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Strategia nazionale End of Waste: il MASE pianifica il rilancio del riciclo per il 2026

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha pubblicato il decreto del Direttore Generale Economia Circolare e Bonifiche che stabilisce la programmazione per la definizione dei regolamenti “End of Waste” per il 2026. L’obiettivo è accelerare la trasformazione dei rifiuti in prodotti sicuri per il mercato, supportando attivamente l’economia circolare nazionale. Il decreto fissa scadenze precise per la chiusura degli iter burocratici di frazioni merceologiche fondamentali, riducendo le incertezze che oggi frenano gli investimenti tecnologici negli impianti di trattamento e garantendo una gestione più snella delle materie prime seconde, essenziali per la competitività industriale del Paese.

Focus sulle filiere mature: Gesso, Legno e la revisione del PFU

Nel corso del 2026 si provvederà a concludere l’iter istruttorio dei regolamenti per il gesso e il legno, permettendo a questi materiali di uscire dallo status di rifiuto e di essere riutilizzati come materie prime nell’industria dell’edilizia e dell’arredo.

Inoltre, è prevista la revisione del D.M. 31 marzo 2020, n. 78 relativo alla gomma vulcanizzata da PFU. Questo intervento è fondamentale per allineare i requisiti tecnici alle evoluzioni delle tecnologie di riciclo, facilitando la creazione di nuovi sbocchi commerciali per il granulato di gomma in settori quali l’ingegneria stradale e le pavimentazioni sportive, dove l’Italia detiene una leadership tecnologica riconosciuta.

La revisione punterà a rendere i criteri di accettazione più flessibili ma rigorosi, garantendo la totale sicurezza ambientale dei manufatti derivati.

Priorità assoluta al Tessile: la svolta per la moda sostenibile italiana

Tra i regolamenti prioritari figura quello relativo al settore Tessile.

Con la spinta europea verso la responsabilità estesa del produttore e la necessità di ridurre il conferimento in discarica dei rifiuti moda, la definizione di standard nazionali EoW è il prerequisito per l’industrializzazione del riciclo delle fibre.

Il regolamento stabilirà i criteri di purezza necessari affinché le fibre rigenerate possano essere vendute come materie prime a norma di legge.

Questo provvedimento è atteso come un momento di svolta per i distretti tessili, offrendo uno strumento legale certo per valorizzare milioni di tonnellate di scarti pre e post-consumo, trasformando il rifiuto tessile in una risorsa strategica per il Made in Italy circolare del futuro.