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RENTRI: una settimana al “Click Day”. Autotrasportatori e imprese in corsa contro il tempo per l’adeguamento software

Mancano solo 7 giorni al “Big Bang” digitale dei rifiuti. Venerdì 13 febbraio 2026 segnerà lo spartiacque definitivo: i vecchi formulari di carta andranno in soffitta per lasciare spazio al FIR Digitale. Nonostante il pressing delle associazioni di categoria per ottenere un periodo di “doppio binario” più morbido, il Ministero ha confermato la linea del rigore: nessuna proroga. Per i soggetti del primo gruppo (grandi imprese, trasportatori e impianti), l’adeguamento non è più rimandabile.

Allarme software e blocco ai cancelli

Le criticità dell’ultimo miglio si concentrano sull’aspetto tecnologico.

Molte software house stanno rilasciando aggiornamenti last-minute per garantire che i sistemi aziendali dialoghino correttamente con i server del Ministero.

Il rischio concreto è il blocco dei camion ai cancelli degli impianti di smaltimento/recupero: senza un FIR digitale validato e senza il relativo QR Code, il carico non potrà essere accettato.

Particolare apprensione desta la dotazione tecnologica dei trasportatori: ogni autista dovrà avere a bordo un tablet o uno smartphone con l’APP RENTRI installata e configurata per consentire i controlli su strada da parte delle forze dell’ordine e la chiusura del viaggio a destino.

Rischi operativi e procedure di emergenza

Non basta essere iscritti: bisogna essere operativi.

Chi non riuscirà a garantire l’interoperabilità dei sistemi entro venerdì prossimo rischia non solo pesanti sanzioni ai sensi dell’art. 258 del TUA, ma soprattutto la paralisi operativa della gestione rifiuti.

Le procedure di emergenza (per il fermo sistema) esistono, ma non possono diventare la norma fin dal primo giorno.