L’Italia accelera sulla difesa del modello nazionale di gestione dei rifiuti organici con la notifica di una nuova regola tecnica a Bruxelles. La proposta mira a stabilizzare la produzione di bioplastiche monouso introducendo l’obbligo di biodegradabilità in deroga al generale principio di riciclabilità meccanica del PPWR. L’analisi dettaglia i passaggi giuridici della modifica al Testo Unico Ambientale e l’impatto della procedura di notifica 2015/1535 sulla libera circolazione dei prodotti nel mercato unico, fornendo uno scudo legale ai produttori e trasformatori di biopolimeri.
Obbligo di compostabilità e deroga all’Articolo 9 PPWR
La proposta normativa notificata ieri agisce sulle disposizioni del TUA con l’obiettivo di introdurre un obbligo di biodegradabilità e compostabilità per determinati imballaggi monouso.
Questo intervento è coerente con la facoltà concessa agli Stati membri dall’articolo 9, paragrafo 2, lettera b) del Regolamento UE 2025/40, che permette di promuovere la plastica compostabile laddove questa rappresenti una soluzione ottimale per la raccolta dell’umido urbano.
Ponendo questo obbligo, l’Italia ne garantisce la possibilità di produzione e commercializzazione in deroga al generale obbligo di riciclabilità “meccanica”, assicurando che le applicazioni che portano nutrienti preziosi ai suoli tramite il compostaggio continuino a esistere.
Analisi del testo: nuovi articoli e conformità alimentare
La proposta si compone di un articolo unico suddiviso in due lettere fondamentali.
La lettera a) prevede l’inserimento di un nuovo articolo nella Parte Quarta del TUA, che elenca tassativamente gli imballaggi soggetti all’obbligo. Vengono richiamati gli obblighi di conformità alla normativa sui materiali a contatto con gli alimenti (FCM) e disciplinate le modalità per definire le esenzioni previste dall’allegato V del PPWR.
La lettera b) interviene invece sull’articolo 261 del D.Lgs. 152/2006, introducendo sanzioni amministrative pecuniarie per chi immette al consumo prodotti non rispondenti ai criteri di biodegradabilità stabiliti dalla norma nazionale.
L’importanza della procedura di notifica 2015/1535 per l’industria
A norma della direttiva (UE) 2015/1535, gli Stati membri devono informare la Commissione di qualsiasi progetto di regolamentazione tecnica prima della sua adozione.
Se Bruxelles o un altro Stato membro riterranno che la norma italiana crei barriere al commercio, potranno emettere un parere circostanziato, bloccando il progetto per ulteriori tre mesi (per un totale di sei).
Per i produttori di biopolimeri, questo passaggio è vitale: la validazione europea della regola tecnica italiana fornirebbe la certezza giuridica necessaria per pianificare gli investimenti a lungo termine, evitando che il mercato nazionale venga inondato da prodotti in plastica tradizionale “mascherati” o che la leadership tecnologica italiana nel settore del compostaggio venga erosa da interpretazioni restrittive del regolamento imballaggi.


