Il Consorzio Nazionale Imballaggi ha pubblicato sul proprio portale telematico le liste aggiornate degli imballaggi in plastica nelle fasce contributive, introducendo modifiche strutturali ai criteri di diversificazione operativi. Il provvedimento recepisce spostamenti strategici di flussi merceologici da una categoria all’altra, nuove integrazioni e precisazioni di carattere generale volte a parametrare il prelievo consortile al reale grado di riciclabilità dei manufatti. L’adeguamento regolatorio, che include una formulazione estremamente dettagliata sulle frazioni contenenti carbon black e sui sistemi monouso, impatta in modo diretto sugli adempimenti documentali delle imprese industriali. L’analisi condotta fornisce un quadro d’insieme per supportare i responsabili tecnici nella corretta classificazione doganale e nell’ottimizzazione fiscale dei materiali immessi sul mercato.
Il quadro generale della diversificazione e le modifiche introdotte all’aggiornamento del 25 marzo 2026
L’architettura del Contributo Diversificato per la plastica poggia su una ripartizione merceologica strutturata in raggruppamenti di eco-design, dove le agevolazioni tariffarie risultano direttamente proporzionali all’efficacia e al consolidamento della filiera industriale di selezione e riciclo.
Le modifiche ufficializzate dal CONAI, evidenziate graficamente in blu e verde all’interno delle liste ufficiali, modificano il posizionamento di alcune specifiche categorie di packaging, ridefinendo i confini tra le aree agevolate e la fascia penalizzante. La prima grande novità riguarda la Fascia A1.1, all’interno della quale è stata inserita una nuova tipologia di imballaggi rigidi e flessibili destinati in via esclusiva al circuito Commercio e Industria (C&I), a condizione che l’esistenza di circuiti stabili di raccolta, riciclo o riutilizzo sia preventivamente verificata dal CONAI e da COREPLA.
Una prima applicazione pratica di tale inquadramento è rappresentata dai contenitori e fusti di tipo keg per bevande, limitatamente alle componenti immesse sul territorio nazionale ed effettivamente avviate a circuiti di recupero tracciati; in caso di keg costituiti da componenti smontabili, ciascun elemento deve essere classificato autonomamente, consentendo ad esempio al fusto in PET di essere inserito in Fascia B1.2 e alla maniglia o base in PP di confluire in Fascia B2.1.
La seconda rilevante modifica risponde all’armonizzazione con l’articolo 3, comma 1, punto 1 del Regolamento europeo PPWR, determinando lo spostamento in Fascia B2.3 — con la conseguente totale eliminazione dalla Fascia C — delle unità monodose non permeabili in plastica per sistemi erogatori di tè, caffè o altre bevande, sia nel caso in cui siano destinate a essere utilizzate in una macchina e smaltite insieme al prodotto, sia nell’ipotesi in cui rimangano vuote dopo l’uso o siano progettate per essere svuotate dall’utente.
Note e precisazioni di carattere generale: i vincoli sul carbon black, sul PVC e sui poliaccoppiati
L’impianto applicativo delle liste definisce regole tassative in merito ai fattori chimici e strutturali che ostacolano i processi automatici di selezione dei rifiuti, decretando l’automatico declassamento in Fascia C per tutte le frazioni non conformi.
A tal proposito, la nota informativa CONAI stabilisce che, fatta eccezione per le casistiche espressamente tutelate nelle liste agevolate, tutti gli imballaggi poliaccoppiati a prevalenza plastica e quelli multistrato contenenti polimeri diversi accoppiati tra loro rientrano rigidamente nella fascia massima penalizzante.
Il medesimo trattamento di rigore viene applicato agli imballaggi e ai componenti accessori realizzati in tutto o in parte in PVC, ad esclusione delle Fasce A1.1 e A1.2. Un focus tecnico specifico riguarda la precisazione sul carbon black o nerofumo, pigmento che impedisce il corretto riconoscimento ottico dei polimeri mediante i lettori operanti nel vicino infrarosso (NIR) presso le piattaforme di selezione.
La norma sancisce che tutti gli imballaggi con colorazione visibile dall’esterno realizzata mediante pigmenti contenenti carbon black confluiscono in Fascia C.
Sono fatte salve da questo declassamento esclusivamente le Fasce A1.1, A1.2 e la Fascia A2 limitatamente ai liner, sacchi industriali, cappucci per copertura pallet e film per pallettizzazione, tollerando altresì l’impiego di tali pigmenti negli inchiostri utilizzati per la stampa diretta di informazioni o codici sulle etichette.
Al fine di migliorare la qualità delle materie prime seconde e dell’end of waste ottenuto dai processi di riciclo, il consorzio invita formalmente le aziende a minimizzare la superficie stampata o verniciata dell’imballaggio.
Terminologia e definizioni merceologiche delle fasce del Gruppo A e del Gruppo B
Per consentire una corretta compilazione della modulistica dichiarativa online, CONAI codifica una serie di definizioni tecniche vincolanti per i consorziati.
Viene chiarito che il concetto di capacità si riferisce esclusivamente alla capacità nominale indicata sull’etichetta, escludendo lo spazio di testa e differenziandosi dalla capacità effettiva e dalla capacità raso bocca.
Il concetto di imballaggio monopolimero identifica un manufatto costituito esclusivamente da un singolo polimero, ammettendo strutture multistrato purché ogni strato sia composto dallo stesso identico polimero degli altri, considerando varianti strutturali come HDPE, LLDPE e LDPE all’interno della famiglia del PE, e BOPP o MOPP all’interno del PP.
Sulla base di tali definizioni, l’inquadramento delle fasce viene così ripartito:
Fascia A1.1 (Gruppo A – Circuiti C&I consolidati)
Comprende Big Bag e analoghi sacchi in tessuto per usi industriali comprensivi di liner integrati, boccioni per distributori d’acqua con relativi tappi, cappucci e liner in PE o PP per big bag e octabin industriali, cassette e casse industriali o agricole in materiale non espanso con relativi coperchi, cestelli portabottiglie, interfalde rigide in PP, pallet, taniche con capacità superiore a 5 litri e relativi tappi, nonché i rotoli, tubi e cilindri sui quali è avvolto materiale flessibile per usi industriali.
Fascia A1.2 e Fascia A2
La prima include fusti e cisternette IBC in HDPE con capacità uguale o superiore a 30 litri e relativi tappi o chiusure non destinati al circuito domestico.
La Fascia A2 accoglie gli imballaggi flessibili industriali in PE monopolimero non metallizzato né verniciato, quali liner, sacchi industriali, cappucci di copertura e film per pallettizzazione o fardellaggio, tollerando strutture in PE espanso fino a uno spessore massimo di 2 mm.
Fascia B1.1 e B1.2 (Gruppo B – Circuito domestico consolidato)
la B1.1 comprende bottiglie, flaconi e taniche fino a 5 litri in HDPE privi di cariche minerali o carbon black, ammettendo cariche minerali solo se la densità complessiva rimane inferiore a 1{ g/cm}^3, incluse le etichette flottanti non coprenti con densità inferiore a 1 e i tappi tethered legati ai contenitori ex D.Lgs. 196/2021.
La Fascia B1.2 accoglie bottiglie, barattoli, flaconi e vasetti prodotti tramite stirosoffiaggio da preforma in PET monopolimero, trasparenti, azzurrati o colorati, privi di etichette coprenti in plastica o stampe dirette, includendo le varianti opache conformi alla norma UNI 11038-1.
Fascia B2.1, B2.2 e B2.3
La B2.1 tutela gli imballaggi rigidi in PP monopolimero privi di EVOH o carbon black, con densità sotto l’unità.
La B2.2 accoglie una platea eterogenea comprendente elementi di protezione in PS espanso (EPS), erogatori meccanici come spray pump o trigger, imballaggi rigidi in PE monopolimero diversi dalle fasce precedenti, e imballaggi rigidi o flessibili in PE o PP con strati interni in EVOH entro il limite massimo del 5% del peso totale del manufatto.
La Fascia B2.3, oltre alle menzionate unità monodose per sistemi erogatori di bevande conformi al PPWR, include imballaggi termoformati in PET trasparenti non accoppiati (vaschette, vassoi, blister), imballaggi rigidi in PS monomateriale non espanso (HIPS e GPPS), sacchi a rete o retine per ortofrutta in PE o PP, grucce senza componenti metalliche, e tubetti in PE monopolimero con EVOH entro il 5% e privi di fogli di alluminio.
Cosa cambia per gli operatori: obblighi documentali e dichiarativi a portale
L’introduzione delle liste aggiornate comporta una ridefinizione dei flussi operativi per le aziende e per i loro uffici di conformità doganale ed ambientale.
Ai fini amministrativi, si evidenzia che nella modulistica presente sul sito “Dichiarazioni online”, le macro-tipologie merceologiche (come i contenitori in PET o i fusti industriali) risultano ulteriormente suddivise in voci di dettaglio specifiche in base a parametri quali trasparenza, opacità, colore, capacità e presenza di etichette coprenti punzonate o rimovibili.
Tale articolazione analitica è obbligatoria e vincolante per consentire l’acquisizione delle informazioni necessarie ad adempiere agli obblighi normativi di rendicontazione dei flussi immessi sul mercato nazionale, richiedendo un coordinamento costante con gli altri soggetti responsabili della gestione dei rifiuti di imballaggio.
Le imprese dovranno aggiornare i propri sistemi gestionali di tracciabilità per associare a ciascun codice articolo la corrispondente fascia CAC di riferimento, verificando le condizioni per l’applicazione delle aliquote agevolate o l’obbligo di inserimento in Fascia C per i materiali poliaccoppiati o contenenti PVC.
| Gruppo consortile | Fascia CAC | Polimero / tipologia principale | Vincoli di densità e additivi | Canale di tracciabilità / circuito |
| Gruppo A | Fascia A1.1 | Big Bag, fusti rigidi, pallet, taniche industriali oltre 5 litri, boccioni acqua. | Tollerato carbon black; ammessi materiali non espansi. | Circuito Commercio & Industria (C&I) verificato CONAI/COREPLA. |
| Gruppo A | Fascia A1.2 | Fusti e cisternette IBC in HDPE con capacità uguali o superiori a 30 litri. | Comprensivi di tappi e chiusure integrati; tollerato carbon black. | Circuito industriale e commerciale non domestico. |
| Gruppo A | Fascia A2 | Liner, sacchi industriali, film per pallettizzazione o fardellaggio. | PE monopolimero non metallizzato; tollerato carbon black e PE espanso sotto 2 mm. | Logistica industriale; presente anche in raccolta differenziata urbana. |
| Gruppo B | Fascia B1.1 | Bottiglie, flaconi e taniche fino a 5 litri in HDPE. | No carbon black; cariche minerali ammesse solo con densità < 1{ g/cm}^3. | Circuito prevalentemente domestico; ammessi tappi tethered. |
| Gruppo B | Fascia B1.2 | Bottiglie, flaconi, barattoli e vasetti in PET da stirosoffiaggio. | Monopolimero trasparente/colorato; ammesso PET opaco (norma UNI). | Circuito domestico; vietate etichette coprenti non punzonate o stampe dirette. |
| Gruppo B | Fascia B2.1 | Imballaggi rigidi in PP monopolimero (secchi, vaschette, vassoi). | No carbon black o EVOH; cariche minerali ammesse se densità < 1{ g/cm}^3. | Circuito domestico e C&I; ammesse etichette coprenti in qualunque polimero. |
| Gruppo B | Fascia B2.2 | Protezioni in PS espanso (EPS), erogatori, rigidi PE, flessibili PE o PP. | No carbon black o metallizzazioni; ammesso EVOH entro il limite massimo del 5%. | Canali promiscui; include sacchi industriali e imballaggi flessibili ordinari. |
| Gruppo B | Fascia B2.3 | Termoformati PET, rigidi PS (HIPS/GPPS), retine ortofrutta, tubetti PE, unità monodose PPWR. | No fogli alluminio; ammesso EVOH entro il 5%; ammesso XPS espanso estruso. | Circuito domestico e C&I; recepisce le nuove definizioni imballaggio dal 12 agosto 2026. |
| Gruppo C | Fascia C | Imballaggi rigidi, flessibili o poliaccoppiati non inclusi nelle liste precedenti. | Presenza di PVC, o carbon black fuori dalle deroghe, o densità > 1{ g/cm}^3. | Materiali per i quali non risultano attività di riciclo o non selezionabili ad oggi. |

