Il Gestore dei Servizi Energetici ha attivato nuove funzionalità sul portale SPC per semplificare la gestione delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e delle configurazioni di autoconsumo diffuso. Le novità consentono di inserire o eliminare Pod e impianti in modo autonomo, effettuando verifiche in tempo reale sulla titolarità e sulla connessione alla cabina primaria, garantendo una protocollazione immediata delle modifiche. Tuttavia, l’evoluzione digitale deve confrontarsi con le criticità operative evidenziate dai portatori di interesse, che sottolineano come persista uno scarto tra la fruibilità dello strumento e le necessità reali di bancabilità e scalabilità delle configurazioni.
Semplificazioni digitali e flussi informativi ordinati
Le implementazioni sul portale SPC segnano lo stop definitivo alle trasmissioni di documenti via PEC per le modifiche alle configurazioni già qualificate.
Il GSE ha introdotto controlli automatizzati che permettono di validare in fase di inserimento l’appartenenza dei Pod alla stessa cabina primaria, riducendo drasticamente i tempi di istruttoria manuale.
Queste semplificazioni seguono la rimozione di numerosi oneri anagrafici avvenuta nel dicembre scorso, puntando a rendere il portale l’unico punto di contatto per la gestione dinamica delle comunità.
L’obiettivo è garantire una ricevuta di decorrenza certa per ogni variazione, fornendo alle CER uno strumento di gestione che assecondi l’evoluzione naturale dei progetti, caratterizzati da ingressi e uscite frequenti di membri e impianti.
Le proposte operative per sbloccare il mercato delle CER
Nonostante il potenziamento del portale, Cisambiente ribadisce la necessità di interventi più profondi per garantire la sopravvivenza economica dei progetti.
Si segnala l’urgenza di un sistema di interscambio dati tramite API ufficiali, che permetta ai software delle comunità di scaricare dataset completi e ordinati relativi all’intero anno solare.
È fondamentale risolvere il “collo di bottiglia” delle tempistiche di riscontro attraverso un sistema di ticket digitale tracciabile e chiarire ufficialmente che le deroghe per il fotovoltaico a terra operino anche per gli ampliamenti di CER già costituite. Infine, il tema dello scorporo in bolletta resta un nodo critico: senza una soluzione standardizzata con ARERA, i beneficiari finali, incluse le famiglie e le PA, rischiano di non percepire i vantaggi reali della condivisione energetica, minando la fiducia nel modello.

