:

Protezionismo minerario e “Golden Power” sui rottami: l’impatto delle nuove soglie D.P.C.M. sulla logistica e la pianificazione dell’industria metallurgica

Il nuovo D.P.C.M. 11 febbraio 2026 rappresenta la traduzione normativa di una visione geopolitica che vede nel rottame metallico non più un semplice scarto da gestire, ma la “miniera urbana” fondamentale per la sovranità tecnologica del Paese.

La “Miniera Urbana” come asset geopolitico di sicurezza nazionale

In un contesto globale segnato dalla scarsità di risorse e dalla transizione energetica, il rame e l’alluminio sono diventati materiali critici per la produzione di motori elettrici, infrastrutture digitali e sistemi di stoccaggio energetico.

Abbassare le soglie di notifica significa per lo Stato esercitare un controllo capillare e preventivo sui volumi di materia prima seconda che lasciano il territorio nazionale verso Paesi extra-UE. L’obiettivo è chiaro: garantire che la base industriale siderurgica e metallurgica interna non subisca interruzioni di approvvigionamento dovute alla “fuga” di materiali nobili verso mercati disposti a pagare prezzi superiori ma privi di garanzie di reciprocità.

Implicazioni logistiche e oneri di monitoraggio per i commercianti di metalli

Per le aziende attive nel recupero e nel trading di metalli non ferrosi, la riduzione delle soglie quantitative configura un appesantimento burocratico e operativo senza precedenti.

L’obbligo di notifica 60 giorni prima della spedizione per quantitativi contenuti (75 tonnellate di alluminio corrispondono a circa tre carichi completi di bilico) erode drasticamente la flessibilità commerciale e costringe gli operatori a una pianificazione dei contratti di vendita su orizzonti temporali molto più lunghi, aumentando l’esposizione al rischio di fluttuazione del prezzo tra il momento della notifica e l’effettiva esportazione.

Monitoraggio cumulativo e rischi sanzionatori

Sotto il profilo tecnico-amministrativo, le imprese dovranno implementare procedure di monitoraggio dei volumi mensili estremamente rigorose.

La soglia cumulativa (150 tonnellate per rame/alluminio e 100 per lo zinco) richiede una contabilità doganale “in tempo reale” per evitare il superamento accidentale dei tetti senza aver esperito le procedure di notifica.

In un contesto in cui il controllo doganale sulle “materie prime strategiche” è diventato prioritario per la Presidenza del Consiglio, l’omessa o tardiva informazione espone le aziende non solo a sanzioni pecuniarie, ma anche al blocco dei flussi doganali e a possibili ispezioni nell’ambito della disciplina “Golden Power”, trasformando la gestione del rottame in una funzione critica di compliance governativa.