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Inquadramento tecnico-amministrativo per la rigenerazione dei “Siti Orfani” e l’upgrade infrastrutturale dei Centri di Raccolta Urbani: disamina dei provvedimenti all’esame della Conferenza Unificata

La convocazione della Conferenza Unificata per il 26 febbraio 2026 segna uno snodo amministrativo cruciale per la messa a terra degli interventi infrastrutturali ambientali finanziati dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza. Il dicastero competente (MASE) ha posto in approvazione due atti di programmazione interdipendenti sotto il profilo della tutela delle matrici ambientali locali: la revisione del Piano d’Azione per la Riqualificazione dei Siti Orfani (Misura M2C4, Investimento 3.4) e l’approvazione dello schema di Decreto Ministeriale volto a ridefinire i parametri tecnici e gestionali dei Centri di Raccolta dei rifiuti urbani.

Riqualificazione dei Siti Orfani: profili tecnici e allocazione risorse

L’istituto giuridico del “Sito Orfano” identifica quelle porzioni di territorio in cui, a fronte di una contaminazione accertata o potenziale delle matrici suolo, sottosuolo e/o acque sotterranee, il soggetto responsabile dell’inquinamento risulti non identificabile, insolvente o inadempiente rispetto agli obblighi di messa in sicurezza e bonifica ex Titolo V, Parte IV del D.Lgs. 152/2006.

L’aggiornamento del Piano d’Azione (oggetto di Intesa ai sensi del D.L. 152/2021) si rende necessario per rimodulare il perimetro degli interventi ammissibili a finanziamento PNRR, a valle delle criticità emerse nelle fasi di progettazione di fattibilità tecnico-economica (PFTE).

Sotto il profilo operativo, l’aggiornamento mira a privilegiare approcci di remediation in situ ed ex situ on site (es. bioremediation, soil washing, desorbimento termico), limitando il conferimento off site in discarica (approccio dig and dump).

La formalizzazione dell’Intesa Stato-Regioni costituisce l’atto propedeutico indispensabile per il perfezionamento dei decreti di impegno di spesa e per il rispetto delle milestone di rendicontazione comunitaria fissate per il primo semestre 2026.

L’adeguamento normativo dei Centri di Raccolta Urbani

La seconda direttrice in esame attiene allo schema di D.M. recante le specifiche tecniche per i Centri di Raccolta (CdR) dei rifiuti urbani e assimilati.

Tali infrastrutture, nodi nevralgici della logistica inversa a livello municipale, operano storicamente in un regime derogatorio rispetto alle ordinarie procedure autorizzative dell’art. 208 del Testo Unico Ambientale.

Il nuovo schema di decreto interviene per colmare i vuoti normativi e le disomogeneità strutturali sul territorio nazionale.

Dal punto di vista tecnico-infrastrutturale, il documento definisce parametri più restrittivi in merito a:

  • impermeabilizzazione delle superfici di stoccaggio e sistemi di captazione e trattamento delle acque meteoriche di dilavamento (in conformità alle BAT di settore);
  • dimensionamento delle aree di stoccaggio per i Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), con prescrizioni specifiche per la prevenzione del rischio incendio (in particolare per accumulatori agli ioni di litio e Raggruppamento R4);

integrazione di sistemi di pesatura elettronica interfacciati con i database regionali per la tracciabilità dei flussi e l’applicazione puntuale dei criteri di tariffazione (TARIP). L’approvazione del decreto imporrà ai gestori del servizio di igiene urbana una massiva campagna di retrofitting delle piazzole ecologiche esistenti, per la quale si attendono chiarimenti sulle linee di cofinanziamento statale.