Nell’ambito dell’attuazione del nuovo Regolamento (UE) 2024/1157 (WSR) sulle spedizioni di rifiuti, la Commissione Europea sta definendo i dettagli operativi per fluidificare il mercato interno del riciclo. Attraverso due atti delegati, posti in consultazione fino al 15 settembre 2026, Bruxelles propone di inserire specifici rifiuti (RAEE, tessili, metalli) nella “Lista Verde” per liberalizzarne la circolazione intra-UE senza la complessa notifica preventiva (PIC). Parallelamente, si introduce un criterio armonizzato di contaminazione massima (10%) per sbloccare le spedizioni transfrontaliere del rottame di vetro.
L’abbattimento della burocrazia per i flussi strategici (RAEE e Tessile)
Per i trader di materie prime seconde e i gestori dei grandi poli logistici ambientali, i due atti delegati al Regolamento WSR in approvazione nel Q4 2026 rappresentano una boccata d’ossigeno vitale.
L’impalcatura burocratica della procedura PIC (Prior Informed Consent) — che richiede fideiussioni, l’approvazione formale dell’autorità di partenza, di transito e di destino, e tempi di attesa spesso superiori ai 30 giorni — ha storicamente soffocato la redditività delle operazioni di riciclo intra-europee.
Inserire specifici codici di RAEE, rottami metallici e scarti tessili non pericolosi nella “Green List” significa abbattere brutalmente i tempi di latenza doganale.
Il materiale potrà viaggiare scortato dal solo documento di informazione (ex Allegato VII), permettendo agli impianti di selezione italiani (spesso importatori netti di scarti per alimentare i distretti manifatturieri) di ottimizzare le scorte e i contratti spot con fornitori francesi o tedeschi, azzerando le frizioni burocratiche che paralizzano le catene di fornitura circolari.
Il limite del 10% per il vetro: certezza del diritto ai controlli doganali
La risoluzione del nodo sui rifiuti di vetro (voce B2020) dimostra come parametri tecnici granulari possano rivoluzionare l’economia di una filiera.
Fino a ieri, l’assenza di un limite di contaminazione univoco per il rottame di vetro permetteva alle autorità doganali o ambientali locali di bloccare un carico “green-listed” se vi ravvisavano, in base a interpretazioni soggettive, troppe impurità (es. etichette, ceramica, plastica).
La fissazione legale di una tolleranza massima del 10% in peso introduce la certezza del diritto: i caricatori e i raccoglitori sanno esattamente a quale livello qualitativo devono spingere la vagliatura primaria in Italia prima di caricare i camion diretti alle vetrerie d’Oltralpe (o viceversa).
Le aziende dovranno dotarsi di procedure di campionamento e analisi rigorose prima della spedizione per documentare il rispetto del parametro del 10%, trasformando un controllo visivo doganale in una certificazione qualitativa ingegneristica.
Modalità di partecipazione e link ufficiali alle consultazioni (“Di’ la tua”)
Come per l’implementazione degli altri dossier ambientali, la Commissione Europea ha pubblicato i due atti delegati relativi al WSR 2024/1157 sul proprio portale istituzionale, aprendoli al vaglio e ai contributi degli operatori economici e delle organizzazioni di categoria. Il termine ultimo per il caricamento delle osservazioni è fissato per il 15 settembre 2026 (mezzanotte, ora di Bruxelles), in vista dell’adozione definitiva del pacchetto legislativo prevista per il quarto trimestre dell’anno.
La standardizzazione doganale e logistica delineata da questi testi rappresenta l’unica via per l’efficienza industriale della supply chain circolare; per questo motivo, è fondamentale che gli operatori della gestione rifiuti forniscano feedback operativi su eventuali criticità applicative.
Per presentare i position paper aziendali o associativi (il limite è fissato a 4.000 caratteri, con la possibilità di allegare un documento PDF tecnico), è necessario accedere al portale “Have your say” (Di’ la tua) tramite le credenziali EU Login. Di seguito i link istituzionali per partecipare alla prima iniziativa:
- Atto Delegato: Inserimento di flussi specifici (RAEE, tessili, metalli) nell’elenco verde (Allegato III):


