Il settore delle costruzioni è responsabile di oltre il 35% della produzione totale di rifiuti in Europa. In questo scenario critico, ISPRA ha rilasciato la pubblicazione tecnica “EMAS nel settore delle costruzioni: buone pratiche e circolarità”. Lo studio, basato sull’analisi dei dati reali delle aziende registrate EMAS nel triennio 2020-2023, non è solo un report statistico, ma un manuale operativo che propone indicatori chiave (KPI) per misurare l’effettiva circolarità in cantiere, superando il greenwashing con metriche validate.
Dal cantiere all’economia circolare: i KPI proposti
Il documento analizza le Dichiarazioni Ambientali delle imprese edili più virtuose d’Italia per estrarre un set di indicatori replicabili. L’obiettivo è fornire una guida per integrare i principi dell’economia circolare nei modelli di business. Tra le buone pratiche mappate, spiccano:
- demolizione selettiva (strip-out): tecniche per separare i materiali alla fonte, massimizzando il recupero di frazioni nobili (metalli, legno, vetro) e riducendo il conferimento in discarica.
- percentuale di aggregati riciclati: monitoraggio puntuale dell’uso di materiali “End of Waste” (es. calcestruzzi con inerti da recupero) nelle nuove costruzioni.
- gestione terre e rocce da scavo: procedure per il riutilizzo in sito o in siti limitrofi (ex D.P.R. 120/2017).
Il valore della certificazione EMAS nei bandi pubblici
La registrazione EMAS (Eco-Management and Audit Scheme – Regolamento UE 1221/2009) si conferma uno strumento strategico non solo per la compliance, ma per la competitività.
In un mercato dominato dal Codice degli Appalti e dai fondi PNRR, il possesso di una certificazione ambientale trasparente è diventato un fattore abilitante.
Nello specifico, il rispetto dei Criteri Ambientali Minimi (CAM Edilizia – D.M. 23 giugno 2022) premia le aziende che possono dimostrare, tramite EMAS, la capacità di gestire gli impatti ambientali.
Avere un sistema di gestione certificato garantisce punteggi tecnici aggiuntivi nelle gare e semplifica la dimostrazione dei requisiti di sostenibilità richiesti dalle stazioni appaltanti.
La trasparenza come asset
Lo studio ISPRA sottolinea come la Dichiarazione Ambientale EMAS, essendo validata da un verificatore terzo accreditato, offra una garanzia di veridicità dei dati (es. consumi idrici, emissioni polveri, % di recupero rifiuti) che nessun’altra autodichiarazione può fornire. Questo tutela l’impresa dai rischi reputazionali e la posiziona come partner affidabile per la Pubblica Amministrazione.


