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Nuovi CAM Edilizia 2025: guida operativa del MASE alla disciplina transitoria e validazione

La Circolare adottata il 10 aprile 2026 dal MASE fornisce indirizzi interpretativi e operativi in merito all’ambito temporale di applicazione del Decreto Ministeriale 24 novembre 2025 (CAM Edilizia 2025). Il documento è stato redatto per chiarire i dubbi delle stazioni appaltanti e garantire il coordinamento tra la normativa ambientale e il Codice dei Contratti Pubblici. La circolare supporta le amministrazioni nell’integrazione dei CAM edilizia nella documentazione progettuale e di gara, assicurando che la transizione verso i nuovi standard di sostenibilità avvenga senza ritardi, pur garantendo la massima qualità delle prestazioni ambientali richieste per le opere pubbliche di nuova costruzione o ristrutturazione.

Applicazione temporale e validazione del progetto tecnico

Il Ministero precisa che il momento di indizione della gara è lo spartiacque fondamentale.

Tutte le procedure avviate prima del 2 febbraio 2026 seguono il D.M. 2022, mentre quelle successive devono conformarsi ai nuovi standard del 2025. L’inciso “progetto validato in vigenza del presente decreto” va interpretato come riferimento alla conformità del progetto tecnico agli standard del D.M. 2025.

Per la progettazione interna, il nuovo decreto si applica a tutta la documentazione non ancora validata al 2 febbraio 2026, obbligando gli uffici tecnici a un ricalcolo dei parametri ambientali prima dell’approvazione formale dell’opera, garantendo così che gli edifici pubblici rispettino i più recenti criteri di economia circolare e di riduzione del consumo di suolo.

La clausola di salvaguardia dei tre mesi per i vecchi progetti

Il regime transitorio consente l’applicazione del vecchio D.M. 2022 per procedure avviate dopo il 2 febbraio solo se il progetto (PFTE o esecutivo) è stato validato in conformità al regime previgente e a condizione che il bando sia pubblicato entro tre mesi dalla data di validazione.

Superati i 90 giorni, la stazione appaltante ha l’obbligo di rivedere l’intero progetto alla luce dei CAM 2025.

Questa norma mira a scoraggiare l’immobilismo amministrativo e ad assicurare che la documentazione di gara sia sempre allineata allo stato dell’arte tecnologico e normativo.

La circolare fornisce dunque un quadro di certezza giuridica indispensabile per progettisti e imprese, riducendo il rischio di ricorsi legati alla non corretta applicazione delle specifiche tecniche ambientali negli appalti verdi.