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Nuovo nucleare sostenibile: il MASE punta a presentare i decreti attuativi entro Natale

Il dibattito sulla riconfigurazione del mix energetico nazionale si arricchisce di una dimensione regolatoria fondamentale con la definizione della roadmap per il nuovo nucleare sostenibile. La transizione verso un sistema produttivo a ridotta intensità di carbonio non può prescindere dall’analisi dei carichi di base necessari a garantire la continuità degli approvvigionamenti industriali di fronte alla crescente elettrificazione dei consumi. I limiti strutturali intrinseci alle fonti rinnovabili non programmabili impongono l’integrazione di vettori energetici caratterizzati da un’elevata densità e da un ridotto impatto in termini di occupazione territoriale. La focalizzazione sui reattori modulari di piccola taglia (SMR) rappresenta un mutamento di paradigma tecnologico rispetto alle grandi centrali del passato, offrendo moduli flessibili, assemblabili in ambiente controllato e caratterizzati da elevatissimi standard di sicurezza passiva, capaci di ridefinire la geografia della generazione distribuita a ridosso dei grandi distretti manifatturieri del Paese.

La roadmap del MASE e i decreti attuativi entro Natale 2026

In occasione del convegno “Da Fermi al futuro”, svoltosi a Torino presso l’OGR Tech il 15 giugno 2026 in collaborazione con Unioncamere, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha delineato la strategia legislativa per l’integrazione dell’atomo nel paniere energetico.

Sulla scorta dell’approvazione della legge delega in materia di nucleare sostenibile, il ministero si è impegnato a presentare l’intero corpus dei decreti legislativi attuativi entro il termine di dicembre 2026, anticipando la scadenza teorica dei dodici mesi previsti dalla delega parlamentare per accelerare la strutturazione del quadro regolatorio nazionale.

Il deficit di cento miliardi di kWh e i vantaggi territoriali della tecnologia modulare

La necessità di un intervento strutturale è suffragata dai trend di consumo elaborati dalla Direzione Efficienza Energetica del MASE ed esaminati dal Politecnico di Torino. A fronte di un assorbimento attuale pari a 315 miliardi di kilowattora, il sistema Paese richiederà un incremento di almeno 100 miliardi di kWh nei prossimi quindici anni.

I tavoli di confronto – che hanno visto la partecipazione di operatori strategici quali Sogin, ISIN, ENEA, RSE, Eni, Newcleo e Nuclitalia – hanno evidenziato che la tecnologia dei reattori SMR risponde a una logica di massima tutela del territorio: l’estrema compattezza dei siti riduce l’impiego di suolo agrario, garantendo una produzione costante e programmabile indispensabile per salvaguardare la competitività industriale e l’autonomia energetica rispetto alle forniture di paesi terzi.