:

Basta buche che si riaprono: arriva la norma UNI per l’asfalto a freddo. Regole certe per le riparazioni invernali

È una delle voci di spesa più critiche per i Comuni e una delle maggiori frustrazioni per gli automobilisti: la buca riparata d’inverno che, alla prima pioggia, si riapre. Per risolvere il problema alla radice, l’UNI (Ente Italiano di Normazione) ha aperto fino a fine marzo 2026 la consultazione su una nuova norma tecnica dedicata specificamente ai “conglomerati a freddo”. Si tratta dei classici sacchi di asfalto pronto o del materiale sfuso usato per i tamponamenti d’emergenza, un settore finora caratterizzato da una qualità “a macchia di leopardo”.

Dalla “ricetta” alla “prestazione”

La nuova norma cambierà le regole del gioco per i fornitori. Non basterà più mescolare pietrisco e bitume: il materiale dovrà superare test precisi di laboratorio. La norma imporrà standard minimi di “coesione” (quanto il materiale sta insieme appena posato) e resistenza all’acqua. Per le imprese di manutenzione significa poter acquistare prodotti certificati con la garanzia che la riparazione duri nel tempo, evitando contestazioni da parte dell’Ente proprietario della strada.

Una seconda vita per il fresato stradale

La vera rivoluzione è ambientale.

L’asfalto a freddo è il candidato ideale per assorbire grandi quantità di vecchio asfalto fresato (RAP) dalle strade. La norma UNI certificherà che un prodotto fatto con materiale riciclato (End of Waste) ha le stesse prestazioni di uno vergine.

Questo aprirà il mercato a conglomerati “green” ad alte prestazioni, permettendo alle amministrazioni di fare manutenzione riducendo l’impatto ambientale e i costi di smaltimento dei vecchi manti stradali.

Fonte dell’informazione

Notizia basata sull’apertura della consultazione pubblica sul portale UNI (Ente Italiano di Normazione).