:

Ddl Nucleare: sì della Conferenza Unificata a patto di compensare i territori

Il percorso del disegno di legge per un nuovo nucleare sostenibile in Italia compie un passo avanti decisivo. A fine luglio, la Conferenza Unificata Stato-Regioni-Enti locali ha espresso parere favorevole sul testo, approvato dal Consiglio dei Ministri a fine febbraio. La luce verde, però, è arrivata con una condizione chiara e fondamentale: la futura normativa dovrà prevedere adeguate misure di compensazione per le comunità locali che ospiteranno gli impianti. Il provvedimento passa ora all’esame del Parlamento.

Compensazioni per i territori: la condizione chiave

Il punto centrale del parere espresso dalla Conferenza Unificata è la richiesta di introdurre dei “ristori” per bilanciare gli impatti ambientali e sociali derivanti dalla presenza delle nuove attività nucleari.

Questo significa che i territori interessati dalla localizzazione di impianti di produzione energetica o di strutture per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi dovranno ricevere benefici economici e misure di tutela. Si tratta di un punto qualificante per garantire che lo sviluppo della nuova tecnologia avvenga in un quadro di equità e consenso con le comunità locali.

Un quadro normativo per l’intero ciclo di vita del nucleare

L’obiettivo del disegno di legge è ambizioso: fornire al Governo una delega per creare una disciplina organica che regoli l’intero ciclo di vita dell’energia nucleare. Non si tratta quindi solo di costruire nuovi reattori, ma di gestire il settore in modo completo e responsabile.

In base alla delega, il Governo dovrà definire norme specifiche per:

  • la disattivazione e lo smantellamento delle centrali nucleari già esistenti in Italia.
  • le procedure per la sperimentazione, la localizzazione, la costruzione e l’esercizio dei nuovi impianti a fissione sostenibile e a fusione.
  • la realizzazione di siti di stoccaggio temporaneo per il combustibile esaurito e i rifiuti radioattivi.
  • l’individuazione di soluzioni per la dismissione definitiva dei rifiuti che non possono essere recuperati.

I prossimi passaggi e il contesto europeo

Con il parere favorevole della Conferenza Unificata, il disegno di legge inizia ora il suo iter parlamentare per l’approvazione finale. Questa iniziativa si inserisce nel più ampio quadro europeo delineato dal “Regolamento sulla tassonomia verde” (Reg. UE 2020/852), che ha incluso il nucleare e il gas tra le fonti energetiche considerate sostenibili e utili per favorire la transizione ecologica.