L’iter di riforma della gestione delle terre e rocce da scavo compie un passo decisivo verso l’approvazione finale. Il Consiglio di Stato, con il parere n. 710 del 20 aprile 2026, ha espresso un giudizio favorevole sullo schema di regolamento del MASE che andrà a sostituire il D.P.R. 120/2017. I giudici hanno riconosciuto lo sforzo di semplificazione compiuto dal Ministero, che ha recepito le precedenti osservazioni includendo anche i sedimenti nel campo di applicazione della disciplina dei sottoprodotti. La nuova disciplina punta a snellire le procedure amministrative per l’utilizzo delle terre di scavo, accelerando la realizzazione delle opere infrastrutturali nel pieno rispetto della tutela del suolo e delle matrici ambientali di pregio.
Superamento del DPR 120/2017 e inclusione strategica dei sedimenti di dragaggio
La riforma delle terre e rocce da scavo è uno dei pilastri del “Decreto PNRR 3” per accelerare le infrastrutture strategiche nazionali.
Il parere positivo n. 710 conferma che il testo proposto dal MASE ha superato le criticità istruttorie emerse negli anni precedenti. Una delle novità tecniche più rilevanti è l’inclusione dei sedimenti nel perimetro dei sottoprodotti, a patto che rispettino i parametri di qualità ambientale stabiliti e siano destinati a utilizzi certi.
Questo permetterà di gestire in modo semplificato migliaia di tonnellate di materiali provenienti da operazioni idrauliche, riducendo drasticamente il ricorso alle discariche. I giudici hanno apprezzato l’armonizzazione della norma con i criteri europei, pur invitando il Ministero a definire meglio il concetto di “normale pratica industriale” per prevenire interpretazioni soggettive in sede di controllo.
Sfide operative per i cantieri urbani e gestione del deposito intermedio temporaneo
Nonostante il via libera generale all’impianto normativo, il Consiglio di Stato ha espresso alcune perplessità sulle regole per i micro-cantieri (sotto i 20 metri cubi) e sulle procedure burocratiche per il deposito intermedio delle terre.
Le imprese chiedono che la semplificazione promessa non si traduca in nuove incertezze su dove stoccare temporaneamente il materiale in attesa del riutilizzo effettivo.
Il nuovo regolamento dovrà bilanciare la velocità esecutiva richiesta dai lavori con l’esigenza di prevenire contaminazioni del suolo. Per i progettisti e i responsabili di cantiere, la transizione dal vecchio regime al nuovo richiederà un aggiornamento delle procedure di campionamento e delle dichiarazioni di avvenuto utilizzo. Il parere del Consiglio di Stato segna l’ultimo miglio di un percorso di riforma atteso da anni per rendere i cantieri più efficienti.
🏗️ Terre e Rocce da Scavo: arriva il parere positivo del Consiglio di Stato al nuovo regolamento semplificato. Semplificazioni in arrivo per l’uso dei sottoprodotti e l’inclusione dei sedimenti.
Molteplici i cambiamenti in vista per la gestione dei cantieri e la fine definitiva dell’era del DPR 120/2017 verso un’edilizia sempre più circolare e veloce.


