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Effort Sharing 2030: la Commissione ripartisce le quote gas serra per trasporti e rifiuti

Assegnate agli Stati membri le quote massime di emissione annuali previste dall'”Effort sharing regulation” dell’Ue contro i cambiamenti climatici per i settori trasporti, edilizia civile, agricoltura e rifiuti. La ripartizione, approvata dalla Commissione europea con la decisione 2026/895/Ue, riguarda i comparti sottoposti a obiettivi vincolanti di riduzione delle emissioni non coperti dal sistema ETS. Il provvedimento stabilisce una traiettoria decrescente di gas serra ammissibili fino al 2030, obbligando i singoli Paesi a implementare riforme strutturali per ridurre l’impronta carbonica della mobilità e della gestione dei rifiuti urbani.

Traiettorie di riduzione settoriali e flessibilità nazionale

La decisione di esecuzione della Commissione definisce il “bilancio carbonico” che l’Italia e gli altri Stati membri possono spendere nei settori civili.

Per il comparto dei rifiuti, questo significa un obbligo stringente di riduzione delle emissioni fuggitive e del metano da discarica, incentivando ulteriormente il recupero energetico e la circolarità dei materiali.

La traiettoria fissata fino al 2030 è lineare e decrescente: ogni anno il margine di emissione si riduce, spingendo per una elettrificazione massiccia dei trasporti e per la riqualificazione profonda degli edifici. Se uno Stato supera il proprio tetto annuale, deve attivare i meccanismi di compensazione previsti dal regolamento 2018/842/Ue, che includono il prestito di quote dagli anni futuri o l’acquisto da partner europei più performanti, creando un mercato intergovernativo della conformità climatica.

Impatto sulla pianificazione industriale e sui Pniec

L’assegnazione di queste quote vincola i Governi a tradurre gli obiettivi europei in leggi nazionali concrete.

Le imprese che operano nei settori dell’Effort Sharing, come i trasportatori e le aziende di gestione rifiuti, devono guardare a questi tetti come ai confini entro cui si svilupperà la regolamentazione nazionale del prossimo decennio.

La decisione 2026/895/Ue rende i target climatici meno teorici e più sanzionabili: i Piani Nazionali Integrati per l’Energia e il Clima (Pniec) dovranno ora essere ricalibrati su questi numeri esatti.

Per il settore rifiuti, la sfida sarà dimostrare che il riciclo e il recupero non solo salvano materia, ma sono le leve principali per rispettare le quote di Effort Sharing, trasformando la sostenibilità in una necessità di bilancio statale e industriale.