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GPS RENTRI sui camion: via libera all’installazione senza accordo sindacale (ma a una condizione)

Installare le “scatole nere” per il RENTRI sui camion dei rifiuti non richiede il permesso dei sindacati né dell’Ispettorato del Lavoro. Lo ha chiarito l’INL con la Nota n. 831 del 28 gennaio 2026.

Il GPS è un “attrezzo di lavoro” obbligatorio

L’Ispettorato ha stabilito che, essendo la geolocalizzazione un obbligo imposto dal Regolamento RENTRI (DM 59/2023) per poter operare, essa non rientra nei casi di “controllo a distanza” disciplinati dall’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori. Per l’azienda di trasporto, montare il dispositivo è un adempimento di legge necessario per stare sul mercato, non una scelta discrezionale.

La condizione: solo tracciabilità rifiuti

C’è però un “ma” fondamentale.

L’esenzione dalle procedure sindacali vale solo se il GPS viene usato esclusivamente per inviare i dati al RENTRI. Se l’imprenditore decide di usare quello stesso dispositivo (o i suoi dati) per:

  • controllare se l’autista fa pause non previste;
  • ottimizzare i percorsi logistici;
  • proteggere il camion dai furti;
  • monitorare la sicurezza di guida; allora la musica cambia. in questi casi, come specificato nella parte finale della nota, si rientra pienamente nell’art. 4 dello statuto dei lavoratori: prima di attivare quelle funzioni aggiuntive, serve l’accordo con i sindacati o l’autorizzazione dell’ispettorato.

Consiglio operativo

Per chi installa i dispositivi in questi giorni per la scadenza del 13 febbraio: se vi limitate alla compliance RENTRI, procedete pure. Se il vostro fornitore di telematica vi offre pacchetti aggiuntivi di “fleet management”, attenti alla privacy: attivarli senza accordo sindacale espone a sanzioni penali per violazione dello Statuto dei Lavoratori.