La digitalizzazione della filiera dei rifiuti entra nella sua fase più delicata. Con l’avvicinarsi della scadenza del 13 febbraio 2026, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha rilasciato una serie di chiarimenti fondamentali per gestire l’atterraggio morbido nel nuovo sistema RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti).
L’iscrizione dei soggetti obbligati e l’operatività tecnica delle piattaforme
L’attenzione è focalizzata su due fronti: l’iscrizione dei soggetti obbligati e l’operatività tecnica delle piattaforme. In particolare, il termine di febbraio riguarda i produttori di rifiuti pericolosi con un organico fino a 10 dipendenti, un segmento numericamente vasto che rischia di creare “colli di bottiglia” dell’ultimo minuto.
Il blackout tecnico programmato
Un aspetto tecnico di cruciale importanza, emerso dai comunicati dell’8 gennaio, riguarda l’aggiornamento dell’infrastruttura. Per consentire il passaggio definitivo al Formulario di Identificazione Rifiuti digitale (xFIR), è stata prevista una finestra di manutenzione ed upgrade tra il 22 gennaio e il 12 febbraio 2026. In questo lasso di tempo, gli operatori dovranno prestare massima attenzione alle procedure di interoperabilità, poiché il sistema si prepara a gestire i flussi dati in tempo reale.
Iscrizione, cancellazione e “limbo” volontario
Il quadro normativo, aggiornato dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025), ha ridefinito il perimetro degli obbligati.
È emerso un dettaglio procedurale non trascurabile: i soggetti che, in virtù delle nuove norme, non sono più tenuti all’iscrizione ma risultano già presenti a sistema, devono attivarsi per presentare una pratica di cancellazione.
In difetto, il sistema li considererà iscritti su base “volontaria”, con i conseguenti oneri di gestione.
Infine, per i produttori iniziali non iscritti al RENTRI, la digitalizzazione non è del tutto esclusa: rimane l’obbligo di accreditamento all’area riservata per la gestione e vidimazione dei FIR cartacei, che dovranno comunque rispettare i nuovi modelli conformi. È la fine definitiva del “vecchio cartaceo” non tracciabile.


