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Report da Marca 2026: la Grande Distribuzione anticipa il PPWR. Ultimatum ai fornitori: “O sostenibile o fuori scaffale”

La fiera Marca by BolognaFiere 2026 si conferma non solo vetrina commerciale, ma vero e proprio organo legislativo de facto. Le grandi insegne della GDO, strette tra i propri obiettivi ESG e l’imminente piena applicazione del Regolamento UE sugli Imballaggi (PPWR), stanno imponendo ai copacker una transizione forzata verso materiali riciclabili. Chi non si adegua ai nuovi capitolati rischia l’esclusione immediata dalle forniture della Private Label (MDD).

Il potere della Marca del Distributore

La MDD (Marca del Distributore) ha raggiunto quote di mercato record in Italia. Questo conferisce ai Retailer un potere negoziale enorme nei confronti dell’industria di trasformazione.

A Bologna è emerso chiaramente che i capitolati di fornitura per il 2026 includono clausole vincolanti sulla sostenibilità del packaging.

Non si accettano più promesse generiche: l’imballaggio deve essere certificato riciclabile secondo i criteri Design for Recycling (conformità all’Art. 6 del PPWR), preferibilmente monomateriale e con percentuali minime di riciclato (PCR) già integrate nella matrice polimerica.

Le soluzioni tecniche in mostra

Passeggiando tra gli stand, la tendenza è evidente: spariti i poliaccoppiati indifferenziabili. Al loro posto, trionfano le vaschette in carta termoformata per i freschi, i film in PE monomateriale per la IV gamma e le soluzioni refill per la detergenza.

La GDO sta spingendo fortissimo anche sulla riduzione dei volumi (eliminazione dell’aria trasportata e del doppio fondo), anticipando gli obblighi di Minimizzazione previsti dall’Art. 9 del PPWR (divieto di void space superiore al 40%).

Rischi e opportunità per i produttori

Per le aziende di packaging e per i copacker alimentari, questo scenario è bipolare.

Da un lato, c’è il rischio concreto di perdere commesse storiche se non si dispone della tecnologia adeguata per produrre i nuovi imballaggi “light”. Dall’altro, si apre un’autostrada per chi ha investito in eco-design negli anni scorsi. La GDO è disposta a riconoscere un premium price pur di avere a scaffale prodotti che comunicano sostenibilità e mettono l’insegna al riparo dalle sanzioni normative future.