Importanti evoluzioni sui principali dossier ambientali europei che impatteranno l’industria italiana nei prossimi anni. Sul fronte dell’economia circolare, si delinea il percorso verso il Circular Economy Act (CEA) atteso per la fine del 2026, con proposte volte ad armonizzare l’EPR e la gestione dei RAEE. Parallelamente, le associazioni di settore premono per la piena attuazione della Direttiva acque reflue (UWWTD) contro ogni ipotesi di rinvio, definendo il meccanismo EPR come vitale per la protezione dei fiumi. Per quanto riguarda il Regolamento deforestazione (EUDR), è in corso una complessa fase di revisione semplificativa volta a ridurre gli oneri per i piccoli operatori e i paesi a basso rischio, garantendo un equilibrio tra sostenibilità e competitività.
L’interpello ECR e la clausola di revisione dell’EUDR
Il gruppo ECR ha acceso i riflettori sulla imminente revisione di semplificazione del Regolamento deforestazione (EUDR), presentando un interpello principale alla Commissione Europea.
La richiesta, formalizzata l’8 aprile 2026, esige un processo trasparente e basato su prove fattuali per la revisione del regolamento (UE) 2023/1115. Gli eurodeputati chiedono chiarimenti sui criteri che Bruxelles utilizzerà per decidere se proporre modifiche legislative e avvertono contro l’uso di atti delegati per bypassare il dibattito democratico su scelte politiche cruciali.
L’obiettivo è assicurare che il Parlamento mantenga il controllo sulle sfide strutturali di attuazione, garantendo che le norme contro la deforestazione non si trasformino in un onere insostenibile per gli agricoltori e i proprietari forestali europei, specie in zone a basso rischio.
Circular Economy Act e UWWTD: armonizzazione ed EPR
Mentre il Circular Economy Act si pone l’ambizioso obiettivo di rendere la circolarità una prassi standard entro la fine del 2026, la battaglia immediata si combatte sulla Direttiva acque reflue.
Associazioni come EurEau e Aqua Publica Europea hanno invitato il Parlamento a respingere ogni slittamento dell’attuazione, evidenziando che il meccanismo di responsabilità estesa del produttore (EPR) è l’unico strumento equo per finanziare la rimozione dei microinquinanti senza pesare sulle tasche dei cittadini.
La sinergia tra questi due dossier — CEA per le risorse e UWWTD per la tutela idrica — delinea una visione industriale dove la gestione del fine vita di prodotti e reflui viene internalizzata nei costi di produzione, spingendo verso l’innovazione tecnologica e la riduzione drastica dell’impronta ambientale dei manufatti immessi sul mercato unico.

