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Finanza agevolata: il MIMIT mette sul piatto 731 milioni per la R&S industriale. Scatta il click-day per idrogeno e materiali

La mattina del 14 gennaio 2026 ha segnato l’apertura di una delle finestre di finanziamento più importanti dell’anno, disciplinata dal quadro normativo del D.M. 31 dicembre 2021 (e successivi rifinanziamenti PNRR). Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha attivato lo sportello per gli “Accordi per l’Innovazione”, una misura strutturale destinata a supportare grandi progetti di ricerca e sviluppo. Con una dotazione che supera i 700 milioni di euro, il Governo punta a stimolare gli investimenti privati nelle filiere strategiche della transizione ecologica, coprendo quel funding gap che spesso frena l’industrializzazione dei brevetti.

I numeri e i destinatari

Il bando non è per tutti: si rivolge a progetti di taglia significativa, con budget compresi tra 5 e 40 milioni di euro. L’obiettivo è finanziare il salto di qualità tecnologico, portando le innovazioni dal livello TRL (Technology Readiness Level) medio fino alla fase di pre-industrializzazione e sperimentazione. Possono partecipare imprese di qualsiasi dimensione (anche in contratto di rete), ma la selezione premierà la solidità finanziaria e la capacità di impatto sul mercato in termini di occupazione e competitività.

Le tecnologie target

L’analisi del decreto direttoriale di apertura rivela una chiara preferenza per i settori hard-to-abate e per l’economia circolare, in linea con il Green Deal Industrial Plan dell’UE.

Le parole chiave per ottenere il punteggio massimo in graduatoria sono: idrogeno verde (tecnologie di produzione, stoccaggio e trasporto), nuovi materiali da riciclo (secondary raw materials), processi produttivi a bassa emissione di carbonio e digitalizzazione della manifattura.

È un’opportunità d’oro per le aziende del waste management che vogliono sviluppare tecnologie proprietarie, come impianti pilota di riciclo chimico (waste-to-chemical) o soluzioni di valorizzazione energetica avanzata che richiedono investimenti in CAPEX troppo elevati per essere sostenuti dal solo cash flow aziendale.

La procedura valutativa

Nonostante la modalità “a sportello”, non si tratta di un semplice click-day dove vince il più veloce a premere invio.

Il MIMIT ha introdotto criteri di valutazione analitici che esamineranno la fattibilità tecnica, la qualità del team di ricerca e la sostenibilità economica del business plan.

Le domande potranno essere inviate fino al 18 febbraio 2026, ma l’esperienza insegna che le risorse tendono ad essere prenotate rapidamente dai grandi gruppi industriali già pronti con i dossier. La tempestività è necessaria, ma la qualità progettuale è vincolante.