La strategia di semplificazione dell’architettura legislativa ambientale dell’Unione Europea compie un passo avanti significativo con la definizione della posizione negoziale del Consiglio sul pacchetto Omnibus VIII. L’intervento risponde a una logica di razionalizzazione burocratica che mira a eliminare le duplicazioni documentali e le ridondanze informative che gravano sulla competitività globale del sistema industriale europeo, preservando al contempo l’integrità degli elevati standard di tutela degli ecosistemi fissati dal Green Deal. La convergenza dei colegislatori su rinvii tecnici mirati e sulla semplificazione dei flussi di rendicontazione evidenzia la volontà di introdurre criteri di pragmatismo operativo all’interno di regolamenti ad alta complessità tecnica, garantendo alle imprese finestre temporali adeguate all’adeguamento delle linee produttive e per l’ammortamento degli investimenti tecnologici già effettuati.
Le modifiche strutturali al Regolamento Batterie e alla Direttiva IED
La posizione concordata dal Consiglio sposa le linee di fondo proposte dalla Commissione, introducendo modifiche analitiche a sei atti legislativi cardine. All’interno del Regolamento Batterie, viene ridefinito il concetto di “sostanza che desta preoccupazione” per armonizzarlo con i quadri normativi vigenti ed evitare sovrapposizioni con il Regolamento REACH, riducendo il novero delle sostanze da sottoporre a tracciabilità obbligatoria e concedendo una proroga di 18 mesi per i requisiti di rimovibilità dei pacchi batteria nei mezzi di trasporto leggeri.
Nell’ambito della Direttiva sulle emissioni industriali (IED), viene reintrodotto l’inventario delle sostanze chimiche pericolose, ma con una profonda semplificazione amministrativa: lo strumento viene svincolato dal Sistema di Gestione Ambientale (EMS) e integrato con gli inventari nazionali e internazionali già esistenti, fissando la conformità definitiva a luglio 2030. Di contro, i negoziati sulle proposte di sospensione del rappresentante autorizzato per l’EPR sono stati formalmente congelati e stralciati dal Consiglio a causa delle riserve espresse dagli Stati membri, rimandandone la trattazione alla imminente legge globale sull’economia circolare attesa per l’autunno 2026.
Questo scenario vede le strutture di Confindustria attive nella finalizzazione di un pacchetto di emendamenti mirati a tutelare le imprese nelle prossime fasi di trilogo guidate dalla presidenza irlandese.

