Il Consiglio di Amministrazione del CONAI ufficializza il nuovo assetto contributivo per il settore del monoporzionato, allineandosi ai criteri europei del Regolamento PPWR. La riforma impone l’obbligo di dichiarazione EPR per la totalità delle capsule e cialde immesse al consumo, introducendo fasce di eco-modulazione mirate alla valorizzazione dei materiali e al finanziamento degli impianti di selezione. Attraverso una tassonomia tecnica dettagliata e un periodo di sperimentazione annuale, il consorzio punta a mitigare le oscillazioni di mercato e a garantire una corretta transizione verso standard di riciclabilità elevati.
Evoluzione normativa: l’Articolo 3 del PPWR ridefinisce il settore
Il Consiglio di Amministrazione CONAI, con delibera del 25 marzo 2026, ha ufficializzato il nuovo assetto per il settore del monoporzionato, recependo le disposizioni del Regolamento UE 2025/40 (PPWR).
Fino ad oggi, la qualifica di imballaggio era riservata esclusivamente alle capsule che rimanevano vuote dopo l’erogazione o che potevano essere svuotate manualmente dal consumatore.
Con l’applicazione dell’Articolo 3, comma 1, punto 1 del PPWR, tale distinzione decade: bustine per tè, cialde per caffè e unità monodose non permeabili rientrano sempre nel perimetro della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR).
Questo implica che le imprese dovranno rivedere i propri flussi dichiarativi e le strategie di eco-design per rispondere a parametri di conformità molto più stringenti e uniformi a livello comunitario.
Tassonomia contributiva e l’impatto dell’Extra-CAC Alluminio
Il sistema CONAI-Consorzi ha definito una tassonomia contributiva diversificata che mira a riflettere l’effettivo onere di gestione del fine vita di questi prodotti complessi.
Per le capsule in alluminio è prevista l’applicazione del CAC base (12 €/t) fino a settembre 2026; tuttavia, dal 1° ottobre scatterà un Extra-CAC di 108 €/t, portando il valore totale a 120 €/t.
Questo surplus finanziario è funzionale al potenziamento degli impianti di trattamento e selezione necessari per intercettare l’alluminio contaminato da residui organici.
Per gli altri materiali, le aziende dovranno riferirsi alla Fascia 1 per i monomateriali in carta, alla Fascia B2.3 per la plastica monomateriale o alla Fascia C per i poliaccoppiati. Gli articoli compostabili conformi alla EN 13432 confluiranno invece nella sezione “Imballaggi di tipo 2” della filiera organica.
Periodo di sperimentazione e monitoraggio dei flussi industriali
Per evitare migrazioni premature tra materiali indotte da valori economici transitori e instabilità di mercato, CONAI ha previsto un periodo di monitoraggio di 12 mesi a partire da agosto 2026. Questo test servirà a definire il reale “deficit di catena” — ovvero la differenza tra costi di raccolta e valore della materia recuperata — per stabilizzare i valori del CAC a regime nel 2027. Le aziende sono chiamate ad aggiornare tempestivamente la modulistica dichiarativa includendo le nuove voci. Parallelamente, per l’etichettatura ambientale, il consorzio rimanda alle FAQ dedicate: è vitale garantire che il consumatore riceva informazioni corrette per instradare il rifiuto verso il recupero organico o il multimateriale, evitando contaminazioni dei flussi di riciclo meccanico.


