La Direzione Generale Tutela della Biodiversità e del Mare del MASE ha avviato la consultazione pubblica per il Piano Nazionale di Ripristino (PNR), in attuazione dell’articolo 14, paragrafo 20, del Regolamento (UE) 2024/1991 (Nature Restoration Law). Il piano, redatto con il supporto scientifico dell’ISPRA, definirà le strategie e i vincoli territoriali per il risanamento degli ecosistemi degradati. La consultazione rimarrà aperta sulla piattaforma governativa ParteciPA fino al 9 giugno 2026.
Il punto di vista della filiera dei servizi ambientali
Le misure di tutela biologica delineate dal PNR andranno inevitabilmente a intersecare i territori destinati all’insediamento o all’esercizio di impianti di trattamento rifiuti, centrali di compostaggio, termovalorizzatori o discariche in post-gestione.
Una pianificazione rigida rischia di indurre prescrizioni sproporzionate in materia di conservazione ecologica, determinando pesanti blocchi autorizzativi a livello locale.
È fondamentale che le imprese che gestiscono servizi pubblici siano riconosciute come soggetti attivi nel processo di co-creazione del piano, assicurando che le metriche di salvaguardia della biodiversità siano armonizzate con la sostenibilità tecnica, logistica ed economica delle infrastrutture necessarie alla chiusura del ciclo dei rifiuti.


