relazione emerge che, nel corso del biennio 2021-2022, dopo l’anno acuto dovuto alla crisi pandemica, si riscontrare una significativa ripresa della quota di immesso al consumo degli imballaggi, cui segue anche una rinnovata vitalità sul fronte del riciclo complessivo: esso cresce a ritmi più sostenuti dell’immesso al consumo.

Il motivo è presto spiegato: è merito della crescente quantità di rifiuto raccolto in maniera separata nelle nostre città (in altri termini, la raccolta differenziata), la ragione per cui si può tornare a parlare di affiancare un significativo contributo dei flussi commerciali e industriali.

Riciclo complessivo

Altro dato di rilievo è fornito dal contributo al riciclo complessivo e, in particolare, sul peso relativo della gestione consortile, per cui si manifestano i primi segnali di inversione di tendenza: rispetto al risultato complessivo di riciclo, al 2021, il contributo della gestione consortile si prevede sostanzialmente stabile al 52%, con già però importanti segnali di contrazione manifestati sul finire dell’anno e che portano a stimare per il 2022 un’incidenza del 51%.

Dopo il forte incremento registrato nel 2020, quando il contributo a riciclo della gestione consortile è stato più che determinante nel contesto di crisi economica, con il 2021, e ancor di più con il 2022 si intravede un progressivo ridursi dell’incidenza dell’operato dei Consorzi di filiera tipico delle fasi espansive dell’economia e in linea con il ruolo di sussidiarietà al mercato che contraddistingue il sistema consortile.

Questo discorso vale soprattutto nel contesto attuale, contraddistinto da una crescita senza eguali nei valori di mercato delle materie prime seconde.

Le previsioni di recupero per il biennio 21-22

Infine, in tema di quantità di rifiuti di imballaggio a recupero complessivo per l’anno in corso ed il precedente, si può prospettare una progressiva decrescita delle quantità.

Questo sarà dovuto in relazione alla progressiva introduzione, per le frazioni più complesse, di tecnologie di riciclo alternative, e di un miglioramento del livello di intercettazione atteso dei flussi, anche per effetto del contributo di Biorepack sui flussi dei rifiuti di imballaggio in plastica biodegradabile e compostabile.

La stima di recupero complessivo porta quindi ad un dato in sostanziale stabilità nei prossimi due anni ai valori raggiunti nel 2020: dall’83% del 2020 all’atteso 83,8% del 2022.

A contribuire al dato di recupero complessivo vi sono anche i flussi di avvio a recupero energetico dall’indifferenziato che vengono stimati annualmente da CONAI alla luce di apposite campagne di analisi merceologiche.

Nel 2021 CONAI, al fine di corroborare i relativi dati (anche per tenere conto di variabili legate a stagionalità e provenienza che possono caratterizzare i rifiuti analizzati), ha implementato la campagna di analisi merceologiche, incrementando il numero di sessioni di analisi presso gli impianti convenzionati, con particolare riferimento a quelli che producono combustibile alternativo.

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CONAI: on line il nuovo sito dedicato all’etichettatura ambientale

È on-line da 30 novembre 2021 il nuovo sito del CONAI dedicato alle etichette ambientali. Vediamo di cosa si tratta e l’obbligo normativo sorto con il recepimento del Circular Economy Package del settembre 2020 a tal proposito.

Di cosa si occupa il sito

Con il sito dedicato all’etichettatura ambientale, CONAI intende dare indicazioni agli operatori in merito alla definizione del contenuto e del layout delle etichette da apporre sugli imballaggi.

L’obbligo sorge dal recepimento del Circular Economy Package, avvenuto nel settembre 2020, ed in particolare con il D.Lgs. n. 116/2020, che recepisce la direttiva UE 2018/851 sui rifiuti, e la direttiva (UE) 2018/852 relativa agli imballaggi e ai rifiuti di imballaggio.

In particolare, con l’art. 219, c. 5 del TUA (Dlgs 152/2006), viene prescritto che tutti gli imballaggi devono essere provvisti di opportuna etichetta, il cui contenuto e layout viene definito in base alle indicazioni previste dalle norme Uni applicabili.

Viene altresì richiesto ai Produttori e agli Utilizzatori, ovvero ai soggetti obbligati dalla nuova norma, di indicare il materiale contenuto nel packaging, utilizzati ai fini della identificazione e classificazione dell’imballaggio.

Occorre sottolineare come, a seguito delle difficoltà applicative segnalate dagli operatori interessi, gli obblighi erano stati sospesi per il 2022, e diventeranno operativi, invece, a partire dal prossimo anno[1].

Con esso, vengono apportate numerose ed importanti modifiche al tracciato normativo vigente sui rifiuti in generale ed in particolare introducendo l’obbligo di etichettatura ambientale per tutti gli imballaggi immessi al consumo in Italia.

Introduzione dell’obbligo dal 2022

È opportuno segnalare che, in risposta ad una interrogazione parlamentare sul tema, il MITE, in data 25 novembre 2021, ha precisato, in merito alla eventuale previsione di una sospensione dell’obbligo (ed in particolare della indicazione dei materiali di imballaggio ex art. 219, c. 5, secondo periodo, TUA), il Dicastero ha precisato che è in corso la redazione di una proposta di modifica della norma.

Essa avrà lo scopo di chiarire ulteriormente le modalità applicative di etichettatura, al fine di non indurre con l’obiettivo di assicurare certezza e omogeneità, nonché il rispetto della normativa europea sulla libera circolazione delle merci nel mercato unico.

Per supportare le aziende nell’adempimento dei nuovi obblighi, CONAI ha sviluppato questa piattaforma per fornire chiarimenti, indicazioni e informazioni utili a produttori e utilizzatori di imballaggi.

Le funzionalità

CONAI ha introdotto sul nuovo sito le Linee Guida redatte dal Consorzio per l’etichettatura ambientale obbligatoria e volontaria degli imballaggi, consultare le soluzioni adottate da altre imprese, le FAQ, contattare gli esperti, e molto altro.

Inoltre, CONAI mette al corrente i navigatori e chi volesse approfondire il tema che, dal 14/12/2021 al 16/12/2021, è stata calendarizzata una nuova edizione del Corso on line per “Esperto in etichettatura ambientale degli imballaggi – Novità e criticità” .

Riferimenti

Per navigare sul sito, cliccare qui.


[1] I rinvii sono stati disposti dal DL n. 183/2020 e dalla L. n. 69/2021 (conversione del DL n. 41/2021).

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Le “Procedure Ambientali” costituisce il primo volume della nuova collana dal titolo “L’Economia circolare dispiegata”, il visibile filo rosso che lega assieme le diverse monografie che la compongono, ciascuna delle quali è stata sviluppata con l’obiettivo di evidenziare i principi cui dovrebbero essere ispirati i modi di operare di cittadini, imprese, e pubbliche amministrazioni chiamati ad implementarli, i quali possono rendere, se correttamente attuati, “circolare” il nostro sistema economico. Per acquistare la tua copia, clicca qui!

 
 

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  • scrivi a: relazioniesterne@stefanosassone.it. oppure a relazioniesterne@ambiens.org

CONAI: on line il nuovo sito sull’etichettatura ambientale

Novità dal CONAI per quanto riguarda l’obbligo di etichettatura ambientale degli imballaggi previsto dall’art. 219 del TUA. È disponibile on-line una nuova piattaforma a tale scopo dedicata.

Il nuovo sito per l’etichettatura

CONAI, consorzio nazionale imballaggi ha predisposto il nuovo sito sull’etichettatura degli imballaggi, cliccando qui.

Al momento il sito è in italiano ma nei prossimi giorni sarà reso fruibile anche in inglese, in tedesco  e in spagnolo.

Rispetto alla versione precedente, il sito consente una navigazione più organizzata e fruibile per l’utente, garantendo inoltre l’accesso a ulteriori contenuti, in particolare:

  • la lista degli 85 esperti “accreditati” grazie alle due edizioni del corso organizzato in partnership con TuttoAmbiente, a cui le aziende possono accedere per prendere contatti e richiedere consulenze dedicate. A tal proposito, vi informiamo che, vista la buona riuscita delle prime due edizioni del corso, è stata lanciata una terza edizione. Ulteriori informazioni sono disponibili qui.
  • una sezione dedicata alle “good ideas” di etichettatura à si tratta di quanto è stato inviato dalle aziende nell’ambito della Call for Good Ideas lanciata in occasione della CONAI Academy Week – Questioni di etichetta. La sezione sarà in continuo aggiornamento grazie a quanto le aziende continueranno ad inviareal Consorzio, tramite l’apposito form presente sul sito.
  • una sezione dedicata ai webinar della CONAI Academy.

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