L’ottimizzazione gestionale dei vettori logistici dedicati alla movimentazione transfrontaliere e nazionale dei rifiuti rappresenta un fattore di competitività cruciale per le imprese della green economy. Il recepimento delle istanze di chiarimento da parte degli organi di governo dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali risponde alla necessità di eliminare i conflitti interpretativi e le duplicazioni burocratiche in sede di calcolo delle dotazioni minime d’iscrizione. Attraverso l’aggiornamento strutturale della sezione dedicata ai quesiti di carattere generale, l’amministrazione definisce un criterio di computo univoco per le aziende che operano contemporaneamente su più segmenti di trasporto, consolidando i requisiti di portata utile e garantendo alle Sezioni Regionali uno strumento di verifica lineare ed equo, idoneo a valorizzare la reale capacità tecnica delle flotte industriali senza imporre ridondanze autorizzative o vincoli finanziari sproporzionati che avrebbero penalizzato la pianificazione industriale delle imprese.
Il criterio del consolidamento cumulativo per le flotte intercategoriali
La FAQ pubblicata sul portale dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali affronta la complessa tematica del calcolo della portata utile complessiva dei veicoli qualora l’impresa risulti iscritta contemporaneamente in più categorie di trasporto rifiuti, quali la Categoria 1 (rifiuti urbani) e le Categorie 4 o 5 (rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi).
L’orientamento chiarificatore del Comitato stabilisce il principio del consolidamento cumulativo: la capacità di carico dei veicoli inseriti in più categorie in capo alla medesima ditta può essere computata in modo integrato. Decade pertanto l’obbligo di dimostrare il possesso di un parco mezzi separato e dedicato per ciascuna categoria, a condizione che la flotta in essere soddisfi il requisito minimo della classe più elevata tra quelle assegnate, ottimizzando l’impiego dei veicoli sul territorio in linea con la disciplina del D.M. 120/2014.

