Il Governo spinge sull’acceleratore della transizione ecologica e della competitività industriale con nuove norme che semplificano e incentivano l’utilizzo del Combustibile Solido Secondario (CSS). Un recente disegno di legge interviene per chiarire il quadro normativo e offrire maggiore flessibilità alle imprese, in particolare al settore del cemento. L’obiettivo è duplice: sostenere la decarbonizzazione dell’industria pesante e rafforzare l’economia circolare, trasformando i rifiuti non riciclabili in una risorsa energetica strategica.
Una svolta strategica per la transizione energetica
La novità più rilevante del provvedimento è la qualifica degli interventi di sostituzione dei combustibili tradizionali con il CSS. Questi vengono ora considerati “di pubblica utilità, indifferibili e urgenti”. Questa definizione non è un semplice dettaglio tecnico, ma un segnale forte, che eleva l’uso di combustibili alternativi a priorità nazionale.
La mossa mira a sbloccare gli investimenti e accelerare le autorizzazioni, riconoscendo il ruolo fondamentale del CSS per raggiungere sia gli obiettivi di economia circolare che quelli di una transizione energetica sostenibile. Parallelamente, le norme chiariscono in modo puntuale i limiti di emissione da rispettare, facendo diretto riferimento all’allegato 2 del Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006) e includendo anche le deroghe previste.
Cosa cambia per le cementerie: più flessibilità e meno CO₂
Al centro dell’intervento, le attività delle imprese energivore come le cementerie, che vedono aumentare la flessibilità nell’uso dei combustibili alternativi. La modifica principale estende una deroga importante: viene superato il vincolo sui limiti di utilizzo orari e giornalieri per il CSS-Combustibile (quello che ha cessato la qualifica di rifiuto), mantenendo solo il tetto massimo annuale autorizzato.
I vantaggi
Questa maggiore flessibilità operativa si traduce in una serie di vantaggi concreti:
Decarbonizzazione
Per le imprese del settore, rappresenta una leva fondamentale per ridurre le emissioni. Permette infatti di incrementare la sostituzione del pet-coke, un combustibile fossile altamente inquinante, con combustibili alternativi che contengono biomassa a zero emissioni di carbonio.
Competitività
L’intervento aiuta a colmare il divario con i concorrenti europei. Paesi come Germania e Austria utilizzano combustibili alternativi per l’80% del loro fabbisogno energetico, contro una media italiana del 25%. Un maggiore impiego di CSS riduce i costi legati all’acquisto delle quote di CO₂ (ETS), rendendo le aziende nazionali più competitive anche rispetto alle importazioni da paesi extra-UE con standard ambientali meno rigidi.
Gestione dei rifiuti
La norma incentiva una filiera virtuosa. Il CSS, prodotto da rifiuti urbani indifferenziati e non altrimenti riciclabili, viene valorizzato energeticamente nelle cementerie invece di finire in discarica o essere esportato. Questo crea sinergie positive con la gestione dei rifiuti dei Comuni, con potenziali risparmi sulla tariffa pagata dai cittadini.
Un quadro normativo coerente per un futuro sostenibile
Le modifiche proposte si inseriscono in un disegno più ampio volto a creare un quadro normativo chiaro e favorevole all’economia circolare. Eliminando ambiguità e ostacoli burocratici, il legislatore fornisce alle imprese strumenti concreti per investire in sostenibilità. È importante sottolineare che queste norme, avendo carattere ordinamentale, non comportano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, ma mirano a ottimizzare le risorse esistenti per un’industria più verde e competitiva.


