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Albo Gestori e Professionisti: analisi della riforma tecnica nel DL PNRR

La conversione in Legge del DL PNRR (D.L. 19/2026) introduce una modifica sostanziale all’articolo 212 del D.Lgs. 152/2006, estendendo la facoltà di iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali ai liberi professionisti abilitati. La norma permette ai professionisti che svolgono attività manutentive di trasportare i propri rifiuti non pericolosi, come sfalci e potature, superando il vincolo storico che riservava l’iscrizione esclusivamente a enti e imprese. Questa evoluzione normativa riconosce la complessità operativa delle professioni tecniche moderne, offrendo uno strumento di semplificazione per la gestione dei residui di cantiere e di manutenzione prodotti direttamente dal professionista durante l’esercizio della propria attività professionale regolamentata.

Dalla richiesta degli Agrotecnici alla nuova identità del professionista-produttore

L’apertura dell’Albo ai liberi professionisti è il risultato di un lungo confronto istituzionale, nato originariamente su impulso dell’Ordine degli Agrotecnici.

La legislazione professionale prevede infatti per questi soggetti attività di direzione e manutenzione del verde che generano naturalmente rifiuti biodegradabili (EER 20 02 01).

Fino ad oggi, la norma bloccava l’iscrizione ai soli enti e imprese, costringendo i professionisti a iter tortuosi o costosi per il conferimento degli scarti a soggetti terzi. La riforma sana questo vulnus, equiparando, ai fini del trasporto dei propri rifiuti, il libero professionista iscritto all’albo alle realtà imprenditoriali, favorendo la legalità operativa e riducendo drasticamente il rischio di abbandoni incontrollati di piccoli quantitativi di scarti vegetali sul territorio.

 

Requisiti, facoltà e sfide per il Comitato Nazionale dell’Albo

È fondamentale sottolineare che l’iscrizione all’Albo per i professionisti rimane una facoltà e non un obbligo di legge. Tale possibilità è rigorosamente circoscritta ai rifiuti non pericolosi prodotti nell’ambito di attività manutentive espressamente previste dai rispettivi ordinamenti professionali.

Non è dunque un’apertura al trasporto rifiuti per conto terzi, ma un’estensione del trasporto in conto proprio per scopi professionali limitati alle attività di manutenzione autorizzate. La sfida passa ora nelle mani del Comitato Nazionale dell’Albo, che dovrà emanare le delibere tecniche per definire le categorie d’iscrizione e la modulistica semplificata. Per gli operatori del settore ambientale, questa norma rappresenta un passo avanti verso una tracciabilità “granulare”, capace di integrare nel sistema ufficiale anche quei flussi minimi che prima sfuggivano al monitoraggio nazionale.