:

Imballaggi in plastica: il CONAI delibera l’aumento del contributo ambientale a partire dal 1° ottobre 2026

Aumenta dal 1/10/2026 per tutte le categorie di imballaggi in plastica il contributo che i produttori devono versare al sistema consortile, per concorrere ai costi di gestione dei relativi rifiuti, ai sensi del Codice ambientale (decreto legislativo 152/2006). Il dato arriva dal Consorzio nazionale imballaggi (Conai) che ha deliberato dopo avere valutato l’evoluzione della situazione economica e industriale della filiera del riciclo delle plastiche. I nuovi importi, decorrenti dal 1° ottobre 2026 sono declinati nelle 9 fasce contributive previste che riflettono il grado effettivo di riciclabilità e l’impatto ecologico dei diversi manufatti da imballaggio immessi sul mercato nazionale.

Le motivazioni industriali ed economiche alla base dei rincari del Cac

La decisione assunta dal Consiglio d’Amministrazione del CONAI scaturisce da un’attenta analisi macroeconomica delle dinamiche che stanno penalizzando la filiera del riciclo meccanico delle plastiche.

Il calo generalizzato dei prezzi delle materie prime vergini sui mercati globali ha ridotto drasticamente il valore di vendita dei polimeri rigenerati (materie prime seconde), comprimendo i margini economici dei riciclatori.

Al contempo, l’incremento costante dei costi operativi di raccolta differenziata e selezione, unito alla necessità di sostenere i corrispettivi dovuti ai Comuni nell’ambito dell’Accordo Quadro Anci-Conai, ha generato uno squilibrio finanziario nel sistema Corepla, rendendo inevitabile l’adeguamento del Contributo Ambientale (Cac) per garantire la tenuta del modello di economia circolare.

La modulazione in 9 fasce e l’impatto operativo sulle aziende di confezionamento

La declinazione dei nuovi importi sulle 9 fasce contributive conferma la validità del principio della “leva finanziaria” come stimolo all’eco-design.

Gli incrementi più marcati colpiranno gli imballaggi complessi, multistrato o accoppiati a logistica di riciclo complessa (collocati nelle fasce meno performanti), mentre i manufatti monomateriale, trasparenti e facilmente intercettabili dai sistemi di selezione automatica beneficeranno di ritocchi minimi o rimarranno protetti.

Per le imprese industriali e per i responsabili degli affari regolatori, questo rincaro impone una mappatura immediata del portafoglio imballaggi e un’accelerazione nella revisione dei materiali di confezionamento, anticipando i severi requisiti di progettazione per la riciclabilità introdotti a livello europeo dal Regolamento PPWR.