La ridefinizione delle metriche europee sull’utilizzo dei polimeri da riciclo introduce criteri di spiccato rigore scientifico e tracciabilità all’interno della filiera della petrolchimica e della rigenerazione industriale delle materie plastiche avanzate. L’adozione di decisioni attuative specifiche da parte della Commissione Europea risponde alla necessità di validare filiere tecnologiche capaci di superare lo stallo dei conferimenti in discarica dei rifiuti poliaccoppiati o contaminati, non trattabili mediante i canali del riciclo meccanico tradizionale. L’omologazione dei vettori molecolari garantisce la stabilità degli approvvigionamenti industriali, ancorando i volumi dichiarati a rigidi protocolli di rendicontazione interni idonei ad attestare la reale circolarità dei flussi immessi sul mercato unico europeo.
Il protocollo Mass Balance per la tracciabilità delle frazioni polimeriche
La nuova decisione attuativa della Commissione Europea, avente efficacia dal 23 luglio 2026, disciplina nel dettaglio l’applicazione delle metodologie di bilancio di massa (mass balance) per la contabilizzazione della plastica ottenuta tramite processi di pirolisi e depolimerizzazione chimica.
Le imprese chimiche hanno l’obbligo di adottare sistemi di auditing certificati ex-ante per tracciare la destinazione dei monomeri rigenerati all’interno dei co-alimentatori industriali miscelati con cariche fossili vergini.
Questo rigoroso impianto documentale assicura l’attribuzione trasparente della quota di riciclato ai singoli lotti di PET destinati alla fabbricazione di bottiglie monouso, prevenendo fenomeni di doppio conteggio e offrendo alle imprese italiane un quadro di assoluta certezza del diritto per la valorizzazione industriale delle frazioni plastiche miste, in piena sintonia con la Parte IV del D.Lgs. 152/2006.

