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Revisione Direttiva SUP: la Commissione Europea apre al “mass balance” per il calcolo del contenuto riciclato. Verso l’equiparazione del riciclo chimico

La Commissione Europea sta finalizzando una modifica sostanziale alla Decisione di esecuzione (UE) 2023/2683, che stabilisce le regole per il calcolo, la verifica e la comunicazione dei dati sul contenuto di plastica riciclata nelle bottiglie per bevande monouso (obblighi derivanti dalla Direttiva SUP). Il provvedimento, attualmente in fase di discussione tecnica avanzata, mira a superare i limiti strutturali del solo riciclo meccanico, aprendo formalmente all’inclusione dei materiali derivanti da tecnologie di riciclo chimico (chemical recycling).

Il Piano d’inverno dell’UE (c.d. “Winter Package”): obiettivo 90%

L’Europa non vuole più vedere bottiglie di plastica nell’ambiente.

Con il lancio del “Winter Package 2026”, Bruxelles cala le carte decisive per chiudere il cerchio. Il pacchetto di misure non si limita a definire come riciclare, ma detta legge su come raccogliere. La novità più impattante per la GDO e i produttori è la spinta decisiva verso i Sistemi di Deposito Cauzionale (DRS).

Le nuove regole armonizzano le tecnologie di “reverse vending” (le macchinette che ridanno i soldi): l’obiettivo è obbligare gli Stati Membri ancora indietro con la raccolta a introdurre il cauzionale per raggiungere tassativamente il 90% di raccolta differenziata entro il 2029.

La chimica in aiuto del packaging

Ma una volta raccolte, come le ricicliamo tutte queste bottiglie? Qui arriva la seconda gamba del Winter Package: l’apertura al Riciclo Chimico.

Fino ad oggi, la legge riconosceva quasi esclusivamente il riciclo meccanico, che però ha un limite: la plastica degrada. Con le nuove norme, l’UE accetta ufficialmente il Bilancio di Massa”.

In pratica, le aziende potranno usare tecnologie che “smontano” la plastica a livello molecolare (anche quella degradata o mista) per rifarla nuova, identica alla vergine, e conteggiarla nei target di contenuto riciclato.

Il riconoscimento del “mass balance approach”

Il cuore della proposta – appunto – risiede nell’accettazione del metodo del “bilancio di massa” con attribuzione fuel-exempt (esclusione dell’uso combustibile).

Questo approccio metodologico consente di contabilizzare come “riciclata” una quota di output vergine (polimeri) in uscita dagli impianti di cracking o depolimerizzazione, proporzionale alla quantità di rifiuti plastici immessi nel processo, al netto delle perdite energetiche.

Allineamento con il PPWR

Tale modifica appare strategica per allineare la normativa SUP alle prospettive del Regolamento Imballaggi (PPWR – Packaging and Packaging Waste Regulation).

L’obiettivo è duplice:

  • da un lato, fornire certezza giuridica agli investimenti miliardari necessari per gli impianti di riciclo chimico in Europa;
  • dall’altro, garantire all’industria del beverage la disponibilità di volumi sufficienti di rPET “food grade” per traguardare gli obiettivi vincolanti del 2030 (30% di contenuto riciclato), oggi difficilmente raggiungibili con il solo riciclo meccanico.

Cosa cambia per il mercato

Questo pacchetto sblocca una situazione di stallo:

  1. lato approvvigionamento: grazie al riciclo chimico, i brand potranno raggiungere il 30% di riciclato nelle bottiglie (obbligo 2030) usando anche plastiche che prima finivano all’inceneritore.
  2. lato raccolta: la standardizzazione dei DRS costringerà i retailer a organizzare spazi per il ritiro delle bottiglie vuote, trasformando i supermercati in miniere di materia prima.