Avere un bidone della differenziata pieno non significa che tutto quel materiale diventerà un nuovo oggetto. Spesso, a causa di errori dei cittadini o di impurità, gran parte di ciò che arriva agli impianti di selezione (carta, plastica, vetro) finisce per essere scartato e mandato all’inceneritore.
Le nuove regole
Fino ad oggi, l’Europa aveva chiuso un occhio su come i Paesi calcolavano questi “scarti”, ma la pacchia statistica è finita. La Commissione UE ha appena presentato le nuove regole per misurare l’effettivo livello di riciclo.
I controlli in impianto e l’impatto sui numeri
Cosa succederà adesso operativamente?
Lo Stato dovrà inviare i controllori fisicamente negli impianti di selezione e cernita dei rifiuti. Verranno fatti dei campionamenti scientifici sui “sovvalli” (il materiale di scarto) per stabilire una percentuale media nazionale di “sporcizia” per ogni tipo di raccolta. Questo tasso di scarto avrà validità per 5 anni.
Se il campionamento dirà che la raccolta della plastica italiana ha il 30% di scarto, quel 30% verrà sottratto automaticamente dal peso totale dichiarato dai Comuni.
Il risultato? È molto probabile che le nostre percentuali “ufficiali” di riciclo subiscano un crollo statistico a breve termine. Per chi gestisce le aziende di raccolta urbana il messaggio è drastico: smettetela di rincorrere le quantità e concentratevi solo sulla qualità del materiale conferito dai cittadini.


