Parte ufficialmente il lungo iter per ridefinire gli standard ambientali delle discariche europee. A seguito della Direttiva (UE) 2024/1785, che ha pienamente integrato le discariche nella disciplina sulle Emissioni Industriali (IED), la Commissione ha avviato i lavori tecnici per elaborare le nuove Best Available Techniques (BAT). Il primo report del “Gruppo di Siviglia”, pubblicato a fine gennaio 2026, traccia la roadmap: le nuove prescrizioni vincolanti per ottenere l’AIA arriveranno in Gazzetta Ufficiale UE non prima del 2029.
Dalla norma nazionale alle BAT europee
La Direttiva (UE) 2024/1785 del 24 aprile 2024 modifica la Direttiva 2010/75/UE (IED) e la Direttiva 1999/31/CE.
La novità sostanziale è l’estensione del campo di applicazione IED (Allegato I) a un numero maggiore di discariche, incluse quelle per rifiuti inerti, sottoponendole alla procedura rigorosa di elaborazione dei BREF (BAT Reference Documents) coordinata dall’EIPPCB di Siviglia.
Fino ad oggi, i criteri tecnici per la gestione delle discariche (coperture, gestione percolato, captazione biogas) erano definiti principalmente dalle norme nazionali di recepimento della Direttiva 1999/31/CE (in Italia il D.Lgs. 36/2003).
La riforma IED del 2024 cambia tutto: le discariche diventano a tutti gli effetti “stabilimenti industriali” soggetti ad AIA e, come le acciaierie o le vetrerie, dovranno rispettare i BAT Conclusions definiti centralmente a Bruxelles.
Una volta pubblicate le “BAT Conclusions” in Gazzetta Ufficiale UE, i livelli di emissione associati (BAT-AELs) diventano vincolanti e prevalgono sulle normative nazionali o regionali meno restrittive. Le Autorità Competenti (es. Regioni/Province) non potranno più rinnovare le AIA basandosi solo sui vecchi criteri del D.Lgs. 36/2003, ma dovranno recepire i nuovi range europei.
Il cronoprogramma (2026-2029)
Il resoconto della riunione di avvio (kick-off meeting di ottobre 2025, pubblicato ora) stabilisce le tappe forzate.
- 2026-2027: raccolta dati sulle performance ambientali delle discariche esistenti nei 27 Stati membri.
- 2028: elaborazione della bozza tecnica (BREF) da parte dell’EIPPCB (European IPPC Bureau).
- 2029: approvazione formale e pubblicazione in GUUE delle BAT Conclusions. Da quel momento, i gestori avranno 4 anni per adeguare i propri impianti ai nuovi limiti di emissione, pena la revoca dell’autorizzazione[1].
Le questioni chiave sul tavolo
Il tavolo tecnico si concentrerà su tre aree critiche: la riduzione delle emissioni diffuse di metano (potente gas serra), il trattamento avanzato del percolato per rimuovere inquinanti emergenti (come i PFAS) e le tecniche di recupero minerario dalle discariche (landfill mining). L’obiettivo è trasformare la discarica da “tomba” dei rifiuti a impianto tecnologico di stoccaggio sicuro e potenziale riserva di materiali.
L’attenzione al metano risponde agli impegni del “Global Methane Pledge” per ridurre i gas climalteranti a vita breve. Per il percolato, l’inserimento dei PFAS tra i parametri critici richiederà l’adozione di tecnologie di trattamento a valle (osmosi inversa, carboni attivi) molto più costose rispetto ai trattamenti biologici tradizionali, impattando significativamente sui costi di gestione operativa (OPEX).
[1] Termine di adeguamento ex Art. 21 IED: Il termine di 4 anni dalla pubblicazione delle BAT Conclusions è tassativo ai sensi dell’articolo 21, paragrafo 3, della Direttiva 2010/75/UE. Entro tale scadenza, tutte le condizioni dell’autorizzazione devono essere riesaminate e, se necessario, aggiornate per garantire il rispetto dei nuovi limiti.


